Sicilia Report
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Antichi Vinai: dal 1877 cinque generazioni di viticoltori

Una visita in cantina e passeggiata in vigneto insieme a Viviana Gangemi, giovanissima enologa

Mi trovo nella piccola frazione vocata alla viticoltura Passopisciaro, nell’azienda Antichi Vinai, per una visita in cantina e passeggiata in vigneto insieme a Viviana Gangemi, giovanissima enologa con alle spalle una lunga tradizione di famiglia nel campo della viticoltura e una grande passione per il suo lavoro.

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Georgia De Angelis: Viviana mi racconti la storia della tua famiglia?
Viviana Gangemi
: Tutto iniziò nel 1877, quando la mia trisavola aprì una sorta di osteria in cui si acquistava il vino ad ore, un’usanza molto buffa dell’epoca perché la gente sedeva a tavola e pagava per bere un’ora, spesso ci si rimetteva…

Il marito di questa mia bisnonna possedeva dei vigneti a Mascali, ad Acireale e nella zona più vocata dell’Etna quella che va da Passopisciaro alla contrada di Calderara, lavorava insieme ai suoi fratelli e il commercio andava meglio di giorno in giorno, tanto che vennero coinvolti anche i suoi 3 figli nell’attività di famiglia.
Questa nuova generazione acquistò un magazzino e un piccolo laboratorio in cui si eseguivano analisi e assemblaggi e si divisero i compiti, prima che il vino fosse venduto via mare o fosse trasportato al nord con i treni merci. Siamo negli anni trenta del Novecento, il periodo in cui il vino siciliano veniva spedito in Piemonte, ma anche in Francia per tagliare i bordolesi o il Barolo.
Mio nonno, il cui padre lavorava a Milano per trattare le vendite, restò orfano giovanissimo a soli 18 anni e sentendosi investito della responsabilità della famiglia dopo aver appreso l’aspetto più imprenditoriale del commercio del vino tornò in Sicilia.
Negli anni ’90 insieme ai due figli (mio padre e mio zio) decise di produrre vino di qualità e acquistò quella che un tempo era un’antica distilleria a Passopisciaro e che sarebbe diventata una cantina all’avanguardia, in cui si operava con le microfiltrazioni, si conservava con l’azoto, si imbottigliava… si seguiva la filiera completa.
Io e mio cugino siamo la quinta generazione, lui si occupa di amministrazione e di un punto vendita che abbiamo, inoltre segue con me le degustazioni, mentre io seguo tutta la produzione a partire dalla lavorazione in vigna fino alla gestione degli importatori esteri.

G.D.A.: Com’è strutturata la produzione oggi?
V.G.: In questo momento abbiamo 9 ettari di proprietà, nella Contrada Feudo di Mezzo stiamo impiantando dei nuovi vigneti dopo aver rimosso lo strato di sciara, risalente alla colata del 1879, e riportato in superficie il terreno fertile. Abbiamo inoltre circa 30 ettari in affitto con gestione diretta, sempre sull’Etna.

G.D.A.: Parliamo dei vostri vini
V.G.: Produciamo 4 etichette. Petralava che è la linea Etna Doc classico e ovviamente include il bianco, il rosato e il rosso, quest’ultimo da medio invecchiamento in grandi botti di rovere e castagno. La riserva dello stesso vino affina per 24 mesi sempre in grandi botti e altrettanti in bottiglia prima di essere immesso sul mercato.

Col tempo abbiamo iniziato a produrre anche bollicine, il nerello mascalese vitigno autoctono per eccellenza, utilizzato in blend col nerello cappuccio per il rosso, viene vinificato in bianco e vista la grande versatilità e la struttura da rosso, oltre alla mineralità conferita dal terreno vulcanico ci fornisce un’ottima base per realizzare il nostro Neromosso un vino perfetto da aperitivo.

Un’altra bollicina che produciamo è il 1877 Etna Doc Metodo Classico millesimato, la più alta elevazione della spumantizzazione, con 36 mesi di affinamento sui lieviti, una spiccata acidità e pochi zuccheri, ottimo per accompagnare tutto il pasto, escluso il dessert chiaramente.

La terza versione di bollicina è il Bollenere, uno spumante più competitivo metodo charmat, che si avvicina molto al metodo classico in quanto il processo viene allungato, 6 mesi di affinamento sui lieviti, rifermentato in autoclave, che gli dona una corposità che lo colloca a metà tra un metodo classico e uno spumante base, anche questo vino ottimo per accompagnare tutto il pasto.

Gli ultimi due prodotti del 2019, quindi nonostante il covid e il blocco che ne è conseguito, li abbiamo messi sul mercato con successo sono: Asanguefreddo un nerello mascalese in purezza che non affina in legno e che grazie a una lavorazione particolare che permette di non estrarre troppo i tannini,  ci regala ed enfatizza le note di frutti rossi e ciliegia tipiche del vitigno e il colore rosso brillante; questo vino va servito freddo e si abbina perfettamente alla pasta con i ricci, alle pietanze a base di tonno rosso o carne. Nonostante sia un vino giovane è un vino della tradizione perché mio nonno era patito di questo tipo di vino, per questo abbiamo voluto riportarlo.

L’ultimo vino è il Nerosubianco che si accosta al Neromosso e all’Etna Doc,  mantiene la struttura di un Etna e la freschezza e gli aromi del Neromosso, è un blend particolare, che ancora credo non sia stato realizzato da nessuno, Nerello Mascalese vinificato in bianco e Carricante. I sentori sono quelli di frutta a polpa gialla tipici del Carricante, ma ci offre anche sentori di legno di acacia dovuti all’affinamento in botti bianche di acacia e note di erbe aromatiche come la salvia. In bocca è corposo, un vino bianco di montagna con un’elevata acidità.

G.D.A.: Davvero interessanti i vini di cui mi parli Viviana, la commercializzazione come avviene?
V.G.: Vendiamo per lo più in Italia e in Sicilia, mentre riserviamo un 20% per il mercato estero.

G.D.A.: Raccontami invece del tuo percorso, hai appena 25 anni e già sei una promettente enologa e viticoltrice, chissà dove arriverai…
V.G.: Io lo spero, spero di arrivare lontano, sono stata da sempre in questo mondo, andavo in cantina fin da piccola anche se non spessissimo. Prima dei 18 anni ho aiutato mio nonno nel nostro punto vendita (anche perché non riesco a stare senza fare nulla) e poi appena maggiorenne è arrivato il mio primo Vinitaly ancora non avevo scelto di fare enologia, ma vista la crescente passione, man mano che aiutavo la mia famiglia scelsi Viticoltura ed Enologia ed eccomi qui.

Oggi con mio padre facciamo insieme le analisi, il controllo qualità e il controllo delle fermentazioni, lui è sempre il mio punto di riferimento, ma il mio ruolo è un po’ da jolly, lavoro in vigna, in cantina, rispondo alle email degli importatori, aiuto nell’accoglienza in cantina, pian piano credo che troverò a collocazione più adatta a me.

G.D.A.: Dove si possono acquistare i vostri vini Viviana?
V.G.: Oltre ad essere presente in diversi punti vendita, sicuramente sul nostro ecommerce: www.antichivinai.it/

 

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