Sicilia Report
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Pippo Pattavina legge l’amico Giuseppe Fava

CATANIA – Pippo Pattavina, amico del giornalista siciliano ucciso dalla mafia nel 1984, ha letto ieri alcuni articoli, appunti e altri brani inediti in occasione del 93° anniversario della nascita di Pippo Fava. La rappresentazione, che si è concentrata in una location unica, quella del vecchio quartiere di San Berillo, ha ottenuto un grande successo, grazie all’ausilio del Comune e del collettivo Todo e dell’associazione Trame di quartiere. Accompagnato dalla fisarmonica di Salverico Cutuli, l’attore Pippo Pattavina, con grande commozione ed enfasi vuole portare alla luce e far conoscere alla città parte del materiale che è stato ritrovato nell’archivio di Giuseppe Fava. Gli articoli sono stati dedicati da Giuseppe Fava al quartiere di San Berillo negli anni del suo sventramento, da cui la scelta di rappresentare proprio in via Carro, un tempo “viuzza” posta centro del quartiere. Maria Teresa Ciancio, presidente della Fondazione Giuseppe Fava ha spiegato l’importanza di tali documenti ritrovati e collegati ad un periodo in cui Catania discuteva del risanamento del quartiere.

L’attore catanese Pippo Pattavina ha così risposto ad alcune nostre domande, prima di andare in scena e leggere i brani dell’amico scomparso:

PZ – Come si sente, cosa prova a trovarsi qui ed avere tra le mani i dattiloscritti del suo amico?

PP – Tantissima emozione, la storia di Catania tra le mani. In bocca quelle parole di una giovinezza, quella di una volta s’intende, che ancora rimbombano e risuonano attraverso la scrittura di Pippo, per tutto il quartiere. Un quartiere dove il proibito aveva un sapore diverso, un odore diverso, più semplice ed accattivante.

PZ – Giuseppe Fava e San Berillo, ne aveva parlato con enfasi, anche analizzando il percorso storico ed economico passato attraverso la non trasformazione di Corso Martiri della Libertà. Una testimonianza video ed adesso altri lavori ritrovati da Giuseppe Andreozzi, marito di Elena Fava. La vedo felice ed emozionato.

PP – Certo, Pippo era un uomo di grande intelligenza e coraggio, con un grande acume ed una forte presenza di spirito ed umanità, tutto rivolto alla verità e alle parole crude anche se intrise di pura poesia. Cercherò di leggere, anzi leggerò queste sue parole come se fosse ancora vivo, per rinnovare la certezza del suo impegno e per onorare la scomparsa o meglio… la ricomparsa di un grande amico, di un grande uomo di un grande giornalista. Pippo si poteva solo amare ed io lo amo ancora e fra poco rivivrà, qui, nella sua amata Catania.

PZ – Vede una speranza per questo quartiere, per questa città?

PP- Onestamente? No! Si fanno le cose per facciata, ancora, per placare la coscienza. Lo diceva anche Pippo Fava, lo ribadirò tra poco io, attraverso le sue parole, parlava di simposi e grandi spettacoli politici che servivano, come gli specchietti per le allodole, a confondere e a placare gli animi. Si fa spettacolo per far dimenticare il vero problema, per distogliere la gente, il popolo. Cos’è cambiato oggi da quello che diceva Pippo Fava quasi cinquant’anni fa? Me lo dica? Comunque spero e mi auguro con tutto il cuore che Catania migliori, amo anche io la mia città!

 

 

 

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