Sicilia Report
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Valentina Scroppo: L’io, quello folle, che ama la vita e l’amore, Carthago Edizioni

Un libro prezioso per riflettere ed ispirarsi sulla propria vita e su tutte le vicende amorose che la “abitano”: “Fai della vita ciò che vuoi perché è questo che avrai mai” V. Scroppo

A colloquio con Valentina Scroppo poetessa senza “velature” che ama riflettere sulle sue impressioni ed esperienze di vita, sia quelle che riceve dall’esterno sia quelle che trasmette agli altri, poiché le immagini che percepiamo, vanno a modellare quello che trasmettiamo.
Chi è Valentina Scroppo?
Valentina è:
-la donna indipendente e creativa che non perde la sua femminilità mentre afferma sé stessa attraverso la propria intelligenza e caparbietà;
-la figlia tanto desiderata e amata di una coppia di genitori che con pazienza e perseveranza l’hanno educata e cresciuta senza nessuna privazione;
-l’amica leale anche se poco presente, sempre disposta ad ascoltare e con qualche consiglio nel cassetto da proferire;
-la compagna fedele e premurosa che dona molto a chi merita la sua stima ma toglie ancora di più a chi ne tradisce la fiducia;
-l’impiegata costante e perfezionista che crede ancora nella nobilitazione dell’uomo attraverso il duro lavoro.

Bottone 980×300

Scrivere è una forma di autoterapia?
Scrivere è la mia autoterapia nei momenti più “interessanti”, diciamo, della mia vita; più in generale ritengo che saper dialogare con sé stessi e sapersi confrontare con gli altri, possa offrire spunti notevoli, di profonda crescita interiore per un miglioramento in senso costruttivo.

Che cos’è l’amore? Commenti sulla sua poesia il “Tatuaggio” e la vita di coppia.
L’amore è un sentimento che inizia con un terremoto al cuore, deve essere alimentato come il fuoco di un camino, protetto come un fiore in mezzo ad una tempesta, coccolato come un cucciolo, viziato come un bambino, accudito come un anziano.

Sono dell’idea che due persone si incontrino perché si piacciono “la famosa chimica dell’attrazione”, ma altrettanto sono del parere che per durare nel tempo queste due persone debbano essere, non simili e nemmeno diverse, ma complementari.

Nella definizione del termine complementare per me sta la definizione dell’amore stesso: “Di parte più o meno essenziale, ma necessaria sul piano quantitativo, qualitativo, strutturale o del funzionamento.”  Se manca il nostro complemento non essenziale ma necessario in amore non possiamo funzionare.

La poesia “Il consiglio”: Fai della vita ciò che vuoi perché è questo che avrai mai. Cosa intende dire in maniera più o meno velata?
Ritengo che ognuno di noi resti eternamente insoddisfatto di sé stesso in maniera più o meno mascherata, malgrado i successi personali.
Ci sono due ordini di motivazioni alla base dell’infelicità: il primo quello è più positivo è che ad ogni traguardo si ambisce sempre al superiore; il secondo motivo di infelicità quello più negativo è che non tutti hanno gli strumenti economici e sociali per ambire a desideri maggiori.

 Nella poesia “Lezioni di vita” ci sono una serie di indicazioni che utilizzano i verbi “Mi hanno insegnato e Ho imparato”: qual è la valenza e la differenza di queste affermazioni?
La valenza di questo binomio dialettico è palesato nel titolo stesso; in questa poesia si racchiude un po’ il processo di apprendimento e di riflessione che ogni essere umano dovrebbe fare, avvalendosi di tutti i saggi suggerimenti e delle esperienze vissute dalle persone che sono stati compagni nel viaggio più bello che facciamo, il viaggio chiamato vita.

Ne “L’incertezza del nostro essere interiore”, Vi è un eterno istante nella vita di ogni creatura in cui come arcieri spietati pronti a colpirti, invadono la tua mente, i dubbi a cui tutti i sensi non possono avanzare alcuna risposta. Ti trafiggono ripetutamente con fermezza e senza esitazione, ti stanno addosso, ti seguono quasi a voler spiare quel tuo debole carattere che già conoscono e di cui si servono per logorarti. Al loro cospetto non sei niente e su di te hanno pieno il dominio di chi paragona la tua vita ad un granello di sabbia, che prima o poi il vento spazzerà via. Quanto di queste potenti parole provengono dalla sua esperienza personale di vita?
Questa poesia appartiene al periodo della mia adolescenza, un momento della vita in cui ognuno di noi cerca di darsi una propria identità, questo processo non è breve e nemmeno privo di fatiche mentali. È più che lecito sentire in maniera più profonda dubbi che come nubi si addensano nel senno e nell’animo, ma il passare degli anni porta immancabilmente a cieli più sereni.

 La poesia “Un pezzo di carta” non è “tecnicamente” una poesia ma una riflessione: ne prendiamo solo una parte: La tua mente è spettatrice forse complice, di un copione da te non scritto ma che i tuoi occhi non possono rifiutarsi di leggere. Un romanzo d’avventura, una storia d’amore, un giallo psicologico, di cui aspetti la fine. Ha mai pensato di scrivere un romanzo?
Mi piacerebbe molto scrivere un Best Seller, ma la mia vena da scrittore è più da impatto fugace, da impressionismo emozionale, tende a cogliere l’attimo di una gioia oppure a raccontare un dolore, è una scrittura troppo istintiva per un romanzo, è la mia penna a guidare l’autrice e non viceversa.

Che progetti ha per il futuro?
365 progetti, moltiplicati per tutti gli anni che mi restano da vivere.
Abbiamo vissuto un anno il 2020 particolarmente provante e credo che ormai tutti noi possiamo finalmente apprezzare veramente e profondamente che valore ha la normale quotidianità. Quindi vivrò le canoniche ventiquattrore portando a termine tutte le piccole cose di cui è fatta la mia giornata: la telefonata ai familiari, il caffè con i colleghi al lavoro, la chiacchierata con l’amica sui social, l’abbraccio della persona cara la sera… e mi terrò pronta per ogni imprevisto e accoglierò ogni sorpresa

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