Sicilia Report
Sicilia Report fa uso di fact-checking e data journalism

Emanuele Mario Spitaleri, Uomo e universo allo specchio, Uomo n.3

Emanuele Mario Spitaleri ha scritto Uomo e universo allo specchio per i tipi della Carthago Edizioni e in una serie di articoli tratti e rielaborati dal suo saggio ci racconterà questa esperienza di studio e di introduzione al metodo filosofico del grande maestro Georges Ivanovitch Gurdjieff.

89

«Allora, carissimo nonno… raccontami qualcosa su quei…come si chiamavano? Mi sono dimenticato… Ah ecco, sì! I lumaconi».

«Come? Che lumaconi?» chiese Belzebù che non riusciva a capire la domanda.

«Non ti ricordi, nonno? Quando mi hai parlato degli esseri tricerebrali che popolano i diversi pianeti del sistema solare su cui hai abitato a lungo, mi hai detto fra l’altro che uno di essi – di cui non ricordo neppure il nome – è abitato da esseri tricerebrali che nell’insieme somigliano a noi, ma hanno la pelle più liscia».

«Ah!» esclamò Belzebú, «certamente vuoi alludere agli esseri che popolano il pianeta “Terra” e che si autodefiniscono “uomini”!».

«Sì, nonno, proprio così. Raccontami qualche altro particolare su questi “esseri uomini”, mi piacerebbe saperne di più».

 Questo frammento di conversazione de “I racconti di Belzebù a suo nipote” di Gurdjieff, ci sembra l’ideale per introdurre il terzo tipo di uomo che, nel sistema di pensiero del filosofo armeno, viene definito “uomo n.3”.

Avendo parlato infatti nei precedenti articoli degli uomini n.1 e n.2, il primo dominato dal centro istintivo- motorio (in particolare dalla sessualità) e il secondo dominato dal centro emozionale, non ci resta a questo punto che parlare di un’altra specie di questo essere cosiddetto “tricerebrale”:

“L’uomo n. 3 è anch’esso allo stesso livello di sviluppo, ma il centro di gravità della sua vita psichica è nel centro intellettuale; in altri termini, è un uomo in cui le funzioni intellettuali predominano sulle funzioni emozionali, istintive, motorie; è l’uomo che ragiona, che ha una teoria per tutto ciò che fa, che parte sempre da considerazioni mentali.”

 Di questi uomini probabilmente è piena la società occidentale: politici, insegnanti, scienziati, filosofi, preti, oratori e pseudo-tali che infarciscono con le loro speculazioni intellettuali e con le loro “verità”, le anime vergini ancora in bilico nel decidere se essere carne o pesce…

Soprattutto in occidente infatti, fin dall’infanzia, ogni cucciolo di essere umano si ritrova fra le calde braccia avvolgenti e ahimè soffocanti del sistema scolastico “edu-castrante”, pronto per essere riempito come un bignè di nozioni preparate e preconfezionate che diverranno nel tempo, grazie all’ausilio della reiterazione e al sostegno delle altre forme di “d-istruzione” formativa, il solo e l’intero bagaglio conoscitivo dell’uomo divenuto adulto, e quindi la sua “personalissima” e “singolarissima” visione del mondo.

L’uomo che ha una teoria per tutto ciò che fa è l’uomo che prende posizione, l’uomo che porta alta la bandiera della coerenza, perché per lui il cambiamento di opinione è indecoroso, è sinonimo di insicurezza e di inaffidabilità.

Questo è l’uomo n.3, che ha il centro della sua vita psichica nella mente logico-razionale; l’uomo che, se ha un Dio, avrà sicuramente il migliore fra quelli possibili; se non ce l’ha, è egli stesso a definirsi il migliore fra gli uomini possibili.

Questo tipo di uomo accoglie il progresso ed esulta dinanzi alle potenzialità del suo cervello, ma dimentica di essere anche “altro” e per questo motivo è cosa molto difficile che un giorno possa fruire liberamente e fluidamente di quelle che per l’appunto rimangono solo potenzialità.

Ma andiamo ai sottotipi così come illustrato dalla Palmer sul suo saggio già più volte citato nei precedenti articoli.

L’osservatore mantiene una distanza emotiva dagli altri. Protegge il privato, non si fa coinvolgere. “Fare a meno” è la sua difesa contro il coinvolgimento. Suddivide i doveri in scomparti. Distaccato dalle persone, dai sentimenti e dalle cose. La sua emotività nei confronti degli altri si manifesta meglio quando rivive in solitudine un incontro piuttosto che durante l’incontro reale. Può vivere un forte contatto mentale senza che l’altra parte sia consapevole della propria importanza nella sua vita interiore. L’osservatore stacca l’attenzione dalle emozioni intense e razionalizza gli affetti, per cui è avvertito dal compagno come perennemente lontano o sentimentalmente freddo. Il suo vizio maggiore è quindi l’avarizia che elevata a un’ottava superiore acquista il pregio del non attaccamento.

Lo scettico leale, timoroso, normativo, rode dall’indecisione. Procrastinatore incallito. Ha paura di agire perché per lui esporsi significa essere attaccati. Sposa le cause perse, non autoritario, ligio, si mette sempre al secondo posto. Spesso quando cede alla paura, si sente come se fosse messo con le spalle al muro, oscillando da momenti di cedimento ad attimi di aggressività.

Spesso lo scettico leale si assume l’impegno di un matrimonio molto lungo perché sente il dovere di esaminarlo a fondo. Anche se un problema da nulla può mettere in discussione l’intero rapporto – che deve essere rinnovato comunque dopo uno scontro – egli verificherà la relazione come una questione sempre aperta, esaminandola e riesaminandola senza che nulla sia mai stabilito. Lo scettico è compagno fedele se la coppia lavora assieme contro un oppressore esterno. Ama progettare un futuro felice ma ha difficoltà ad accettare piaceri e comodità quando gli si presenta l’occasione, rimandando tutto al momento in cui i doveri da compiere saranno finiti. É chiaro quindi che il suo maggior punto di forza è il coraggio, come il dubbio è il suo maggior punto di debolezza.

L’epicureo invece è il Peter Pan, l’eterno fanciullo, il Puer Aeternus della situazione. Si accosta alla vita in modo dilettantesco. Amori occasionali, superficialità, avventura, edonismo. Sempre restio a impegnarsi, mantiene ovunque tutte le possibilità aperte. Generalmente di buon umore e di stimolante compagnia, inizia le cose ma non le finisce. Ha una spiccata preferenza nel prendere piccoli assaggi delle avventure stimolanti più della voglia di gustarle a fondo, poiché impegnarsi in una relazione per lui porta a un senso di sazietà e di noia, oltre che a costituire un impedimento per altre possibili storie d’amore. Un epicureo è il classico tipo da “ho solo dieci minuti per parlare della nostra separazione prima che parta l’aereo”. Le cose – anche gli avvenimenti di vitale importanza – possono susseguirsi a un ritmo tale da venir compressi dentro spazi così minimi che non resta neanche il tempo per discuterne. L’epicureo ha il suo vizio principale nella gola e quindi in ogni forma di appetito che gli procura piacere, ma se riesce a dominare e sublimare questo aspetto ci si può ritrovare di fronte a una persona dalla grande sobrietà.

Come detto anche negli articoli precedenti, invitiamo il lettore nel sottoporre quanto scriviamo al vaglio della flessibilità e della non dogmaticità.

A seconda dei periodi della vita e degli eventi che spesso la determinano, la personalità umana può assumere sfaccettature precedentemente sconosciute e un uomo tendenzialmente emotivo può divenire ad esempio – anche per periodi molto lunghi – spiccatamente intellettivo o corporeo, sebbene una componente dominante rimanga sempre, questo è fuor di dubbio, in ogni essere umano.

A questo punto abbiamo concluso la nostra parentesi che analizza i tre tipi di uomo “comuni” in Gurdjieff, che con l’ausilio dell’enneagramma si sono rivelati essere nove a seconda delle differenti sfumature caratterizzanti i tre centri nevralgici della vita umana: istintivo-corporeo, emozionale, intellettuale.

Non resta che fare le vostre supposizioni e rispecchiarvi o individuare i vostri amici e nemici fra questi nove tipi: capo, mediatore, perfezionista, donatore, esecutore, romantico-tragico, osservatore, scettico leale, epicureo.

Emanuele Mario Spitaleri ha scritto Uomo e universo allo specchio per i tipi della Carthago Edizioni e in una serie di articoli tratti e rielaborati dal suo saggio ci racconterà questa esperienza di studio e di introduzione al metodo filosofico del grande maestro Georges Ivanovitch Gurdjieff.

Commenti
Loading...

Questo sito usa dei cookie tecnici necessari al corretto funzionamento del sito stesso creati direttamente dalla piattaforma. Diamo per scontato che tu sia d'accordo, ma se vuoi puoi liberamente decidere di uscire. Accetto Approfondisci