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Video ricetta di Rita Monforte e i suoi Cappellacci rosa e verdi con ricotta, pecorino romano e guanciale

Ricordi e aneddoti di vita, fanno di Rita Monforte una donna eclettica vitale e rigogliosa: il suo ingrediente segreto e senza sdolcinature pare che sia l’Amore e pure il più complesso, quello dell’intera famiglia

Tempo di lettura: 3 minuti

Ancora una volta, la famiglia si riunisce per preparare un primo piatto realizzato con un ‘ingrediente segreto, l’amore. In famiglia c’è chi fa la spesa, chi la disinfetta, chi la sistema e chi cucina (naturalmente io).
L’addetto al supermercato come già saprete è Michele, lui che vanta origini Vichinghe (lo dice lui), solo perché è alto 1,90 cm, fisico imponente, biondo (lo era), occhi azzurri, e diciamolo senza modestia pure bello; ma lui, di Vichingo non ha proprio nulla caratterialmente.
Vorrei farvi vedere come diventa quando entra in un supermercato, il supermercato sta a Michele, come un negozio di giocattoli sta ad un bambino.

tagliatelle tricolori sempre di Rita Monforte

Lui compra tutto, ma, proprio tutto anche quello che non serve, tanto tu saprai come cucinarlo, e lo faceva anche prima dell’emergenza corona virus, figuratevi adesso!!!
In famiglia siamo pronti al suo arrivo dal supermercato, basta uno squillo al cellulare ed Alessandro, mio fratello che abita con noi, è pronto ad uscire per aiutarlo ad entrare la mole di spesa; io sono l’addetta alla disinfezione degli alimenti con guanti e alcool; Elisabetta e Gabriele sono addetti all’asciugatura; Maria Chiara a riporre tutto in dispensa.
Ma mentre sistemo gli alimenti mi trovo tra le mani il guanciale di Norcia e il pecorino romano, e lì che al loro profumo si avvia “la macchina del tempo”: un odore e una fragranza di ricotta che mi ha riportato a rivivere momenti di un’estate di 40 anni fa!
Le mie vacanze romane. La mia era una famiglia numerosa, la mia mamma a soli 26 anni era già madre di 6 figli, quindi la nonna, cioè sua madre, non appena finiva la scuola prendeva me e i miei due fratelli più grandi e ci portava con lei a trascorrere i tre mesi estivi dai suoi parenti emigrati per lavoro a Roma.
I parenti ci cucinavano tutte le specialità romane, la porchetta, il pecorino, il guanciale, la amatriciana e la carbonara.
Come può un odore far riemergere ricordi così lontani? Quelli, che ti fanno venire il nodo in gola, e che meritano la realizzazione di un piatto degno dei tempi che furono.

Riciclo della pasta verde sempre di Rita Monforte

E poi trovi la rapa rossa, e ti chiedi come mai Michele l’abbia comprata, che non piace a nessuno! E sì, non piace a nessuno ma, è ricca di ferro e fa bene, troveremo un modo per cucinarla e farla mangiare pure ai ragazzi.
Inventiamoci allora una pasta fresca con rapa rossa, in realtà non ho inventato proprio nulla, in internet ci sono numerose ricette con impasti colorati e io, ci voglio provare. Facciamo un ripieno di ricotta, pecorino e salvia fresca e poi un condimento con guanciale, il gioco è fatto. Ma devo avere comunque un piano B: se i cappellacci con rapa rossa non dovessero piacere che facciamo? Prepariamo anche quelli verdi agli spinaci: quelli è sicuro che piacciono.
Vi assicuro che quelli con rapa rossa sono risultati i più buoni, un giusto equilibrio tra rapa, pecorino, ricotta e guanciale.

E allora vi propongo la mia ricetta super gustosa e facile da realizzare.

Ingredienti:
Per la pasta rosa:
300 g di farina 00
100 g rapa rossa precotta e frullata all’impasto
2 uova 🥚
Per la pasta verde
300 g di farina 00
100 g spinaci cotti e frullati all’impasto
2 uova 🥚
Per la farcia
300 g di ricotta
200 g di pecorino
50 g di parmigiano
Sale 🧂 e pepe
Per il condimento
200 g di guanciale
50 g di pecorino
1/2 di vino bianco
1 spicchio d’aglio
Olio EVO
Consigli
Evitate di cuocere la pasta ripiena in acqua troppo bollente, si potrebbe rompere; la farcia deve essere asciutta, per evitare che l’umidità rompa la pasta.

 

 

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