“Piccolo uovo”, il cartone animato che parla di famiglie arcobaleno

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Dal successo consolidato, giunto ormai alla sua quinta ristampa, il libro: “Piccolo uovo” è diventato un cartoon che, vuole far conoscere un progetto educativo grazie al quale bambini dai tre ai sei anni, possono comprendere con semplicità, il messaggio di parità genitoriale delle famiglie arcobaleno. Lo scopo, è quello di realizzare una cultura dell’amore, nel rispetto dei ruoli di genitore nelle sue diversità di genere e non solo. Scritto nel 2012 da Francesca Pardi, il libro è edito dalla casa editrice “Lo Stampatello” fondata insieme a Maria Silvia Fiengo, sua moglie. Entrambe genitori, di quattro figli, sulla base della loro esperienza, hanno voluto condividere e sviluppare insieme questo progetto, riscuotendo un successo meritato ma che ha anche sollevato parecchie polemiche. In molti paesi europei la visione di questo tipo di cartoni animati non è una novità, infatti è stato provato che, educare i bimbi alle diversità permette di prevenire forme di discriminazione di genere. Il “Piccolo Uovo”, è stato insignito nel 2012 del premio Andersen, oltre che essere finalista di “Nati per leggere”. Il libro tanto criticato narra di un piccolo uovo, con braccia e gambe che vuol sapere cos’è una famiglia. Inizia così a viaggiare per il mondo conoscendo tanti amici come: gattini, coniglietti, pinguini e altri, cresciuti a volte da due mamme, altre da due papà, oppure solo con un genitore ed anche con mamma e papà adottivi. Con le musiche di Vince Tempera, disegnato dalla mano esperta di Altan e con la voce di Lella Costa, prodotto da Gertie, le avventure del “Piccolo Uovo”, vogliono cambiare la visione errata che si ha delle famiglie omogenitoriali. Le polemiche nel nostro paese in merito alla visione di questo cartone, sono sempre le solite: vale a dire la paura di diffondere il concetto della famiglia arcobaleno, vista come un nemico di quella tradizionale. Marilena Grassadonia, Presidente di “Famiglie arcobaleno”, ha ribadito che: «In molti altri paesi, libri e cartoni animati come Piccolo Uovo, fanno parte del materiale didattico nelle scuole per prevenire violenza di genere e bullismo. Rivolgiamo un appello al ministro dell’Istruzione Bussetti affinché possa promuovere strumenti di questo tipo nelle scuole italiane. Negli anni abbiamo verificato l’efficacia di questi interventi. Vogliamo raggiungere più persone possibile perché oggi come non mai sentiamo la necessità di raccontare chi siamo a grandi e piccoli».