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Confcommercio contrariata per l’apertura di un nuovo Supermercato a Catania

"La Città, il commercio, le imprese, i consumatori hanno bisogno di regole che razionalizzano il sistema distributivo, tenendo in considerazione questioni essenziali: il servizio, la viabilità, la concorrenza, l’equilibrio tra le diverse forme distributive..."

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CATANIA – In una nota si apprende che la Confcommercio Catania appare alquanto contrariata riguardo all’apertura di un nuovo supermercato in via Sabato Martelli Castaldi, in fase di realizzazione grazie a una variante approvata solo in Giunta. Nel dettaglio dice che: “La vicenda inerente l’improvvida autorizzazione per l’apertura dell’ennesimo supermercato in Città pone due questioni, quella di natura prettamente commerciale e quella urbanistica. In tal senso è da rilevare la scandalosa mancanza di un piano commerciale della Città, eppure la norma che ne impone l’elaborazione risale al 1971. Una scandalosa negligenza! E dire che, nei decenni, Confcommercio Catania si è offerta per redigerlo gratuitamente, ma siamo stati ignorati. La Città, il commercio, le imprese, i consumatori hanno bisogno di regole che razionalizzano il sistema distributivo, tenendo in considerazione questioni essenziali: il servizio, la viabilità, la concorrenza, l’equilibrio tra le diverse forme distributive, la salvaguardia delle piccole imprese commerciali (come sancito anche dalla Corte di Giustizia Europea) e dei livelli occupazionali (con riferimento agli operatori ed ai dipendenti attualmente in essere), la rivitalizzazione di aree del centro storico in declino da oltre due decenni. In tale quadro salta alla ribalta anche l’immobilismo regionale. Il testo unico delle attività produttive è rimasto bloccato in assemblea regionale per anni, mentre l’attuale amministrazione regionale si caratterizza per una lentezza estenuante. Confcommercio Catania ha proposto una norma che blocchi anche l’apertura delle medie strutture di vendita alimentari (da 200 a 1500 mq. di superficie di vendita nel caso di Catania) nei comuni senza piano commerciale, così come avviene da due anni per le grandi strutture di vendita. Ma sino ad ora la nostra proposta rimane inascoltata. Eppure c’è da chiedersi cosa ha prodotto l’invasione del mercato con le medie strutture di vendita alimentare. Negli ultimi anni ha essenzialmente determinato non solo la chiusura delle piccole attività ma anche quella di intere catene distributive ed un disagio e danno sociale ed economico anche in capo ai lavoratori. Altra questione essenziale è quella urbanistica. E’ da anni che Confcommercio Catania si batte contro la cementificazione ed impermeabilizzazione di nuovo suolo. Lo abbiamo fatto con determinazione nel 2013 allorché riuscimmo a stoppare il tentativo di approvazione di un PRG elaborato all’insegna del consumo del suolo, ad iniziare dal lungomare. Concetto ribadito, ancora, nei mesi scorsi in seno alle commissioni consiliari che esaminano le direttive generali del PRG, presupposto per la sua elaborazione: anche in questo caso abbiamo denunciato la previsione riscontrata nelle direttive di edificare nelle zone agricole anche con funzione commerciale, e poi ancora nel lungomare. Basta con la cementificazione!
Siamo, purtroppo, l’unica voce a levarsi in questa Città dove troppi si girano dall’altra parte e non vedono.
La materia del commercio è assai delicata, ad essa sono collegati aspetti sociali ed economi ma anche l’assetto del sistema Città. I giudici della Corte di Giustizia Europea lo hanno capito e sancito nelle loro sentenze, i nostri politici brancolano nel buio”.

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