Sicilia Report
Sicilia Report fa uso di fact-checking e data journalism

L’ingloriosa e ingiusta fine del commissario Montalbano

20

Abituati come siamo alle brillanti indagini del commissario Montalbano, che il suo autore Andrea Camilleri corona con i meritati elogi che gli vengono attribuiti alla fine delle sue imprese poliziesche, siamo giustamente indotti a ricavarne una morale per cui l’efficienza professionale, l’efficacia e l’onestà intellettuale vengono, alla fine, giustamente premiati per infondere negli apparati pubblici uno stimolo al continuo miglioramento dei servizi erogati dai suoi addetti nelle varie amministrazioni. Questo nostro spontaneo, e al tempo stesso indotto, sentimento elogiativo verso chi opera con professionalità e coscienza nel proprio lavoro viene, però, spesso messo a dura prova allorché veniamo a conoscenza della applicazione della non troppo rara logica del “ promoveatur ut moveatur” o, peggio ancora, del semplice “ moveatur ut non continuat rompeatur …”. Uno degli esempi storici più eclatanti di questa contorta logica che vede sottoporre a provvedimenti punitivi chi ha compiuto con solerzia ed efficacia il proprio dovere è costituito da una vicenda tutta catanese che, se nota, avrebbe fatto inorridire Andrea Camilleri, per il semplice fatto che il protagonista di questa vicenda è proprio il commissario Montalbano. Parliamo in questo caso del commissario Filippo Montalbano,  Questore di Catania, che ebbe il torto di aver risolto brillantemente l’indagine sulla clamorosa rapina al Banco di Sicilia e di aver assicurato alla Giustizia i responsabili dell’azione delittuosa; veniamo a conoscenza di questa vicenda dalla lettura dell’articolo pubblicato sul  settimanale “L’Eco di Catania”, Organo della Società di M.S. Cittadini Indipendenti di Catania, diretto da Luciano Barbagallo Pittà, in data 30 ottobre 1922 e dal titolo “Pel Comm. Montalbano”. Non volendo in nessun modo alterare il contenuto dell’articolo per rispetto della verità storica e dei lettori, che potrebbe avvenire anche senza volerlo, per colpa di una sintesi riduttiva, riportiamo integralmente il testo dell’articolo su citato. “ Il nostro Questore Comm. Montalbano è stato trasferito a Ravenna e viene sostituito dal Comm. Colonna a cui sin da ora diamo il benvenuto. Ci spiace però vedere allontanare per una brutta residenza il distinto funzionario Filippo Montalbano al quale va dato il merito principale della scoperta dei rei nel grave furto dei 9 milioni a danno del nostro Banco di Sicilia. Non era questa la giusta ricompensa che il Ministero dell’Interno doveva dare a quell’uomo instancabile e laborioso che tanto bene aveva recato a tutti gli uffici del Centro e del Circondario. Quando il nostro giornale, che fu uno dei primi a stampare e commentare l’alto servizio reso dal preclaro funzionario, azzardammo la promozione di tanto onesto e fattivo gentiluomo a Grande Ufficiale, che del resto sarebbe stata meritatissima. Invece tutti abbiamo visto piovere una ( diciamo francamente) PUNIZIONE !!. Tutti sappiamo che la regalia offerta in omaggio dal Consiglio del Banco di Sicilia alla P.S. di Catania fu spedita al Comm. Montalbano; ebbene quello nesto funzionario, non credette ( data la malvagità umana di oggi) voler pesare un grammo nella bilancia della direttiva per la congrua spartizione, e spogliandosi da ogni possibile responsabilità, declinò per troppa bontà ad altri il gravoso e delicato compito. Intanto, non appena si furono sollevati malumori tra i responsabili tra i possibili aventi diritto, venne a bruciapelo il provvedimento per il Montalbano. Oh tempi borgiani!”.

Commenti
Loading...

Questo sito usa dei cookie tecnici necessari al corretto funzionamento del sito stesso creati direttamente dalla piattaforma. Diamo per scontato che tu sia d'accordo, ma se vuoi puoi liberamente decidere di uscire. Accetto Approfondisci