Sicilia Report
Direttore Paolo Zerbo
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I prodotti Diodoros che nascono nella Valle dei Templi

Olio, vino, capperi, mandorle, miele, marmellate, grani antichi e succhi. Un marchio, un packaging riconoscibile, una nuova avventura. Esperienze per vivere la Valle da un diverso punto di vista: la raccolta di mandorle e pistacchi ad agosto, la vendemmia a settembre e le olive ad ottobre

AGRIGENTO – Nascono dalla terra, crescono nell’aria, si nutrono di sole. Esattamente come i templi, perché con loro dividono equamente gli spazi. Olivi, viti, mandorli, capperi e le api che qui sono di casa: la terra antica li ha accolti da sempre, sono cresciuti fianco a fianco, compagni inseparabili, destinati ad un percorso comune. Era dunque quasi inevitabile che nascesse DIODOROS, una linea di prodotti enogastronomici con il marchio della Valle dei Templi di Agrigento. Un’idea innovativa che, unita ad esperienze pensate proprio per i visitatori, permetteranno di scoprire il sito archeologico da un diverso punto di vista.  Ma eccoci su Diodoros: un design accattivante, un concept semplice dai colori caldi, riconoscibili; bottiglie e barattoli facili da spedire, la Valle è pronta ad inviare i suoi prodotti in giro per il mondo. L’olio pregiato, un blend piccante di Ogliarola messinese e  Biancolilla con sentori di campo, i capperi spontanei, piccini e profumati; le mandorle colme di proprietà benefiche, oltre 250 cultivar diverse che sposano i cugini pistacchi; il miele da ape nera sicula; e il vino della Valle, un rosso affinato in barile, blend IGT da Nero d’Avola, Nerello Mascalese e Nerello Cappuccio coltivati ai piedi del tempio di Giunone e affinato in rovere; gli agrumi che danno succhi profumati, ma anche bucce candite e polveri che insaporiscono i piatti; i fichi d’India dolcissimi che un domani presteranno i fiori alle tisane. E i profumi, tantissimi, ci si immerge nel rosmarino, nel timo, poi alloro, salvia, origano, peperoncino, per arrivare ai legumi antichi che ormai si ricordano solo i nostri nonni. Un vero “paniere” enogastronomico che accoglie anche un formaggio di latte di capra girgentana e caglio vegetale di carciofo, il Cynara che porta il nome di una ninfa delicata; e una tavoletta di cioccolato modicano che incontra l’olio e le foglie di alloro Diodoros e porterà il marchio Valle dei Templi.

Insomma, DIODOROS è un progetto nuovo, unico nel suo genere e all’avanguardia, che si presenta con il piglio del protagonista: raramente un sito culturale ha lanciato una sua linea di prodotti, men che mai un parco archeologico dove i sentori di zagara, il miele ambrato, i mandorli improvvisi e rigogliosi vanno a braccetto con le antiche pietre. Ed è anche un progetto che ha potenzialità enormi, visto che ha già raccolto l’interesse dei mercati stranieri, soprattutto cinesi e giapponesi, dopo le presentazioni internazionali di CoopCulture agli Istituti italiani di Cultura all’estero.

Ma DIODOROS è anche un progetto innovativo di sostenibilità ambientale, che permette di utilizzare terreni e spazi incolti del grande parco archeologico, liberi da reperti e immuni da campagne di scavo, affidandoli sia a cooperative e aziende del territorio, che a realtà del Terzo settore che impiegano giovani con difficoltà. Sono nati così veri professionisti dei prodotti che oggi possono contare su una base di alta qualità, un branding riconoscibile, un marchio collettivo registrato, con un disciplinare rigoroso, nato per olio e vino, poi esteso anche a miele, mandorle e pistacchi, capperi, erbe aromatiche e spezie, marmellate e confetture, creme dolci, succhi, legumi. E in autunno, apparirà la prima pasta di grani antichi della Valle dei Templi.

LE ESPERIENZE DI DIODOROS
Diodoros – il nome rende omaggio a Diodoro Siculo, storico greco di Agyrion (odierna Agira), autore della Bibliotheca Historica – è un marchio legato ai 1300 ettari di Parco archeologico in cui vengono coltivati olivi, viti, pistacchi, mandorli e altre varietà tradizionali della frutticoltura siciliana. Il passo avanti è legato alle esperienze: in un momento in cui il viaggiatore diventa sempre più viaggi-attore, cioè costruisce da sé un percorso declinato su interessi, suggestioni, amori appassionati, la Valle dei Templi cerca di evitare le cristallizzazioni e apre Casa Barbadoro, incubatore di cultura in una casa rurale recuperata all’interno del Parco. Per studiare, preparare, esporre e vendere i prodotti Diodoros, ma soprattutto far conoscere le eccellenze, i produttori, sapori e odori.Un viaggio che si trasforma in un’esperienza reale, immersiva, completa, soprattutto slow: la visita dei templi potrà essere completata e ampliata da un percorso sensoriale di conoscenza del territorio. E CoopCulture ha ideato visite guidate nella Valle, alla luce della luna, che si chiuderanno con degustazioni di prodotti; percorsi di scoperta della Villa Romana di Realmonte al tramonto, chiusi da un bicchiere di vino Diodoros a pochi passi dal mare; e infine l’esperienza straordinaria della raccolta nei campi con i contadini, il recupero di pratiche antiche, un viaggio di conoscenza e selezione, fino al concreto utilizzo dei prodotti. Si stanno programmando la raccolta di mandorle e pistacchi ad agosto, la vendemmia a settembre, raccolta delle olive ad ottobre e dello zafferano a novembre.

IL MARCHIO DIODOROS
E’ già stato definito il packaging: linee geometriche per le etichette, scatole di cartone e cassette di legno raffinate per l’invio nazionale e internazionale. Si possono acquistare sul sito del Parco archeologico [www.parcovalledeitempli.it], sull’e-commerce [www.diodoros.shop.it]; e nei bookshop gestiti da CoopCulture nella Valle dei Templi. Per promuovere  la commercializzazione a dicembre scorso è stato anche creato un format inedito, ideato da CoopCulture con la Valle dei Templi, affidato alla foodblogger Annalisa Pompeo e al videomaker Marco Gallo: insieme hanno incontrato i produttori legati al marchio Diodoros e dato vita ad un intrigante video racconto del territorio, realizzato  in inglese per raggiungere il pubblico internazionale.

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