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Convegno sui Disturbi comportamentali nelle demenze tra prevenzione e modelli di cura 16-17 novembre

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CATANIA – Si terrà il 16 e il 17 novembre il convegno Disturbi comportamentali nelle demenze tra prevenzione e modelli di cura al Romano Palace Luxury Hotel Catania. Il responsabile scientifico dott. Mario Santagati responsabile U.O.S.D. Centro Alzheimer Psicogeriatria dipartimento Salute Mentale, ASP Catania.

I lavori avranno inizio alle 10,00 con la Lettura Magistrale del prof. MarcoTrabucchi psichiatra e presidente dell’AIP (Associzione Italiana Psicogeriatria)  Le alterazioni del comportamento nelle varie fasi della demenza.

Con il termine di demenza si definisce una sindrome clinica caratterizzata da perdita delle funzioni cognitive, di entità tale da interferire con le usuali attività sociali e lavorative della persona e da rappresentare un deciso peggioramento rispetto ad un precedente livello funzionale della persona stessa. La sindrome è contraddistinta dalla comparsa di sintomi cognitivi e non cognitivi. I sintomi cognitivi sono sintomi primari, rappresentano la diretta conseguenza del processo morboso cerebrale. Includono:

  • deficit della memoria: compromissione della capacità di apprendere nuove informazioni o di richiamare informazioni precedentemente apprese;
  • afasia: disturbo del linguaggio, caratterizzato da perdita della capacità di esprimersi, di scrivere o di comprendere il linguaggio scritto o parlato;
  • aprassia: compromissione della capacità di eseguire attività motorie nonostante l’integrità della comprensione e della motricità
  • agnosia: incapacità a riconoscere o identificare oggetti, in assenza di deficit sensoriali;
  • deficit del pensiero astratto e della capacità di critica: difficoltà di pianificare, organizzare, fare ragionamenti astratti, ecc.

I sintomi non cognitivi, BPSD (sintomi comportamentali e psicologici della demenza)Sono sintomi secondari, cioè espressione del tentativo di adattamento del soggetto ai sintomi cognitivi ed al deficit di funzionamento che ne consegue. Vengono definiti come un gruppo eterogeneo di sintomi da “alterazione della percezione, del contenuto del pensiero, dell’umore o del comportamento, che si osservano frequentemente in pazienti con demenza” (IPA Consensus Conference, 1996).

I BPSD Includono:

  • alterazioni dell’umore: depressione, labilità emotiva, euforia;
  • ansia
  • sintomi psicotici: deliri, allucinazioni e misidentificazioni o falsi riconoscimenti;
  • sintomi neurovegetativi: alterazioni del ritmo sonno-veglia, dell’appetito, del comportamento sessuale;
  • disturbi della personalità: indifferenza, apatia, disinibizione, irritabilità;
  • disturbi dell’attività psicomotoria: vagabondaggio, affaccendamento afinalistico, acatisia;
  • comportamenti specifici: agitazione, aggressività verbale o fisica, vocalizzazione persistente, perseverazioni.

Caratteristiche dei BPSD Modificazioni della personalità

È frequente che la demenza si manifesti precocemente con alterazioni del carattere, generalmente nel senso di un’accentuazione dei tratti caratteristici della personalità, talvolta con la comparsa di caratteristiche opposte. Dal punto di vista psicopatologico, si può interpretare:

– l’accentuazione di caratteristiche preesistenti come tentativo del soggetto di riconfermare la propria identità,

– la comparsa di tratti opposti come tentativo di adattamento ad una situazione mutata, con la ricostruzione di una nuova identità.

  • Alterazione dell’umore

Il tono dell’umore è quasi sempre alterato, la depressione è il sintomo più frequente; si possono osservare anche disforia, euforia, ansia spesso associata a fobie, labilità emotiva. Dal punto di vista psicopatologico si può interpretare:

– la depressione come una reazione comprensibile alla situazione clinica caratterizzata da perdita della forza, della salute, delle persone care, del ruolo, dell’autonomia.

– la mania come una negazione della perdita.

  • Affaccendamento

È l’aumento dell’attività motoria afinalistica, fino alla manipolazione inconcludente di tutti gli oggetti che capitano sottomano. Tipica è la “spinta verso casa” che si osserva quando il soggetto si trova in ambienti non familiari e che lo induce a raccogliere tutto ciò che trova e a farne fagotto per “andare a casa”. La spinta verso casa è una reazione comprensibile tenendo conto del disorientamento spazio-temporale e dei deficit mnesici. Frequente è anche l’irrequietezza motoria, che può sfociare in un incremento deambulatorio simil-acatisiaco (continuo, senza scopo, con impossibilità di stare fermo).

  • Aggressività

Può essere verbale o fisica, diretta contro cose o contro persone. In genere è espressione di Rabbia, paura, frustrazione o timore, talvolta non immediatamente comprensibili, dovuti ad erronea interpretazione delle situazioni o dei comportamenti altrui.

  • Vocalizzazione persistente

Il soggetto dice o domanda le stesse cose più volte o si lamenta in maniera continua. È conseguenza del deficit di memoria e di capacità critica.

  • Dispercezioni

Possono essere secondarie all’alterazione dell’attenzione o dello stato di coscienza, come le illusioni o i falsi riconoscimenti, oppure francamente allucinatorie, prevalentemente di tipo visivo o uditivo; non rare le allucinazioni ipnagogiche, soprattutto quando il ritmo sonno-veglia è alterato. Le allucinazioni vere e proprie sono probabilmente espressione del danno cerebrale causato dal processo morboso.

  • Disturbi del contenuto del pensiero

Possono essere idee prevalenti o vere e proprie idee deliranti, che non raggiungono mai una sistematizzazione. Possono essere sviluppi di personalità, conseguenti a disturbi della memoria, a disturbi percettivi, a ridotta stimolazione sensoriale e/o sociale. I contenuti dei deliri esprimono spesso delle preoccupazioni comprensibili (il delirio di latrocinio si collega al tema della perdita, spostato su oggetti materiali e vissuto in chiave paranoica, anziché depressiva; il delirio di gelosia esprime il timore di perdere le persone care; il delirio di nocumento/veneficio ed il delirio ipocondriaco si collegano al timore della perdita della salute ed al timore della morte; il delirio di Cotard esprime la negazione del timore della morte).

  • Disturbi del sonno

Difficoltà nell’addormentamento, risvegli precoci o frequenti durante la notte, inversione del ritmo sonno-veglia. L’insonnia iniziale può rientrare in un quadro ansioso, l’insonnia terminale può essere manifestazione di una sindrome depressiva; l’inversione del ritmo sonno-veglia è probabilmente legata ad un’alterazione dei centri neurologici che regolano i ritmi circadiani, dovuta al processo morboso cerebrale.

  • Disturbi dell’appetito

Riduzione dell’appetito, meno frequentemente iperfagia ed iperoralità. La riduzione dell’appetito può rientrare in un quadro depressivo, l’aumento dell’appetito e l’iperoralità in un quadro di disinibizione, come negazione della depressione o conseguenza del processo morboso.

  • Disturbi della sessualità

Riduzione e/o assenza del desiderio sessuale nei quadri depressivi; ipersessualità, anche con comportamenti socialmente inopportuni, nei quadri di euforia e/o disinibizione.

  • Confabulazione

È la produzione di falsi ricordi a riempimento delle lacune mnesiche del passato recente. Questa neoproduzione, accurata e fantasiosa, attinge a diversi frammenti mnemonici dell’esperienza passata ed agli stimoli dell’ambiente; è tipicamente influenzabile per via suggestiva. Rappresenta un tentativo di mantenere la continuità nel tempo, e quindi il senso di sé, nonostante i deficit mnesici.

  • Reazioni catastrofiche

Sono improvvise esplosioni emotive verbali e fisiche in risposta ad eventi stressanti e non comprensibili al soggetto di qualsivoglia origine (ambientale, somatica, etc). Sono spesso innescate da deliri, allucinazioni, dispercezioni, ansia. Si manifestano come crisi di pianto, urla e bestemmie, minacce aggressive, dare morsi e calci, picchiare.

  • Collezionismo

È la continua ed incessante raccolta ed accumulo di oggetti, generalmente irrilevanti e di nessuna necessità. Rappresenta il tentativo di reazione al timore della perdita, alimentato dalle perdite reali e dai deficit mnesici.

(tratto da I sintomi comportamentali e psicologici della demenza, 2010, ASL Milano 1)

 

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