Sicilia Report
Sicilia Report fa uso di fact-checking e data journalism

A “Genialeee”: Elena Ferrante e le sue “Amiche”

11

Oh, geniale amica!

E la storia di un pregiudizio sbagliato.

Mi sono commossa, devo ammetterlo… mi sono commossa fino alle lacrime concludendo la lettura delle vite “smarginate” di Lina ed Elenù le due protagoniste della quadrilogia Amica geniale di Elena Ferrante.

Per lungo tempo, come libraia abituata a vedere arrivare sugli scaffali opere di marketing editoriale costruite ad arte, ho snobbato la lettura di questi romanzi. Ormai per abitudine, che a questo punto direi cattiva, più un libro è osannato dalla critica, più viene pubblicizzato, più ne sento parlare, più mi rifiuto di leggerlo. Ma a volte cedo. In questo caso è stata la mia fortuna.

Non so chi sia Elena Ferrante, non so se dietro a questo nome si celi un collettivo, una coppia, o davvero una singola mente capace di creare una storia così avvincente, e poco importa che sia svelato il mistero. L’unica cosa imprescindibile è ciò che resta: un’opera davvero bella ed emozionante.  Dalla prima pagina all’ultima la capacità evocativa dell’autrice, diamo per buona la versione che la vuole donna, rimane intatta. Le due donne di cui seguiamo la vita dall’infanzia sino alla vecchiaia diventano, nel percorso di lettura, sempre meno personaggi e sempre più identità distinte, quasi palpabili. Così, a volte, chiudendo i libri e ritornando alla realtà mi ritrovavo a chiedermi che cosa in quel momento stessero facendo nel loro mondo Elena e Lina. Mi capita molto raramente questo “smarrimento letterario” ed è, quando capita, una magia.

Deve essere stato difficilissimo riuscire a seguire, nella scrittura, il filo di due vite, frutto dell’immaginazione creativa, senza che una prevalesse sull’altra o si manifestasse un calo del desiderio per una delle vite che, comunque, corrono sempre in parallelo. Descrivere gli amori, i dolori, le sofferenze, le gioie, insomma tutto quello che è il bagaglio di una vita, e non sbavare mai è molto raro.

Ci si perde nelle pagine di questi quattro romanzi e si diventa parte integrante di quel rione napoletano che troviamo, alla fine della guerra, degradato e crudele con quello stradone su cui si muoveranno non soltanto le due protagoniste, ma tante altre vite: fascisti, comunisti, pazzi, poeti miseri e miserevoli, tante maschere di un teatro che diventa sempre più vita vera. La vita che si allarga da Napoli all ‘Italia intera. Elena Ferrante tratteggia nella sua storia quella di un intero paese. Il dopoguerra, il boom economico, la politica, la cultura, la tecnologia che avanza e che fa bene ma anche male. Un paese pieno di contraddizioni, così com’è nella realtà.

Centrale, sempre e comunque, la vita e il ripetersi delle storie. Le generazioni dei padri e delle madri con i loro tic e peculiarità mettono radici nelle vite dei figli, che credevano e volevano rappresentare il nuovo. In ognuno dei personaggi, così come in ognuno di noi, stanno acquattati pronti a rivelarsi i nostri genitori con i loro gesti e con il loro vissuto. Ineluttabilità del destino, dunque? Forse, ma non sempre. Il destino lo si può beffare con una strenua volontà di cambiamento o semplicemente sottraendosi alla sua vista, semmai sia davvero possibile. “Entusiasmatevi” nella lettura.

Articolo proposto alla redazione da Iolanda Cuscunà

Commenti
Loading...

Questo sito usa dei cookie tecnici necessari al corretto funzionamento del sito stesso creati direttamente dalla piattaforma. Diamo per scontato che tu sia d'accordo, ma se vuoi puoi liberamente decidere di uscire. Accetto Approfondisci