Sicilia Report
Notizie e media attraverso l'uso del fact-checking e data journalism

Storia del preservativo maschile – Prima parte

Tempo di lettura: 2 minuti

Siamo in agosto e come si sa il tempo libero, le vacanze, il caldo, tutti elementi che portano gli esseri umani a denudarsi, stimolano il desiderio ed il gioco sessuale. Sottolineando che qualsiasi incontro fisico è molto più interessante e piacevole se fatto con amore, l’ulteriore consiglio che posso darvi è quello di metterci attenzione (le malattie sessualmente trasmissibili sono in agguato) consiglio che regalo sia alle femmine che ai maschi. Spesso parlo del preservativo femminile ed ora, visto che comunque l’uso del preservativo maschile è importante tanto quanto quello femminile, vi delizierò con la storia del preservativo dall’antichità ai giorni nostri.
La prima immagine che ne abbiamo è un graffito rupestre di 12000 anni fa, nella decoratissima grotta di des Combarellesi in Francia: un uomo ed una donna che fanno sesso e lui ha chiaramente il pene protetto.
Il preservativo ha sempre avuto due fondamentali usi: proteggersi da gravidanze e da malattie non desiderate. Gli egizi, che sembra avessero una particolare attenzione alla sessualità gioiosa e libera (come molte culture del Mediterraneo prima del Cattolicesimo) facevano gran uso di metodi anticoncezionali. Soprattutto gli uomini potenti sembra si organizzassero per non sciupare il loro reale seme, sistemando una piccola guaina ricavata dagli intestini seccati e poi oliati degli animali o dalle loro vesciche, a coprire solamente la punta del pene. Ve ne sono esemplari di pregio ritrovati nei corredi funerari dei nobili, tipo di quelli fabbricati con pelli morbide e decorati con peli di crine e anche tinti di colori vivaci. In alternativa, preservativi fatti di papiro. Non chiedetemi se il papiro aveva iscrizioni.
Il tutto per proteggersi da qualche malattia o molto più probabilmente una specie di contenitore del seme per non trovarsi figli non desiderati.
Anche i Greci non furono da meno nel porre attenzione a fare figli non voluti. Anche loro molto attenti a non sprecare il seme, ma anche a proteggere il pene ed i testicoli. Due erano i tipi di protezione per il fallo: uno era una copertura pene/ testicoli, l’altro copertura solo per il pene, ambedue fabbricati con gli intestini di animali.
I filosofi greci, tra cui Socrate in prima fila, erano convinti che del resto troppe bocche da sfamare avrebbero tolto loro tempo, divertimenti, cultura, portando alla fame ed alla disperazione la società. Farei una piccola meditazione anche su questa ultima parte.
Dopo la cultura greca, arriviamo a quella romana. I Romani erano molto fantasiosi, a volte usavano come metodo contraccettivo olio di cedro strofinato sul pene anche se il metodo preferito erano le solite vesciche o gli intestini delle capre, disseccati e stirati. Tenevano a posto il preservativo legandolo con piccoli pezzi di cuoio o di corda sulla parte superiore del pene. Una delle cose trovate più inquietanti , era il condom della vittoria. Il condom della vittoria era fatto con i muscoli o la pelle, ammorbiditi immergendoli nell’olio, dei soldati nemici caduti in battaglia. Ah, la fantasia!
Nella prossima puntata vi raccontero’ altri modi interessanti per rendere più sicuro il vostro incontro. Ed un aneddoto sul melograno. Per ora “buon agosto”!

Commenti
Loading...

Questo sito usa dei cookie tecnici necessari al corretto funzionamento del sito stesso creati direttamente dalla piattaforma. Diamo per scontato che tu sia d'accordo, ma se vuoi puoi liberamente decidere di uscire. Accetto Approfondisci