Sicilia Report
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Cucinare è un atto colorato: i muffin alla barbabietola e cioccolato fondente

L’idea di un sapore che esplode in bocca, di un’erba aromatica che imprime la sua fragranza con delicatezza, di un colore che armonizza il piatto rendendolo perfetto

Cucinare è un atto colorato, amore puro.

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L’idea di un sapore che esplode in bocca, di un’erba aromatica che imprime la sua fragranza con delicatezza, di un colore che armonizza il piatto rendendolo perfetto.

E di colore voglio parlare oggi, colore che ci racconta di infanzia lontana, di oggetti kitch, di emozioni forti e di erotismo in un momento in cui la nostra società sembra pervasa da una sorta di cromofobia,

Secondo Le Corbusier il colore si addice alle razze semplici, ai selvaggi e ai contadini nel suo “Viaggio in Oriente” affermava «Che sete rutilanti, che marmi scintillanti ed elaborati, che bronzi e ori opulenti… facciamola finita con queste cose: è l’ora di bandire una crociata a favore del bianco calce e di Diogene».

Un altro motivo per cui si diffida del troppo colore è che ha una natura femminile anche se a noi piace e soprattutto, amiamo la femminilità della natura che deve il suo colore verdeggiante all’abbondanza di clorofilla, una molecola molto particolare “che incanala energia nei processi biochimici della cellula e assorbe il rosso e l’azzurro dei raggi solari”.

Il colore è da sempre stato legato all’alchimia prima, alla chimica successivamente ma anche alla cucina, agli inizi del medioevo giravano dei libri segreti, più che altro manuali, che raccoglievano procedimenti per creare i colori, mescolati a ricette per la preparazione del cibo, medicamenti e formule magiche, tutto rientrava in un unico calderone.

I quattro colori primari sono stati associati ai 4 elementi, aria, acqua, terra e fuoco e ne posseggono le virtù, rappresentano inoltre l’anello di congiunzione tra cielo e terra.

Ma cerchiamo di capire meglio l’interazione tra cibo e colore:

Il colore dei cibi è dovuto a delle molecole chiamate carotenoidi e flavonoidi.

Il colore ROSSO in particolare è dato dal licopene che è attivo contro le malattie cardiovascolari ed è un potentissimo antiossidante, i cibi che lo contengono sono:

Barbabietola, peperoncini, peperoni rossi, pomodoro, anguria, pompelmo rosa, ciliegie, ravanelli.

Il colore rosso, è un colore stimolante, che rende attivi, il suo archetipo è il fuoco.

Il colore GIALLO–ARANCIO è dato da un carotenoide chiamato beta-carotene che è un potente antitumorale, che rinforza il sistema immunitario e riproduttivo, che protegge la vista e ritarda l’invecchiamento cellulare, i cibi che lo contengono sono:

Agrumi, carote, zucca, mango,albicocche e meloni.

Il colore giallo rappresenta la lucidità di coscienza, la conoscenza, l’ambizione e la curiosità. L’archetipo è la luce e l’infinito.

Il colore VERDE   come accennato prima è dato dalla clorofilla che è una specie di emoglobina vegetale: purifica il sangue e ne regola il tasso di colesterolo, neutralizza le tossine e tonifica il cuore, le verdure che la contengono sono anche ricche di vitamine e oligominerali e sono:

Insalate, bietole, spinaci, broccoli, cime di rapa, ortiche, cavoli e in generale tutte le verdure.

Il colore verde è il colore dell’Io, della vitalità e dell’energia incanalata. Rappresenta la perseveranza e la fiducia in sé stessi, l’archetipo è l’albero.

Il colore VIOLA nel cibo è donato dagli antociani. Flavonoidi antiossidanti e antietà, capaci di irrobustire i capillari e prevenire l’arteriosclerosi.

I cibi che li contengono e che sono considerati anche degli antitumorali sono: Melanzane, ribes, cavolo rosso, mirtilli, uva nera, prugne, cipolle rosse, melagrana, ciliegie, sambuco e bacche.

Il viola è il colore dell’ambivalenza e dell’identificazione, ma anche dell’equilibrio e dell’auto-realizzazione.

Il BIANCO è il colore dei cibi che contengono composti solforati e glucosinolati, in genere sono i cibi che hanno un odore che spesso si considera sgradevole, pensiamo all’aglio o al cavolfiore, ma le loro molecole oltre ad essere attive contro i tumori, fluidificano il sangue, proteggono il tessuto osseo, riducono il colesterolo ematico.

Sono contenute nell’aglio, nei rapanelli, nel cavolo, nel rafano e nelle rape.

Il bianco è dato dalla fusione di tutti i colori. È il colore dell’illuminazione e della purezza. Esprime l’archetipo dell’assoluto e della luce.

La mia ricetta colorata, da degustare ascoltando “Un tempo piccolo” nella versione cantata da Franco Califano.

Muffin alla barbabietola e cioccolato fondente

Ingredienti:

200 gr di farina “maiorca”

200 gr di barbabietola rossa (precotta)

150 gr di zucchero

90 gr di olio di semi di arachidi

Un uovo

Un vasetto di yogurt bianco

La buccia di un limone biologico

Una bacca di vaniglia o aroma alla vaniglia

Una bustina di polvere lievitante

Latte di avena q.b.

Gocce di cioccolato

Procedimento:

Sbucciare la barbabietola (io ho utilizzato quella precotta sottovuoto) e tagliarla a pezzetti, frullare con il mixer e aggiungere lo yogurt. Setacciare la farina con il lievito e grattuggiarvi la buccia di limone.

Con la planetaria, ma anche con le fruste elettriche, montare l’uovo insieme allo zucchero e incorporare la barbabietola, le polveri, l’olio di semi e l’aroma di vaniglia.

Lavorare il composto per circa 5 minuti e se risultasse troppo denso aggiungere un po’ di latte di avena (io uso solo latte vegetale, ma voi potete utilizzare quello che preferite). Infine prima di riempire le formine per muffin fino ¾ circa immettere le gocce di cioccolato fondente.

Cuocere in forno statico preriscaldato a 180° per circa 18 – 20 minuti.

Le tortine si conservano a temperatura ambiente per 3 giorni, potete anche congelarle e scongelare all’occorrenza, mettendole qualche minuto in forno prima di servirle.

 

 

 

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