Enna, convegno all’Unikore su misinformation e fake news

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L’Università Kore di Enna ha ospitato il convegno dal titolo ‘L’informazione in un click: come contrastare misinformation e fake news nella nuova era della comunicazione’. Tra i relatori Francesco Pira, sociologo, giornalista e docente di Giornalismo all’Università degli Studi di Messina, e Cristina Graziano, docente e giornalista. L’evento è stato moderato da Josè Trovato, giornalista e segretario provinciale Assostampa Enna.

‘Nel 2018 – ha esordito Trovato – in Italia il rispetto dei diritti dei giornalisti, del loro status e delle loro prerogative, è peggiorato in maniera evidente. La crisi dell’editoria continua a mietere vittime, colpendo pesantemente chi opera nelle zone periferiche. Enna, unica provincia della Sicilia dove non sono mai esistite redazioni decentrate dei quotidiani regionali, vive una fase contrassegnata dallo scoramento e dal calo delle opportunità professionali per tanti colleghi. Sulla categoria qui grava la zavorra di un contesto socio-politico che non ha mai compreso appieno le differenze tra un giornalista e un operatore della comunicazione; confusione acuita dall’esplosione dei social e dall’istituzionalizzazione di nuove figure, dai social media manager agli influencer. Le principali questioni relative all’universo di internet riguardano i diritti dei giornalisti e il rispetto della deontologia. L’iscrizione a un ordine professionale, è di tutta evidenza, impone ai giornalisti il rispetto di regole che non sono rispettate dai blogger, da chi fa informazione (spesso inconsapevolmente) sui social e da tanti aspiranti influencer’.

Sconfortanti i dati evidenziati da Francesco Pira: ‘Secondo un report presentato dall’Università degli Studi Suor Orsola Benincasa, il 65,46 per cento degli italiani non distingue una fake news; il 78,75 per cento non è in grado di identificare un sito di bufale; l’82,83 per cento non è in grado di identificare la pagina Facebook di un sito di bufale. Succede quindi che, per cascata, si condivida una notizia senza leggerne il contenuto e qualunque sia la fonte. Esistono siti che sono stati creati per ingannare le persone, e moltissimi ci cascano. In questi ultimi anni abbiamo sentito parlare di post-verità. Secondo il dizionario di Oxford, post-verità è la circostanza nella quale i fatti obiettivi sono meno influenti per orientare la pubblica opinione rispetto agli appelli all’emotività e alle condizioni personali. Questa nuova era può darci delle bugie ma può darci anche delle situazioni diverse, di verità alternativa. Basti pensare all’atteggiamento del presidente degli Stati Uniti: Trump su Twitter ha settanta milioni di followers: quando lui digita qualcosa, ci sono settanta milioni di persone che potenzialmente possono ritwittare quello che lui ha scritto. Quindi immaginate che cosa può importare a Trump di fare una conferenza stampa o che il Washington Post o la Cnn lo attacchino: per lui non conta nulla perché ha un suo pubblico’.