Sicilia Report
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Ultimo Gate, prequel di TaoBuk

Sant’Alessio siculo – ME – Grande serata ieri nel parco della splendida Villa Genovesi a Sant’Alessio Siculo con la presentazione di “Ultimo Gate” (Algra Editore) di Claudio Basile nell’ambito del percorso tematico MondiCarta Orizzonti Nascosti organizzato dal circolo Culturale Pennagramma in collaborazione con Taobuk festival Taormina.

Dopo i saluti istituzionali del Sindaco Giovanni Foti e dell’Assessore al Turismo e Spettacolo Pina Basile, ha moderato l’evento il giornalista Andrea Rifatto, relatore la giornalista Susanna Basile. Consegnato da Mario Cunsolo il premio alla carriera a David Simone Vinci. Claudio Basile si è trovato a suo agio insieme al pubblico presente. Gli interessi del pubblico al tema del romanzo sono diventati motivo di dibattito.

Susanna Basile: perché si scrive?

Claudio Basile: perché si ha qualcosa da dire che non sia autobiografica o poetica. La mia non è una polemica ma è “l’errore” che tutti i principianti fanno, credo di averlo fatto pure io, pensando di essere interessanti…

S.B.:  allora c’è  comunque una forma di autoanalisi nella scrittura?

C.B.:  scrivere veramente è un modo per mettere a nudo la nostra anima o la nostra coscienza, ma non necessariamente raccontare le proprie esperienze. È il punto di vista che è importante, lo scrittore dovrebbe essere colui che “sente” i sentimenti del tempo in cui vive profetizzando i tempi futuri e raccogliendo la memoria dei tempi passati.

S.B.: i temi del romanzo Ultimo Gate sono tanti ma principalmente si parla d’amore, come spieghi questa  insopprimibile esigenza da parte tua e dei lettori che ti seguono?

C.B.: La zona d’imbarco di un aeroporto, diventa il punto d’incontro casuale, intenso e coinvolgente dei destini di tre persone unite e concatenate dalla singolare coincidenza. Ed è anche il pretesto per  raccontare: l’amore finito del protagonista nei confronti della moglie; il nuovo amore per un’altra donna; l’amore contrastato per la figlia.

S.B.: ma troviamo anche, la solitudine del tradimento. L’innamoramento come statu nascenti (citando il favoloso saggio di Francesco Alberoni Innamoramento e amore). Donne che conducono il gioco e l’incapacità di impegnarsi. La doppia moralità borghese. Il lutto e il senso di colpa. Innamorarsi dell’amore: cioè l’amore idealizzato da parte di alcune donne che vivono in questo stato di dipendenza affettiva senza aver scelto liberamente chi amare.

C.B.: e questo sicuramente porta all’odio, l’altra parte dell’amore. Quasi alla fine del romanzo una donna siriana che spiega cosa c’è alla base dell’odio di un terrorismo insensato. A pag.143 di “Ultimo Gate”:  Mettere al mondo un figlio è una sottile forma di masochismo. Un figlio ti guarda in faccia senza pudore. E lo scopre se è nato dalla rabbia. Lo scoprirà se dovrà portare questo fardello per sempre perché orfano di una madre di cui il padre racconterà l’estremo sacrificio. E lui proverà solo rabbia. Del resto è proprio quello che loro vogliono: portarci a odiare così tanto il mondo da lasciare quell’odio nei globuli rossi dei nostri figli. È il loro modo per dimostrarsi superiori. Non è stato sufficiente toglierci il lavoro, seminare il terrore, umiliarci. Non è neppure sufficiente costringerci a inginocchiarci, col capo chino e gli occhi gonfi, per chiedere pietà. Vogliono di più. Vogliono rubarci il senso stesso dell’esistenza. Vogliono che dentro di noi monti un odio così forte da sfibrare le cellule e far marcire il sangue. Solo allora il dominio sarà completo, perché loro rimarranno gli unici a vivere. Ci hanno provocato, ingannato, sfregiato affinché arrivassimo a consumare noi stessi. E hanno vinto. Gli attentati, il rancore la rabbia cieca delle strade lo dimostrano. Ci hanno trasformato in esseri di odio e anch’io lo sono ormai. 

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