Sicilia Report
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Ritratto de “Il principe galeotto” e chi lo scrisse…

La Prima Compagnia Universitaria della Sicilia “Teatro alla Lettera” diventa storia e fa notizia siamo qui col suo fondatore Roberto Disma, 24 anni attore professionista che decide di abbandonare “un posto sicuro” per iniziare questa avventura:

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Basile: In che modo il teatro ha sconvolto la tua vita?
Disma: Ho iniziato a 12 anni a Siracusa e da allora non mi sono più fermato scrivendo, recitando e facendo regie dei miei lavori e quelli di altri.

B: E’ vero che scrivi romanzi storici?
D: Sì ho due romanzi storici nel cassetto che mi hanno fatto riflettere: mi serviva un titolo e quindi mi sono iscritto a lettere e dovendo frequentare i corsi, la mia vita è cambiata. Mi licenzio dal teatro mi trasferisco a Catania collaboro con Agostino De Angelis (attore e regista specializzato in spettacoli in location storiche artistiche e culturali), con lui faccio Manfredi nella Divina Commedia e le Letture Furiose al Disum…

B: Dipartimento umanistico di Catania, a quel punto l’illuminazione: l’idea di fare una Compagnia Universitaria come ti è venuta?
D: Quando ti rendi conto che studiare teatro, i nostri grandi scrittori e attori, quando ti rendi conto del potere che ha il teatro di divulgare opere come la Commedia e l’Orlando che vengono finalmente ascoltate e riviste sotto un’altra luce dai giovani, allora ti rendi conto che la cosa più semplice ce l’hai sotto gli occhi. Teatro, all’Università del Teatro.

B: Teatro alla Lettera significa questo?
D: Sì più o meno questo, salvo poi che siamo stati aiutati burocraticamente, dall’associazione Generazione Y di Angelo Alù per il patrocinio della Regione, e solo questo, per il resto…

B: Immagino, abbondanti finanziamenti… a fiumi…
D: Sì guarda a cominciare dal posto delle prove: la mia stanza in affitto, ai costumi pagati da noi fino a trovare un teatro che ci potesse ospitare.

B: Come sempre tante promesse…
D: Ma quando mai! In compenso ho trovato dei ragazzi universitari entusiasti con cui ho messo su questo lavoro inedito, Francesco Fiaschi, Ginevra Alibrio, Giulia Gulino e le foto di Martina Marotta.

B: “Il principe Galeotto” tratto dal Decameron; uno spettacolo delizioso due repliche affollate al Teatro Fellini di Catania tanta gente nei camerini a congratularsi, non è che ti monterai la testa?
D: Qui la gente te la smonta la testa; io volevo dimostrare che si può fare cultura e risate.

B: Infatti considerando che Boccaccio scrisse il Decameron per dilettare se stesso e i suoi amici sei riuscito a lasciare la poeticità della lingua e la “scurrilità” del testo, come se fossi posseduto dallo spirito dell’autore.
D: Sì volevo dare un’idea di quello che succedeva alle corti dei nobili. Il Decameron fu scritto in campagna durante la peste a Firenze, anche la chitarra di Giulia Gobbi sottolinea la lettura aulica: pensa che qualcuno mi ha chiesto di tradurre in italiano il testo poetico. Ma dico tradurre il Boccaccio!

B: E invece ne hai fatto delle scenette di grande attualità divertenti e umoristiche con i tuoi commenti aulici a latere. Una genialata!!!
D: Sì certo dopo Pasolini, De Sica, Fellini, Monicelli e Visconti ecco a voi…

B: Disma che si cimenta col Decamerone e “boccaccesco sarà sinonimo di pudore”. Citazione dell’autore. Cosa ti riserva il futuro?
D: Tournèe prossimamente sempre con Agostino De Angelis “Sulla Strada degli Etruschi di Cerveteri” in provincia di Roma e altre date in provincia di Catania. A livello personale la pubblicazione di un romanzo storico.

E speriamo che Disma non scappi via pure lui, da questa fastosa e decadente Sicilia!!!

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