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Il Sacro Maschile, Cernunnos

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Il maschio, ha smesso di cacciare. Non sappiamo più cosa voglia dire seguire una traccia, che sia un’impronta sul terreno, o la scia di odore lasciata da una femmina. Chi di noi sa ancora imbracciare un arco e scoccare una freccia. Una ed una sola freccia. Dalla quale potrebbe dipendere la sopravvivenza dei nostri compagni o della nostra famiglia. Conosciamo esattamente il costo di una epilazione totale o parziale, ma sconosciamo il prezzo amaro ma gratificante della caccia. Cosa significa, in senso sacro, il Rito della Caccia. Metaforica o reale, intesa come mezzo di sostentamento del corpo fisico e di quello spirituale. Il mondo moderno vuole maschi senza alcuna capacità di connettersi alla loro energia personale e globale rappresentata da miti e figure come il primitivo Cernunnos. Dio della caccia, della Natura, dell’abbondanza, del raccolto ma anche dell’oltretomba, condensa in sé tutto quello che ormai il maschio non è più. Costretto da regole sociali, convenzioni, moda e religione, se anche andasse alla ricerca del vero sé diverrebbe come il Matto rappresentato nell’Arcano zero dei Tarocchi. Senza alcun valore nella società moderna, ci dicono. Ma è davvero così? Tutto il mondo è stato concepito da Qualcuno o Qualcosa che, in sé, aveva perfetto equilibrio tra maschile e femminile. E mentre le nostre Sorelle con estrema difficoltà scoprono cosa sia DAVVERO il femminile e quanto sia esso Sacro, noi cosa stiamo facendo a parte depilarci le sopracciglia ad ali di gabbiano, o un addominale scolpito fine a se stesso se poi non sappiamo più cosa vuol dire essere un tutt’uno con la natura e con i tratti distintivi di ciò che la natura ha donato al maschio. Il positivo senso di appartenenza. Il coraggio di affrontare, esplorare, fecondare. La femmina ha il Sacro ed Insostituibile ruolo di ospitare e nutrire una vita che comunque ha bisogno della scintilla, dell’altra metà del materiale genetico. La Natura, nella sua Saggezza ci ha resi diversi ma con esattamente la metà di ciò che giova per creare una nuova vita. Perché se avesse riposto tutto in un singolo individuo non sarebbe stato necessario creare l’altro. Ci ha dato i mezzi ormonali ed anatomici per godere del contatto con ciò che è l’altro lato dell’Universo ma non facciamo altro che infliggere dolore a noi stessi e agli altri quando non lasciamo che la Natura ed il Divino parlino attraverso noi. Con quali miti si confronta il maschio d’oggi, con quali archetipi. Di Ercole si contavano le fatiche, di CR7, i miliardi. Il tatuaggio veniva fatto dopo il superamento di una prova e per attestare l’affiliazione a qualcosa, con regole come Onore e Rispetto, a prescindere dagli intenti benevoli o malevoli della congrega. Adesso è solo un futile spreco di soldi ed inchiostro atto a dimostrare che sappiamo resistere ad un dolore che, in realtà, ormai non conosciamo e che la controparte femminile ci sbatte in faccia ogni mese additandoci come parte fortunata di un qualcosa che invece ci ha reso uguali seppur diversi con un Alchimia ed un equilibrio che prevede comunque una parte maschile nella donna ed una parte femminile nell’uomo. Pensiamo che maschio sia sinonimo di irrispettoso, di dominanza, di strafottenza o carente contatto con il mondo interiore. Il maschile sacro invece costruisce, rispetta e protegge. Punisce donandoti la dura lezione che giova alla tua crescita. Sa esattamente come e quando usare la sua forza esteriore ed interiore perché l’ha testata non dando un calcio al pallone ma andando in guerra, lottando contro la fame e la carestia, portando il pane a casa, diremmo oggi. Abbiamo sempre avuto un modello maschile e della società distorto. Né il maschio né la femmina sono superiori all’altro. Hanno energie e capacità diverse, che si completano e che giovano allo stesso sostentamento della specie. Il Dio dal palco cervino adorato dai celti principalmente, ma presente in tutte le culture sotto svariati nomi, scompare dal nostro spirito ed intorno a noi ogni qual volta decidiamo che ingobbirci d’avanti al computer valga più che respirare aria di montagna. Insegniamo ai nostri piccoli cuccioli ad avere paura della Natura, a studiarla in maniera asettica, da lontano, chiusi in studi ed in laboratori. Togliete quelle maglie, imbracciate bastone ed arco, aprite i sensi ed immergetevi in essa. Bisogna rispettarla, per il bene di ogni creatura. Abbiamo bisogno di madri che permettano ai loro figli di diventare uomini e questo passa attraverso la conoscenza dell’energia maschile e femminile. Attraverso la conoscenza approfondita e non negata di ogni fase della sessualità. Non soffocateli con le vostre attenzioni, non proiettate su loro le vostre ansie e paure, verranno fuori uomini senza spina dorsale. Maschi che, non avendo completato la loro infanzia o adolescenza, cercheranno altre madri e non compagne. E figlie che, non avendo un vero padre, lo cercheranno altrove. Vi è un momento in cui si posano i giochi e si imbraccia l’arco, lo si tende e si iniziano le prove della vita. Ercole per essere ammesso nell’Olimpo, per provare di essere figlio di Zeus ha dovuto compiere l’impossibile, Odino per diventare il padre degli Dei altrettanto. Chi siamo noi, genere umano moderno, per sovvertire ciò che il Principio Generatore ha così ideato e programmato. Servono più prove iniziatiche a scandire la nostra vita e meno crema addominale bruciagrassi da spalmare. Impariamo dalle nostre Sorelle ed Amiche a riscoprire il Maschile Sacro.

Articolo proposto alla redazione da Ercole Fiandro

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