Sicilia Report
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Vendemmia sull’Etna, un viaggio d’autunno

È una domenica di fine ottobre e sull’Etna siamo pronti per la vendemmia, il rito tramandato di generazione in generazione che segna il momento in cui si tirano le somme di tutto un anno per i piccoli vignerons.
Mi trovo sull’Etna, in Contrada Piano Daini a Solicchiata, nell’azienda di Francesco Battiati, una realtà giovane in cui si rispettano tutti i valori tradizionali della coltivazione della vite e in cui il lavoro si compie rigorosamente in modalità manuale.

Momenti diversi della lavorazione della vignaLa parte più antica del vigneto quella impiantata nel 1910 dal bisnonno di Francesco, Don Stefano Laurenzano, è coltivata ad alberello ed è la porzione più consistente da vendemmiare, le antiche viti ritorte che si dividono per poi ricongiungersi in inaspettati abbracci nascondono grappoli di un intenso blu pronti per essere recisi.

Nell’altra parte di vigneto i filari sono coltivati a spalliera e le viti sono state impiantate in tempi più recenti, il Nerello Mascalese e il Nerello Cappuccio la fanno da padroni e la resa delle piante non supera il mezzo chilo, del resto Cu puta strittu campa riccu” (ovvero chi induce basse produzioni per pianta campa ricco, in quanto il vino prodotto sarà qualitativamente migliore).

Nerello mascalese

La vigna contiene ed emana tutta lenergia della Natura che in sinergia con la fatica dell’uomo diviene vino, tagliare i grappoli diventa presto un lavoro meditativo.

Francesco, instancabile, va avanti e indietro e fa mille cose, dà retta a tutti e si occupa di portare le casse vuote tra i filari e quelle piene dove si trova l’antico palmento, la zona in cui stanno preparando il fuoco per arrostire la carne per il pranzo.

Io sono arrivata un po’ tardi accolta dal generoso sorriso di Maria Luisa che lavora tra le viti insieme ad altri amici, compreso il piccolo Leonardo che accanto a suo padre per la prima volta fa l’esperienza della vendemmia, incontrarsi in questo contesto ti porta subito ad entrare in confidenza e a stabilire un rapporto umano autentico.

Intorno alle 13 le piante sono già spoglie di tutti i frutti, è il momento del pranzo, anche questo un rito che appartiene alla vendemmia da sempre, un momento di condivisione e di festa.
Proprio oggi sull’Italia incombe l’incubo di un nuovo lockdown e noi qui, in campagna con l’aria fresca dell’Etna che ci sferza il viso e senza nessun pericolo di assembramento abbiamo la sensazione di essere realmente liberi, la salsiccia e il pane abbrustoliscono sulla griglia e il tavolo è disseminato di ogni ben di Dio. Apprezzo ogni singolo istante di questa fortuna.
Presto l’uva che si trova nelle casse diventerà “Avinavita 2020” un Etna DOC caratterizzato da un lungo affinamento in botte, che racchiude tutte le caratteristiche del vitigno e del terroir: spiccata acidità, mineralità accentuata e una verticalità che lo rende tagliente ed elegante allo stesso tempo.

Un vino che nasce in una vigna lavorata dalle mani sapienti di un giovane viticoltore che vive in assoluta armonia con la natura e che ha raccolto l’eredità di un bisnonno che accompagnato solo dal suo mulo abbandonò le comodità urbane per questo piccolo pezzo di paradiso.

Per altre info sull’azienda: www.cantinebattiati.it

Le foto sono di © Georgia De Angelis

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