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Pediatri: ‘subito reddito di fragilità per chi accudisce bimbi disabili’

Sono 67mila i minori fragili, pandemia ha allargato forbice integrazione ospedale-territorio'. "Un reddito di fragilità per genitori e caregiver dei bambini con disabilità

‘Sono 67mila i minori fragili, pandemia ha allargato forbice integrazione ospedale-territorio’. “Un reddito di fragilità per genitori e caregiver dei bambini con disabilità”. E’ la proposta dalla Fimp, la Federazione italiana medici pediatri, presentata oggi alla Camera dei deputati nella conferenza stampa virtuale ‘La pediatria nella disabilità: scenari futuri’. Il progetto dei pediatri prevede anche “una formazione specifica per poter arrivare prima a una diagnosi precoce e conoscere l’intera rete assistenziale – ha spiegato Antonio D’Avino, presidente della Fimp – uno sportello Cup dedicato in ogni Asl e ambulatorio riservato ai minori con patologie gravi in ogni casa di comunità, all’interno del quale faremo da case manager, coinvolgendo di volta in volta le figure più indicate per la soluzione della problematica”.

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“Il rapporto di fiducia e prossimità con le famiglie – continua D’Avino – fa del pediatra di libera scelta un riferimento sanitario, ma anche sociale. E dal nostro osservatorio, in questi anni, abbiamo potuto osservare un impoverimento intollerabile dell’offerta assistenziale riservata agli oltre 67mila minori fragili e a chi se ne occupa ogni giorno. La pandemia da Covid-19 – ricorda il presidente Fimp – ha ulteriormente allargato la forbice dell’integrazione ospedale-territorio: i bambini vengono curati nelle strutture d’eccellenza e in seguito presi in carico dal pediatra di famiglia, ma manca tutto il resto, dal collegamento con l’assistenza domiciliare a quello con le figure impegnate in terapie specialistiche”.

“Manca anche una formazione specifica che ci consenta, nel corso dei bilanci di Salute, di conoscere e riconoscere i segni di patologie rare del neurosviluppo e che ci permetta di guidare i genitori nell’analisi di anomalie psicomotorie. Ci siamo mossi come Fimp con il progetto ‘Peter Pan’ (Pediatria territoriale e riconoscimento precoce malattie neuromuscolari), ma occorre un intervento strutturato all’interno del prossimo Accordo collettivo nazionale. Dal punto di vista della stabilità economico-finanziaria delle famiglie coinvolte, consideriamo che genitori e caregiver beneficiano di circa 500 euro di indennità mensile. Davvero nulla – avverte – se si pensa al livello di benessere rispetto alla popolazione generale: il reddito annuo medio è infatti di 17.476 euro, inferiore del 7,8% alla media nazionale.

 

 

I trasferimenti e le agevolazioni dello Stato non sono sufficienti a garantire condizioni di vita analoghe al resto della popolazione. Il reddito di fragilità serve a prendere atto di questa differenza e a colmarla”.

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