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La fame notturna nervosa correlata alla fame di sessualità e coccole

Occorre riflettere sulle motivazioni che inducono alle abbuffate di mezzanotte aiuta a limitarle e fa comprendere che non è lo stomaco che va soddisfatto, ma altri organi, come il cuore, la mente e la sessualità.

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Cambiare oggetto di desiderio, è il più efficace metodo per eliminare la fame notturna nervosa. Se l’oggetto di desiderio si sposta dal cibo a qualche attività più funzionale è possibile appagare il desiderio e sentirsi meglio, evitando comportamenti dannosi e disfunzionali per la nostra salute fisica e mentale. Lo sapevate che il cibo, il desiderio di cibo, fuori dai pasti principali che non rappresenta né merenda e né colazione, chessò gli spuntini notturni, a meno che siete afflitti da fame chimica da stupefacenti, ma quella è un’altra fame…rappresenta un messaggio del corpo che vuole coccole, sesso e animalità selvaggia?

Lo studio effettuato da un gruppo di nutrizionisti e sex therapist inglesi sulla correlazione tra cibi spazzatura e sessualità e cibi sani e coccole dimostra questa singolare analogia.  Per l’appunto non vengono ricercati cibi sani e nutrienti, ma alimenti ad alto contenuto calorico e di zuccheri (merendine, cioccolato, nutella, bevande zuccherate etc.), quando si vuole fare sesso deresponsabilizzato con sconosciuti in un bar di periferia… mentre se ricerchiamo cibi sani: tipo tisane, (ma perché la tisana è un cibo?), biscotti integrali, fette biscottate, crostate, toast, frutta, verdura allora abbiamo bisogno di coccole.

Cosa ci spinge a desiderare del cibo durante la notte? Perché proprio quel cibo e non un altro? Quali sentimenti insoddisfatti (affetto, amore, stress, noia, ansia) si provano a placare con gli spuntini notturni?  Occorre riflettere sulle motivazioni che inducono alle abbuffate di mezzanotte aiuta a limitarle e fa comprendere che non è lo stomaco che va soddisfatto, ma altri organi, come il cuore, la mente e la sessualità. In realtà non si desidera mangiare, ma solo avere più affetto, o più tempo per sé stesse, o più gratificazioni lavorative, sentimentali e ancora una volta sessuali. Sarebbe necessario un lavoro interiore, per capire quali sono i propri veri bisogni, e una routine alimentare regolare, comprensiva di ricca colazione e snack durante il giorno possono, se applicati con costanza, aiutare a far scomparire il problema degli spuntini notturni. Certo avere un uomo o una donna a seconda i nostri gusti sarebbe più dimagrante meno intossicante e soprattutto più salutare per una questione di equilibrio psico-corporeo. Si tratterebbe per esempio di fare un po’ di ginnastica con il proprio apparato genitale e le fantasie notturne senza dare una connotazione morale a quello che ci passa per la mente. Contrariamente a quanto si possa pensare è un fenomeno piuttosto comune: una fame nervosa ci costringe ad alzarci di notte e specialmente in questo periodo di caldo e afa roventi a rovistare nel frigorifero soprattutto nel freezer per dar fondo per esempio ad un chilo di gelato. E la mattina successiva il grande pentimento. Meglio pentirsi di un orgasmo con fantasie correlate che un chilo di grasso tra fianchi e pancia che ne dite?

Come evitare di trasformarci in sonnambule voraci?

La fame nervosa non necessariamente diventa un’abitudine e sfocia in “dipendenze da cibo”. Tempo fa una mia paziente aveva trovato un modo ingegnoso per ovviare a questo problema: prima di andare a dormire chiudeva a chiave la porta della cucina: ma la notte si alzava e andava a prenderla. La notte seguente la lasciò a casa della madre che abitava a fianco. Ma si ricordò di avere dei cioccolatini nello sgabuzzino. La terza notte in preda al panico, perché le provviste erano finite, la chiave era dalla madre, pensò bene di svegliarsi da questo torpore. Si vestì e andò a casa di un suo vecchio amante che aveva incontrato per caso ma che non aveva il coraggio di richiamare. Da allora non le è più successo. Sono tanti i casi in cui questo fenomeno assume caratteristiche cicliche e periodiche, dovute all’emozionalità negativa transitoria. La sensazione di fame, infatti, non proviene dallo stomaco e dalla necessità di ingerire nutrienti. È una sensazione creata dal SNC che necessita di zuccheri per colmare le sensazioni negative. Il “secondo cervello” che prende il nome di “sistema nervoso enterico” (SNE), a differenza di altri sistemi del corpo, possiede la capacità di elaborare stimoli, sensazioni e reagire alle emozioni. In esso sono presente recettori specifici e neurotrasmettitori in grado di creare reazioni agli stati di disagio e sensazioni emotive spiacevoli. Essere consapevoli dei propri processi mentali e riuscire a controllare i pensieri negativi è un primo passo per non “consolarsi” con il cibo. Ma consolarsi con altro. Che non solo non ci fa ingrassare ma produce endorfine e ormoni vari migliorando la qualità della vita.

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