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Come parlare di contraccezione e malattie sessualmente trasmissibili in maniera “corretta” ai propri figli?

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CATANIA –  Venerdì 16 novembre alle ore 17.00 nella Sala riunioni U.T.L. U.G.L. in via Teatro Massimo n.34 a Catania secondo appuntamento del seminario: Come parlare di contraccezione e malattie sessualmente trasmissibili in maniera “corretta” ai propri figli? A cura della psicosessuologa Susanna Basile e l’esperta di educazione sessuale Gabriella Catania.

Ad innescare il bisogno di educazione sessuale sono stati vari cambiamenti avvenuti nel corso dei decenni passati. Questi cambiamenti includono la globalizzazione e le migrazioni di nuove fasce di popolazione con diverso background culturale e religioso, la veloce diffusione dei nuovi mezzi di comunicazione – in particolare internet e la telefonia cellulare-, la comparsa e la diffusione la crescente preoccupazione per l’abuso sessuale su bambini e adolescenti e, non ultimi, i cambiamenti degli atteggiamenti e dei comportamenti sessuali dei giovani.

Un approccio olistico, basato sul concetto di sessualità come un’area del potenziale umano, aiuta a far maturare in bambine/i e ragazze/i quelle competenze che li renderanno capaci di determinare autonomamente la propria sessualità e le proprie relazioni nelle varie fasi dello sviluppo. Un approccio olistico sostiene l’empowerment di bambini e ragazzi affinché possano vivere la sessualità e le relazioni di coppia in modo appagante e allo stesso tempo responsabile. Le competenze che l’approccio olistico promuove sono inoltre essenziali per difendersi dai possibili rischi. L’educazione sessuale fa anche parte dell’educazione più generale e influenza lo sviluppo della personalità del bambino. La natura preventiva dell’educazione sessuale non solo contribuisce a evitare possibili conseguenze negative legate della sessualità, ma può anche migliorare la qualità della vita, la salute ed il benessere, contribuendo, così, a promuovere la salute generale. I giovani hanno bisogno sia dell’educazione sessuale informale sia di quella formalizzata. A grandi linee si può dire che all’inizio del terzo millennio i giovani europei hanno i primi rapporti sessuali mediamente entro i 16-18 anni di età, hanno avuto più partner prima di sposarsi (o di convivere in via definitiva) intorno ai 25 anni, e fanno il primo figlio entro i 28-30 anni. Anche altri fattori hanno contribuito a una maggiore attenzione verso la sessualità e la salute sessuale degli adolescenti. L’abuso e la violenza sessuale, argomenti tradizionalmente tabù che si tendeva a nascondere, sono usciti dall’ombra suscitando indignazione e facendo scaturire istanze di azioni preventive. Parimenti, la “sessualizzazione” dei mass media e della pubblicità è stata sempre più avvertita come un’influenza negativa sulla percezione della sessualità da parte di bambini e ragazzi, influenza che quindi richiedeva una qualche forma di contrasto. In aggiunta, a livello di pubblica opinione gli scandali riguardanti l’abuso sessuale hanno dato un forte impulso all’educazione sessuale portando a richiedere l’educazione sessuale per i bambini e adolescenti.

Alcune delle domande a cui le esperte risponderanno durante il seminario:

  • L’educazione sessuale è un compito dei genitori?
  • L’educazione sessuale è solo riproduzione?
  • Anche i genitori devono “ripassare” l’educazione sessuale?
  • L’educazione sessuale non è tabù?
  • Si può rispondere ai dubbi dei figli sul sesso?
  • Esiste una privacy da rispettare tra genitori e figli?
  • Come inquadrare, interpretare e comprendere al meglio i comportamenti, gli impulsi, le aspirazioni e i sentimenti dei propri figli, dalla prima infanzia fin oltre l’adolescenza.
  • Con quali mezzi intervenire, per garantire alle donne e agli uomini di domani uno sviluppo sessuale equilibrato e sereno?

 

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