“Cani, ragni, topi, serpenti”: arriva un libro sulle zoofobie

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Tutti noi abbiamo delle paure, chi più chi meno, esse fanno parte del nostro vissuto quotidiano. Poco importa se, siano state ereditate dall’ambiente famigliare dove siamo stati cresciuti, o magari acquisite per situazioni e traumi accaduti durante la nostra vita. Quindi il panico, il senso di insicurezza causato da queste paure, fanno insorgere un vero e proprio disagio nell’individuo, condizionandone i comportamenti e stili di vita. Una persona che soffre di claustrofobia, ad esempio, di fronte ad un ascensore oppure ad un macchinario per l’esecuzione di una risonanza magnetica, inizia ad avere stati di ansia, agitazione e totale rifiuto di accedere in un posto dove, anche se per breve tempo, rimane “chiuso senza vie d’uscita”. Tuttavia tra tante paure, quelle per gli animali, è quella più diffusa. Il dottor Vincenzo Adamo, docente formatore, psicologo e psicoterapeuta, ha scritto un saggio che tratta il problema delle zoofobie, dal titolo “Cani, ragni, topi, serpenti. Comprendere e vincere le zoofobie”, edito da In.edit. Adamo, asserisce nel suo libro che, i sintomi fobici hanno inizio nell’infanzia o nell’età adolescenziale, la paura per gli aghi, per l’altezza e per tante altre cose, se non capite ed affrontate con dinamiche di psicoterapia applicata in modo personale, caso per caso, il bambino o il giovane adolescente, diventerà un adulto che, non solo si ritroverà ad avere paura sempre delle solite cose, ma certamente uno stato di comorbidità (sovrapposizione fobica) svilupperà altre paure: fobia+fobia= nevrosi, ansia, attacchi di panico ecc..

L’autore, fa una precisazione importantissima descrivendo le diversità degli stati d’ansia; se un’attività o un progetto da svolgere, richiedono impegno ed attenzione, l’ansia che ne deriva non è indice di patologia, ma è un meccanismo fisiologico che, in questi casi invece migliora le prestazioni di un soggetto, quindi un’ansia costruttiva. L’ansia, con attacchi di panico invece, sono sinonimo di problematiche psicologiche, che se legate alla zoofobia, se non affrontate e trattate, non sarà insolito constatare che, se una persona soffre di ornitofobia, questi non frequenterà una piazza, per la paura di incontrare dei piccioni; la paura lo terrorizza a tal punto da innescare l’ansia e quindi egli eviterà il luogo, dove la presenza di questi volatili è certa. Se un soggetto avverte il pericolo nel vedere, un cane o un serpente o un ragno, nella sua mente, si scatenano delle reazione a catena che, il dottor Adamo ha racchiuso in quattro fasi: 1) visione del pericolo;( animale)  2) intuizione che si può essere in situazione di disagio; 3) preoccupazione relativa, alle reazioni di panico; 4) risposta del soggetto: fuggire il più presto possibile da quella situazione di pericolo. Inoltre, la paura per i volatili è più diffusa nelle grandi città metropolitane: New York, Parigi, Venezia; quest’ansia spiegano proprio le persone che ne soffrono, sta nella spiegazione che, i volatili portano malattie infettive trasmesse dalle feci, oppure se si viene a contatto con il becco del piccione o di un qualsiasi altro uccello. Provare disgusto, per un’animale, specie per gli insetti, invece trova la sua origine nell’ antropologia umana, in quanto nei millenni alcuni insetti o ragni erano associati al deterioramento degli alimenti, quindi una sorta di memoria genetica che predispone l’uomo ad una repulsione mista a paura innata, per gli insetti. (Entomofobia) Il saggio: “cani, ragni, topi, serpenti”, oltre a parlare dei problemi di nevrosi ansiose annesse alle zoofobie, ribadisce il modo grazie al quale queste paure, non devono sottovalutarsi; innanzi tutto, una fobia non va omessa, ma affrontata dal soggetto che, vuol farsi seguire per risolvere i suoi problemi psicologici sulle sue zoofobie. Questo, a detta dell’autore è l’unico modo per vincere la paura per  gli animali, ed i condizionamenti, derivate da esse. L’empatia con la quale uno psicoterapeuta, si approccia al paziente è importante, soprattutto non sminuire o minimizzare la zoofobia, anche se sembra ridicola, questo sarebbe deleterio per il soggetto da curare. Quali sono le ragioni, che hanno spinto il dott. Adamo a scrivere un saggio, relativo a questo argomento? C’è lo spiega lui stesso con questa sua considerazione. -“Negli ultimi anni i disturbi d’ansia sono aumentati notevolmente e facendo anche incrementare notevolmente la vendita dei farmaci ansiolitici (farmaci che sono in classe C, quindi a pagamento per i vari pazienti). Tra i vari disturbi d’ansia sono aumentati le fobie e tra queste le zoofobie (colpiscono circa il 20% della popolazione). E’ un disturbo molto frequente e con scarsa letteratura a riguardo, questo mi ha spinto ad approfondire l’argomento e condividere le conoscenze con il saggio che ho scritto.  a reagire di fronte ai potenziali pericoli, attivando il corpo e la mente per rendere disponibili tutte le risorse necessarie ad affrontare gli ostacoli oppure evitarli, in modo da suscitare la tipica reazione di “lotta o fuga” che è fondamentale per la nostra sopravvivenza. È dunque come un campanello d’allarme, che va ascoltato per individuare il pericolo che l’ha fatto scattare, superarlo e ritrovare la serenità perduta. La paura ha anche una funzione preventiva, poiché attiva in noi una serie di comportamenti che allontanano o evitano le situazioni rischiose. Se eccessiva o male indirizzata, però, la paura si trasforma in fobia, un condizionamento potente. Numerosi studi mostrano come sia possibile riprendere il controllo delle nostre reazioni emotive e far fronte alle situazioni che più spaventano. La paura ci aiuta a reagire di fronte ai potenziali pericoli, attivando il corpo e la mente per rendere disponibili tutte le risorse necessarie ad affrontare gli ostacoli oppure evitarli, in modo da suscitare la tipica reazione di “lotta o fuga” che è fondamentale per la nostra sopravvivenza. È dunque come un campanello d’allarme, che va ascoltato per individuare il pericolo che l’ha fatto scattare, superarlo e ritrovare la serenità perduta. La paura ha anche una funzione preventiva, poiché attiva in noi una serie di comportamenti che allontanano o evitano le situazioni rischiose. Se eccessiva o male indirizzata, però, la paura si trasforma in fobia, un condizionamento potente. Numerosi studi mostrano come sia possibile riprendere il controllo delle nostre reazioni emotive e far fronte alle situazioni che più spaventano. Il testo si pone come obiettivo quello di fornire le basi teoriche necessarie per comprendere in modo chiaro la natura dell’ansia, le cause, approfondendo una tra le fobie più diffuse, la zoofobia. Offre una descrizione dei principali approcci farmacologici e psicoterapeutici, soprattutto alcune tecniche cognitivo-comportamentali che hanno permesso di raggiungere interessanti risultatievidence-based. Inoltre presenta gli studi più recenti e significativi sulla relazione tra psicoterapia espositiva e modificazioni neurobiologiche. Tutto questo propone, quindi, domande completamente nuove e spunti di riflessione inediti, importanti soprattutto alla luce delle recenti scoperte sulla neuroplasticità, ossia la capacità del cervello di modificarsi.”-