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Coronavirus: Aifa autorizza vaccino Moderna, le differenze con Pfizer

Autorizzato da 18 anni in su, protezione 2 settimane dopo seconda dose. Magrini (Aifa), "A disposizione un secondo strumento per campagna che sta dando ottimi risultati in Italia"

Milano, 7 gen. – L’Agenzia italiana del farmaco Aifa ha autorizzato il vaccino anti Covid Moderna nei soggetti di età pari o superiore a 18 anni. La notizia è stata diffusa al termine della riunione Commissione tecnico scientifica dell’agenzia che ha dato il parere positivo al dossier, sottolineando il “rapporto rischio/beneficio del vaccino particolarmente favorevole nella popolazione a maggiore rischio”, e ha stabilito il regime di fornitura per l’immissione in commercio.

Si tratta del secondo vaccino Covid a cui l’Aifa ha dato il via libera, dopo quello sviluppato da BionTech e Pfizer e autorizzato il 22 dicembre 2020. Ieri era arrivato il via libera dell’Agenzia europea Ema. Soddisfazione è stata espressa dal direttore generale dell’Aifa, Nicola Magrini: “Salutiamo con entusiasmo la possibilità di mettere a disposizione un secondo strumento per questa campagna vaccinale che sta raggiungendo ottimi risultati in Italia. Si tratta di un vaccino sostanzialmente equivalente rispetto al primo, con dati molto convincenti rispetto a tutte le popolazioni a rischio”, ha spiegato ilDg.

Profili di sicurezza ed efficacia “sostanzialmente sovrapponibili”, ma anche alcune differenze fra i due vaccini ad oggi disponibili in Italia: Moderna, autorizzato oggi dall’Agenzia italiana del farmaco, e Pfizer con il quale sono già partite le immunizzazioni nel Paese. Quelle più salienti sono sulle temperature di conservazione e il tempo dopo il quale scatta l’immunità, che per Moderna “si considera pienamente acquisita a partire da 2 settimane” dopo la seconda somministrazione, anziché una settimana che è la tempistica che riguarda il vaccino Pfizer. A tracciare un breve quadro è l’Aifa che ricorda innanzitutto che il vaccino Moderna è indicato a partire dai 18 anni di età, anziché dai 16. Diversa anche la distanza fra le due dosi: la schedula vaccinale prevede due somministrazioni a distanza di 28 giorni per Moderna, invece che di almeno 21.

Il vaccino Moderna viene conservato a temperature comprese tra i -15° e -25°, ma è stabile tra +2° e +8° per 30 giorni se in confezione integra. Altro dettaglio è che “il flaconcino multidose contiene 6,3 ml e non richiede diluizione, è quindi già pronto all’uso”.

È probabile che il vaccino mRra di Moderna contro Covid-19 “offra protezione fino a un paio di anni”. Lo ha affermato l’amministratore delegato di Moderna Stéphane Bancel al ‘The Guardian’. Il vaccino è stato approvato ieri dall’Ema e oggi è stato autorizzato il via libera dell’Aifa. “Il decadimento degli anticorpi generati dal vaccino procede molto lentamente – ha precisato Bancel – Crediamo che potenzialmente ci sarà una protezione per un paio d’anni”. Il numero uno di Moderna ha aggiunto anche che, secondo gli ultimi studi, “i vaccini di nuova concezione dovrebbero essere ugualmente efficaci contro le varianti del coronavirus finora osservate”, quella inglese e quella Sudafricana.
(Adnkronos Salute)

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