CATANIA – La Cardiologia dell’Azienda Ospedaliera Cannizzaro avvia il telemonitoraggio degli utenti dell’ambulatorio dedicato allo scompenso cardiaco. Sono stati consegnati ieri, infatti, i primi kit che consentiranno allo specialista ospedaliero di valutare a distanza le condizioni cliniche dei pazienti, riducendo gli accessi alla struttura. La consegna della strumentazione rappresenta l’ultimo step del progetto realizzato nell’ambito del PSN (Piano Sanitario Nazionale) 2016, proprio al fine di favorire la permanenza dei malati nel proprio domicilio.
Ogni kit è composto da un tablet per la trasmissione delle informazioni cliniche comprendenti il grado di compenso di circolo del paziente, un sistema di trasmissione dell’ECG (Ecocardiogramma), uno sfigmomanometro per la rilevazione della pressione arteriosa, un pulsossimetro per la misurazione della saturazione dell’ossigeno e la frequenza cardiaca, una bilancia per la rilevazione del peso. Tutti questi parametri verranno registrati e trasmessi ad una piattaforma informatica allocata nell’ambulatorio dedicato al trattamento dello scompenso cardiaco, incardinato al’interno dell’UOC di Utic – Cardiologia diretta dal dott. Francesco Amico e gestito dalla dottoressa Maria Catalano. I parametri così acquisiti saranno valutati dal medico che, insieme con il personale tecnico ed infermieristico, potrà attuare azioni terapeutiche correttive in caso di necessità.
Alla consegna erano presenti il direttore generale Salvatore Giuffrida, il direttore sanitario Diana Cinà e la dirigente medico della direzione sanitaria Anna Maria Longhitano. «L’esperienza della pandemia da Covid – ha detto il dott. Giuffrida – ha fatto emergere con forza la necessità, già avvertita, di razionalizzare gli accessi in ambiente ospedaliero. In tale prospettiva, l’impiego della digitalizzazione in medicina, con la possibilità di eseguire il monitoraggio in remoto delle condizioni cliniche di persone con patologie croniche, diventa una risorsa eccezionale. Siamo lieti di potere offrire questa opportunità, grazie alla progettualità PSN assegnata all’UOC di Cardiologia, ai pazienti dell’ambulatorio dedicato al trattamento dello scompenso cardiaco».

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Patologia, questa, a forte impatto epidemiologico: in Italia ne soffrono circa 600.000 persone. «Si stima che la prevalenza dello scompenso cardiaco – spiega a tal proposito il dott. Amico – raddoppi a ogni decade di età: dopo i 65 anni arrivi al 10% circa ed è sempre più prevalente in conseguenza dell’aumentare della vita media della popolazione. Infatti, bisogna sottolineare come le aritmie cardiache, la frequenza cardiaca, l’accumulo di liquidi siano importanti predittori condizionanti la prognosi a distanza per i pazienti affetti da scompenso cardiaco.

Recenti studi clinici hanno dimostrato che il 94% degli eventi registrati in remoto siano clinicamente silenti, cioè in assenza di sintomi avvertiti dal paziente, e nel 73% dei casi è necessario un intervento medico immediato sulla terapia e successive azioni diagnostiche e terapeutiche. Potere valutare con tempestività e continuità i parametri significativi – conclude il dott. Amico – consente di evitare il grave peggioramento dello stato clinico dei pazienti e il ricorso al pronto soccorso, che entro il primo mese dalla dimissione dalla prima diagnosi finora riguarda circa un terzo dei pazienti».

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