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Tutto in un giorno di Annarita Schiavone edito dalla Carthago edizioni

Cosa fa una donna tutto il giorno? Cosa pensa? E come si difende dai pensieri? Fa di tutto, tutto in un giorno, sentendosi un po’ marziana, un po’ umana. E quella donna, come milioni di altre donne, vive in città, o magari in collina, assorbe i rumori e respira la vita, sente i colori e cerca di dissolvere il sapore amaro della sconfitta con ironia e talvolta con saggezza

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Febbraio 2020 all’insegna di novità editoriali la “Carthago Edizioni” ha presentato a Milano, nella affascinante cornice della “Biblioteca Chiesa Rossa”, il libro di Annarita Schiavone “Tutto in un Giorno”. All’incontro, innanzi ad un pubblico attento e partecipante, la Responsabile Editoriale della Casa Editrice, Margherita Guglielmino, ha introdotto, oltre all’autrice, Salvatore Bonaffini, regista del booktrailer appositamente realizzato per dare vivide immagini al libro, e Alessandra Mutarelli, architetto e scrittrice. La serata è stata ulteriormente arricchita dalla presenza di Laura Maruzzi, nota attrice e regista teatrale, che ha letto alcuni brani del libro facendo vibrare, con il calore della sua voce, i sentimenti dei partecipanti. Cos’altro dire? È stato un momento in cui, come raramente accade, la cultura è diventata arte e l’arte si è trasformata in profonda vibrazione interiore innanzi alle vicende di una donna, il personaggio del libro, che respira la vita, dissolvendo il sapore amaro delle sconfitte, per perseguire la realizzazione di un sogno.

Cosa fa una donna tutto il giorno?
Cosa pensa?
E come si difende dai pensieri?

Fa di tutto, tutto in un giorno, sentendosi un po’ marziana, un po’ umana. E quella donna, come milioni di altre donne, vive in città, o magari in collina, assorbe i rumori e respira la vita, sente i colori e cerca di dissolvere il sapore amaro della sconfitta con ironia e talvolta con saggezza.
È una donna sola, alla ricerca di un sogno che forse non arriverà mai e intanto vive, agisce e spera; spera che le sue figlie diventino presto grandi o che, al contrario, non crescano mai; spera di essere sempre bella e di non invecchiare troppo presto e vorrebbe fermare il tempo. E con il tempo combatte, rincorrendo un tram o sognando in un vagone stipato di vita della metropolitana.
A volte rincorre fantasmi, quelli propri e quelli degli altri, fantasmi da dimenticare o da tenere stretti nel cuore.
Perché, indietro, quella donna non può più tornare e allora non le resta che pensare al presente e costruirsi una nicchia piccola piccola dove immaginare il futuro e costruirlo ancora una volta a partire dalla frattura di un dolore.

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