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“Fatti di Avola”: ricorre il 50° anniversario

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Cerimonia di ricordo e commemorazione nel teatro Garibaldi ad Avola, in provincia di Ragusa, per celebrare i cinquant’anni dalla strage dei braccianti, quando le forze dell’ordine ricevettero l’ordine di sparare sui lavoratori che stavano scioperando per rivendicare i loro diritti: due morti e 48 feriti.
Presenti, tra gli altri, il presidente della Regione Nello Musumeci e il sindaco di Avola Luca Cannata.

Il 2 dicembre 1968, la polizia tentò di forzare il blocco della strada statale 115 da parte dei lavoratori agricoli che protestavano. Non riuscendo nell’intento la reazione delle Forze dell’Ordine fu durissima: sparò ad altezza d’uomo uccidendo 2 manifestanti e ferendone altri 48. I morti furono Angelo Sigona e Giuseppe Scibilia.
La spontanea risposta all’eccidio di operai, lavoratori, studenti fu massiccia in tutto l’Italia. Il 4 dicembre le confederazioni sindacali indissero una giornata nazionale di lotta. Fabbriche, città e campagne si fermarono. Da più parti si chiese il disarmo degli agenti in servizio di ordine pubblico.
I fatti di Avola accelereranno inoltre la formazione del nuovo governo di centrosinistra (secondo Governo Rumor dal 18 dicembre 1968 al 5 agosto 1969) e la saldatura fra le lotte di operai e studenti. Di quel Governo faceva parte il socialista Giacomo Brodolini con l’incarico di Ministro del Lavoro e della Previdenza Sociale. In quel ruolo pose le basi dello Statuto dei Lavoratori che vide la luce il 20 maggio 1970 (Legge 300). Brodolini, però, era già prematuramente scomparso l’11 luglio 1969.

Nel corso della ceelebrazione nel teatro Garibaldi i sindacati Flai-Cgil, Fai-Cisl e Uil hanno chiesto alle istituzioni di mettere in pratica “tutti gli strumenti normativi esistenti per sconfiggere il caporalato e lo Stato renda pubblici i fascicoli di polizia di 50 anni fa”.

Il presidente Musumeci ha nel suo intervento, tra l’altro, ha detto: “Credo che lo Stato 50 anni fa sconfitto e la riforma agraria in Sicilia fu un fallimento”. Musumeci ha ancheincontrato i parenti delle due vittime di 50 anni fa che chiedono ancora giustizia ed ha promesso che invierà una lettera al presidente Seergio Mattarella per chiedere la desecretazione degli atti relativi a quel che accadde il 2 dicembre 1968.

“Oggi – ha detto la deputata all’Ars Rossana Cannata nel suo intervento – al teatro comunale di Avola, insieme al Presidente della Regione siciliana Nello Musumeci, all’Amministrazione comunale, al sindaco Luca Cannata, agli esponenti delle organizzazioni sindacali, alle autorità militari e ai familiari delle due vittime dei “Fatti di Avola”, abbiamo reso omaggio a Giuseppe Scibilia e Angelo Sigona, testimonianza della volontà del popolo siciliano di ribellione alle ingiustizie.”
“Un momento toccante – spiega la componente della Commissione Attività Produttive – in cui la parola “dignità” è riecheggiata tra le mura del Teatro comunale, una parola che deve essere base solida che renda i lavoratori i veri protagonisti della nostra società civile.”
“Ho presentato un Disegno di Legge – conclude la Vicepresidente dell’Antimafia e Anticorruzione all’Ars – condiviso da altri gruppi parlamentari e dal Governatore Musumeci e che spero possa trovare unanime condivisione in tutto il parlamento, affinché si dia dignità e solidarietà anche ai familiari di questi lavoratori, che con il loro sangue hanno segnato una pagina della storia non solo di Avola, ma di tutta l’Italia”.

La giornata si è aperta con la tradizionale posa della corona di fiori al cippo in contrada Chiusa di Carlo, luogo dell’eccidio.

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