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L’arte dello street food

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Acitrezza – Lo street food, più conosciuto come cibo da strada, è un fenomeno antico che ha accompagnato l’evoluzione della civiltà nel corso dei secoli. Già nel porto di Alessandria d’Egitto era possibile mangiare del pesce fritto al momento come al Porto Nuovo di Aci Trezza (per intenderci lo scenario dei Malavoglia) dal 13 al 15 luglio per l’edizione “Street Food Summer Edition”. Il festival enogastronomico porterà nella riviera dei Ciclopi i protagonisti siciliani ed internazionali dello street food. Il Porto Nuovo si trasformerà in un epicentro di conviviali e folklore per valorizzare il cibo di strada: informale, gourmet, divertente, tipico, gustoso e conviviale. Tra le specialità che saranno preparate negli stand allestiti nel villaggio ci saranno gli arancini di pesce, lo gnocco fritto, le tigelle ripiene, le polpettine di salsicce e patate, la caponata di tonno, i toast dolci e salati. Partendo da prelibatezze nostrane come il pane condito, le focacce, gli arancini, i gelati, le granite, ai cibi internazionali che sempre più entrano a far parte della nostra tavola quali cous cous, paella, cucina iraniana il tutto servito in formula “street”. Non meno importante il beverage. Oltre a numerose qualità di birra saranno presenti anche i vini, i liquori e i distillati della migliore tradizione siciliana.

All’interno del circuito di stand ci saranno quattro casse dove il visitatore potrà effettuare un cambio euro-denaro, l’unica moneta valida all’interno del villaggio. Ufficializzati gli orari: venerdì 13 luglio alle 17:30 taglio del nastro e apertura fino a tarda notte, sabato 14 luglio dalle ore 17:30 a chiusura e domenica 15 luglio dalle ore 11:00 fino a chiusura. Street Food Summer Edition è anche musica e spettacolo.

Il 13 luglio tra gli stand si aggirerà Davidekyo che con le sue video-interviste porterà il suo buonumore. Su tutto il percorso sono previsti eventi di musica live, esibizioni di danza, dj set. Per agevolare l’arrivo al villaggio gli organizzatori stanno predisponendo alcune misure tra cui un servizio navetta via mare da Aci Castello, Capo Mulini e Ognina.

Nel mondo 2 miliardi e mezzo di persone mangiano cibo di strada. In Asia, infatti, è un’usanza antichissima mangiare per strada presso banchi, carrelli e mezzi attrezzati in tutte le maniere possibili. Non sorprende più di tanto che recentemente due chioschi che vendono noodles a Singapore siano stati premiati con una stella Michelin.

In Italia il cibo di strada ha una storia un po’ più ambigua. Nel recente passato questo tipo di consumo alimentare veniva associato ad alimenti di scarso valore qualitativo e culturale, in inglese useremmo parole come fast food e junk food, ma oggi la percezione popolare del cibo di strada è cambiata radicalmente, al punto che lo street food è diventato di tendenza.

La vita frenetica, la mancanza di tempo o del denaro sufficiente per mangiare al ristorante, sono fattori che certamente hanno contribuito all’affermarsi della ristorazione mobile e, di conseguenza, della figura del metro eater, dell’individuo impegnato, con poco tempo a disposizione, ma la determinazione a non rinunciare alla qualità alimentare, un buongustaio che esplora le strade e i quartieri che attraversa alla ricerca del food truck con le proposte culinarie più allettanti. Sempre più spesso, queste proposte implicano la riscoperta di piatti tradizionali, regionali e locali, insieme all’offerta di cibi etnici provenienti da tradizioni lontane.

Certamente non si tratta di una tendenza solo italiana. In tutto il mondo il settore dello street food è in grande espansione: da Londra a San Francisco, da Buenos Aires a Barcellona e Berlino.  L’attenzione alla qualità delle materie prime, all’igiene e alla salute, sono in aumento, e questo si riflette sui prodotti venduti dai food trucker, le cui attività ambulanti assomigliano sempre più a vere e proprie cucine mobili, ristoranti itineranti in piena regola.

In questo trend, che concilia il dinamismo del consumo con l’incremento della qualità, si stanno inserendo anche chef rinomati. Cuochi stellati di fama internazionale avviano street food, partecipano a eventi o li organizzano direttamente; alcuni hanno persino deciso di comprare un food truck e mettersi in gioco con un’attività itinerante, proponendo piatti gourmet e sperimentazioni culinarie.

Come ogni moda che si rispetti, c’è anche una sorta di film-manifesto: Chef La ricetta perfetta (2014), la storia di uno chef stellato licenziato da un noto ristorante di Los Angeles che decide di cambiare vita e inventarsi un originale furgoncino dove sperimenta con il figlio e un amico collega sublimi sandwich e piatti da strada. Ma attenzione: tutto questo, oltre che con soddisfazione, è guardato anche con sospetto da ogni vero amante dello street food. Il pericolo è che il marketing, la moda e la finzione vengano a contaminare anche questo ambiente e far finire il sogno del “paninaro romantico”.

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