Categorie: L'intervista

La scrittrice Cinzia Corsaro e il suo Eco dell’essere

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La vedi subito Cinzia Corsaro donna entusiasta che cerca di trasmettere la sua vitale solarità attraverso la semplicità della scrittura e la profondità delle sue storie. Il genere fantasy le ha permesso di narrare storie che riguardano la psicologia del profondo, dell’inconscio e del Sé. Ma vediamo  di conoscerla più da vicino.

Susanna Basile: Chi è Cinzia Corsaro?
Cinzia Maria Corsaro è un’amante dell’arte in tutte le sue forme, una lettrice appassionata e una scrittrice per amore. È anche una viaggiatrice curiosa e appassionata, nata a Catania, bellissima città distesa sul mare, baciata dal sole e protetta da un maestoso vulcano, l’Etna.  Cinzia è assimilabile alla categoria dei turisti fai da te, preferendo scegliere da sé come, quando e dove andare. Così, con spirito d’avventura, accompagnata solo dalla certezza di partire ma senza sapere dove sarebbe arrivata, ha iniziato il suo viaggio mettendo in valigia solo l’essenziale: sete di conoscenza, entusiasmo, ironia, coraggio e tanto amore per la vita. Sognatrice dallo spirito indomito, sente il bisogno di mantenere i piedi per terra scegliendo di laurearsi in economia. “Eco” è il suo primo romanzo che fa parte di una trilogia di genere fantasy.

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Come le è venuta l’ispirazione per una trilogia di genere fantasy?
Già, come mi è venuta, considerato che non è mai stato il mio genere letterario preferito? Me lo chiedo anche io, come vede! La risposta credo che stia nella corposa e fantastica attività onirica che mi ha regalato, sin da quando ero bambina, centinaia di storie surreali. Se a tanta fantasia uniamo, ad un certo punto della mia vita, il desiderio di conoscere, capire, vedere cosa si nasconde oltre il velo dell’apparenza, beh, il mix non poteva che essere esplosivo, dando vita ad Eco … dell’Essere.
Ci vuole parlare dei personaggi, del contesto e degli avvenimenti del romanzo?
La storia, ambientata a Whitehaven, ruota intorno alla sua protagonista, Margaret, giovane donna inglese che, quando pensava che la sua vita fosse finita in un vicolo senza uscita, incontra un uomo misterioso, un agente governativo che rimette tutto in discussione.
Contestualmente Margaret riceve una visita inaspettata, quella dello spirito di nonna Rose, morta alcuni anni prima che le dice di essere stata mandata da lei per aiutarla ad affrontare la grande prova a cui sarebbe stata posta dal destino.
Ben presto Margaret, grazie allo spirito bizzarro e irriverente della nonna, a quell’uomo, Michael e ai suoi collaboratori scoprirà che dentro di lei c’è molto più di una semplice donna e che in realtà in lei è nascosta una creatura speciale. Si tratta di Mia, la luce, scomparsa molto tempo addietro e che adesso era assolutamente necessario ritrovare per salvare la Matrice della vita, messa in pericolosa un nemico oscuro e sconosciuto.
Margaret ha anche due amici speciali, Tom e Kitty con i quali ha condiviso ogni momento della sua vita fin da quando erano bambini, amici. che avevano sempre capito che in lei vi fosse qualcosa di diverso e speciale e che si rifiuteranno di lasciarla sola in questa avventura alla ricerca di Mia e della salvezza della Matrice, entrando a far parte della squadra di King Street.
Michael, così come i suoi uomini, si riveleranno presto essere creature immortali, così come Mia, portando Margaret a scoprire l’esistenza di molte realtà e dimensioni parallele, attraverso le quali sarà costretta a viaggiare insieme a loro e ai suoi amici per trovare colui che stava minacciando l’esistenza e fermarlo.
Qual è la funzione della scrittura (sociale, individuale, critica ecc. ecc.)?
La scrittura ha molteplici funzioni, a seconda dell’utilizzo che se fa.  Sicuramente attraverso la scrittura tramandiamo la nostra memoria, la conoscenza, il sapere, il pensiero. La scrittura serve anche a stabilire le regole sociali, le leggi, che regolano, definendoli, i confini entro cui ciascun individuo può determinare la propria libertà senza ledere quella dell’altro, ma anche i nostri diritti fondamentali. Attraverso la scrittura si forma il pensiero politico e ideologico che determina lo stato sociale in cui si vive. Benché questa è una società dominata dalle immagini, dalle informazioni veloci che potremmo definire tristemente take away, è insita nell’essere umano quella curiosità che genera la necessità di approfondire ciò che gli viene raccontato attraverso libri, manuali, articoli di giornali, reali o virtuali poco importa ma comunque scritti. La scrittura rende reale i nostri pensieri, determina i nostri valori, protegge i nostri ricordi, conforta i nostri sentimenti, culla le nostre speranze, da corpo ai nostri sogni rendendoci ciò che siamo: umani.
C’è una sorta di narrazione un fil rouge legata ad eventi della sua vita?
Sono umana anche io, fino a prova contraria, ovviamente, ed è del tutto naturale che, per quanto fantastica sia la storia narrata in Eco dell’Essere, ci sia tanto di me, ma non intendo svelare quali sono i punti di contatto tra me scrittrice e me personaggio, non posso togliere questo piacere al lettore!

Quali sono i suoi scrittori preferiti e perché?
Stefano Benni per la sua capacità di raccontare la società attraverso un surrealismo ironico che sfocia spesso in un amaro sarcasmo; Michail Bulgakov, perché nei dialoghi tra il Maestro e Margherita mi ha aperto le porte alla conoscenza oltre i veli della materia; Virginia Wolf perché è stata una donna fuori dagli schemi, coraggiosa e determinata a imporre il suo talento e la sua libertà intellettuale in un mondo dominato dagli uomini; Oscar Wilde perché pochi uomini sono stati capaci di tanta sensibile, sottile, ironica intelligenza che ha pagato a caro prezzo, come tutti i grandi uomini, sulla sua pelle, facendo orgogliosamente della sua diversità la sua bandiera.
Per scrivere romanzi occorre studiare una tecnica?
Occorre leggere, leggere tantissimo, sempre, di tutto. Il mio mentore, Alfredo Polizzano, filosofo per scelta, libraio per passione, mi dice sempre che il problema di molti scrittori è che non leggono. All’inizio pensavo che stesse scherzando ma mi sono presto resa conto che, purtroppo era vero. Il talento da sé non basta e per quanto sembri banale questa affermazione, non lo è. Il talento è sicuramente un dono che va però coltivato con disciplina e dedizione. Insomma, Dante non si è svegliato una mattina e, visto che in esilio non aveva di meglio da fare, ha buttato giù la Commedia! Non funziona così purtroppo per nessuno, neanche per i grandi come lui.
Ha dei progetti, dei sogni a cui vorrebbe dare vita?
Il primo progetto è senza dubbio completare la trilogia di Eco … dell’Essere, per un dovere verso i lettori ma anche verso i mei personaggi. Finita la trilogia vorrei dedicarmi ad una raccolta di racconti onirici, una sorta di diario del mondo in cui ci troviamo a viaggiare durante il sonno, che coinvolga i lettori in prima persona, attraverso le possibili connessioni incrociate dei loro sogni. Questo ho l’impressione che possa essere poco comprensibile detta così, ma al momento non posso dire altro!

Articolo del 7 Ottobre 2020 19:43

Susanna Basile

Susanna Basile Assistente di redazione Psicologa e sessuologa

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