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Maria Sara Amenta: quando la danza e il teatro si intrecciano senza soluzione di continuità

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Abbiamo individuato, con nostra sorpresa, una delle giovani attrici dello spettacolo Al di là del muro, che risponde al nome di Maria Sara Amenta, catanese, classe 1994, laureatasi quest’anno in Recitazione, insieme ai colleghi in scena, all’Accademia Internazionale di Teatro di Roma. L’abbiamo intervistata.

Maria Sara, come e quando hai iniziato?

Sono arrivata al teatro attraverso la danza, iniziando a studiare danza classica a sei anni con Valeria Benvenuto. All’età di diciassette anni ho capito che la mia strada non era la danza ma il teatro. Fu mio padre a farmelo capire: avevo appena finito il mio ultimo saggio di danza, quando, dietro le quinte del Teatro Metropolitan, mi disse, facendomi i complimenti: “Perché non pensi di fare l’attrice?”. Ecco com’è iniziato tutto.

AL DI LÀ DEL MURO è il tuo primo debutto in un teatro nazionale, il Piccolo Eliseo. Dopo tre anni di Accademia te la sentiresti di fare un bilancio?

Una volta capito che volevo intraprendere una strada professionale, mi sono trasferita a Roma e, dopo i tentativi di routine per una aspirante attrice in varie scuole e accademie di teatro, ho scoperto per caso l’Accademia Internazionale di Teatro. Qui ho trovato la mia dimensione, in quanto questa scuola che sviluppa il Metodo Lecoq realizza un perfetto connubio fra parola e movimento. Ed io, che venivo dalla danza, ero proprio alla ricerca di un  percorso di studi che non fosse solo della Parola, ma affrontasse anche lo studio del corpo e del movimento. Quindi, alla conclusione di questi tre anni in Accademia, posso dire di essere felicissima con tutti gli alti e bassi dello studio e la fatica spesa e che, se dovessi ricominciare, lo rifarei. La grande sorpresa poi, è arrivata quando, dopo la laurea, ci è stata data la possibilità di partecipare al bando di selezione di una Masterclass ed essere selezionati per partecipare a questa produzione del Teatro Eliseo. È sicuramente una grande vetrina. Portiamo in scena una delle didattiche fondamentali della nostra scuola: il Clown teatrale, strumento pedagogico fondamentale nella didattica di Lecoq, con il quale arriviamo all’Eliseo con un linguaggio tutto nostro.

Chi o cosa ha ispirato o segnato il tuo percorso sino ad oggi?

Be’, il teatro di Sarah Kane, Marina Abramovich, Roberto Latini, Emma Dante. Sarah Kane per la richiesta d’amore incondizionato, Marina Abramovich per l’uso fuori dai  limiti del corpo, della forza e dell’energia, con il tentativo di comunicare questa forza dirompente e Roberto Latini perché fa quel tipo di teatro che cerca in questa stessa direzione ed ha uno studio sulla Parola che non esclude lo studio sul corpo, quindi una Parola piena di significato ed un corpo vibrante. Emma Dante per le stesse ragioni.

Come vedi il tuo futuro, hai progetti in cantiere?

Concluso questo spettacolo, capire cosa nascerà da nuove collaborazioni con le persone che hanno partecipato o sono venute a vederci. Non escludo altri percorsi di formazione, da un punto di vista più specifico rispetto a quello accademico, quindi più mirato in direzione del Teatro Contemporaneo. E sì, ci sono progetti di spettacoli con colleghi.

Se Maria Sara fosse uno strumento musicale, quale sarebbe?

Il Pianoforte!

 

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