Maria e Zakaria: un amore oltre le frontiere

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Incontrare Maria e Zakaria, è stata un’esperienza diretta di amore vero nel reciproco rispetto dei propri paesi d’origine. Maria catanese e Zakaria marocchino, entrambi trentenni sposati da tre anni, vivono e lavorano a Catania, dove si sono conosciuti. Oggi parleremo di come incontrandosi, abbiamo abbattuto ogni forma di pregiudizio e stereotipo attraverso la lealtà e l’amore reciproco.

Domanda: Come vi siete conosciuti?

Risposta: Ci siamo conosciuti 4 anni fa, nel 2013 amici comuni ci presentarono, facemmo amicizia e di li a poco iniziammo a conoscerci chattando su un famoso social. Dopo un paio di mesi, mi chiese di uscire e così ci siamo frequentati ed innamorati, abbiamo continuato a vederci per qualche mese prima di ufficializzare il nostro rapporto. 

D: La fede religiosa ha influito nella decisione  di sposarvi?

R: La religione, io cattolica e lui musulmano, nel nostro rapporto ha influito positivamente, perchè entrambi crediamo in Dio e anche se si tratta di due culture religiose differenti, siamo sempre stati rispettosi l’una dell’altra, abbiamo imparato reciprocamente e compreso, io l’Islam e lui il cristianesimo; la cosa più importante in un rapporto di coppia è l’atteggiamento da avere nel rispetto comune. Poi come ogni coppia che si rispetti, litighiamo per poi far pace;( Maria aggiunge) voglio sottolineare che mai mio marito si è permesso di alzare un dito per picchiarmi, mi ama e mi tratta da uomo vero. Lo sottolineo perchè spesso si pensa che un uomo mussulmano usi violenza verso sua moglie, se un individuo è violento, l’ho è a prescindere dalla religione o nazionalità d’origine cui proviene. 

D: Le vostre famiglie, come hanno reagito alla vostra scelta?

R: Inizialmente i miei genitori (Maria) erano titubanti, ma con il tempo hanno visto in Zakaria una brava persona, di animo buono, volenteroso, maturo dimostrando la sua serietà, alla fine i miei genitori l’ho hanno accolto a braccia aperte: la diffidenza iniziale si è dissolta con l’approfondire la conoscenza.

(Zakaria) La mia famiglia invece, l’ha subito accolta chiamandola: sorella, e fino ad oggi siamo in ottimi rapporti, purtroppo tramite la tecnologia perchè siamo lontani, infatti io ho fratelli in Svizzera ed in Spagna ed in Marocco nostra terra nativa. Si siamo una famiglia unita. 

D: La nave Diciotti e la sua  Odissea al porto di Catania: che opinione avete avuto in merito a questa faccenda?

R:( Maria) Rinchiudere delle persone per tanto tempo per me è stato ingiusto, non perchè sono di parte, ma per l’atteggiamento sbagliato con il quale si è affrontata la cosa. I controlli devono essere fatti, ci mancherebbe, identificare chi sbarca è fondamentale e doveroso. In Marocco o in altri paesi, dove le persone decidono di dare una svolta alla loro vita emigrando, sono spinti da possibilità che non hanno dove sono nati. (Zakaria) Il lavoro è precario in Marocco,io oggi ho 33 anni e sono arrivato quì quando ne avevo 21, pensando di trovare una buona sistemazione. Ma anche se sono un buon lavoratore e persona affidabile, non ho avuto modo di crescere professionalmente. Se la nave Diciotti è stata bloccata al porto di Catania, la colpa non è dei migranti ma della legge che glielo ha impedito a causa della chiusura dei porti. La giusta accoglienza ben organizzata per gli sbarchi è importante, è vero che i catanesi non ne possono più di vedere migranti ai semafori, ma è anche vero che non riescono a trovare lavoro o se lo trovano avvolte subiscono caporalato, ed i casi di cronaca l’ho hanno dimostrato. Lasciare il proprio paese per lavorare in un altro, non è una cosa sbagliata, semmai è un’ errore  pensare che tutti gli immigrati siano dei poco di buono e delinquenti, ci sono anche gli uomini cattivi, certo, ma tanti altri miei connazionali pieni di buona volontà. Siamo tutti fratelli.