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Lettera ad una ragazza

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Da quando ho aperto il canale You Tube “Regine Felici”  arrivano alla mail delle regine lettere di donne che fanno domande e chiedono risposte. Mi accorgo della tristezza, dell’ignoranza, della mancanza di autostima e soprattutto della rassegnazione. Sì, rassegnazione. Difficoltà nel lasciarsi andare, difficoltà nella masturbazione, nei rapporti sessuali,  nell’accettazione del proprio corpo e delle proprie emozioni. Il sesso vissuto come dovere, il piacere forse, una volta.

L’età media delle donne che mi scrivono varia dai 40 ai 60 anni, ma non credo che le ragazze più giovani non abbiano domande da pormi, credo semplicemente che non abbiano il coraggio di farsele e di farle. Non esistono in Italia scuole che parlano di sessualità, che insegnano a scoprire il proprio corpo e le proprie pulsioni, non esiste l’educazione alla vita sessuale. Esistono scuole di surf, di pittura, di cucina, e di musica. Scuole che diano degli strumenti per imparare a fare all’amore ed a comprenderci,  non sono mai esistite, tutti iniziamo ad intuito, e continuiamo sperando che tutto ciò che facciamo vada bene.

Eppure amerei parlare con una adolescente di sessualità, guardarla negli occhi e toglierle il velo dei sogni sbagliati, sia il del sesso romantico che della sessualità vissuta come ginnastica da camera.

Mi piacerebbe dirle che la sessualità ha un aspetto meravigliosamente poetico e magico. Che è un portale che ci permette di entrare in una dimensione diversa, parallela e superiore: ci dà la possibilità di cambiare profondamente. A volte accade con incontro dove la  chimica ha una valenza inspiegabile (e non sempre è amore) e che proprio per questo non deve essere scambiato per un calesse(cit. Troisi).

Mi piacerebbe dirle che ha diritto all’ attenzione, a sguardi profondi, al tempo e che il suo corpo deve essere adorato, non usato.

Che deve essere una regina, che il principe azzurro non arriva per svegliarla alla vita, nessuno la sveglierà mai: solo lei è  responsabile della sua storia.

Che la sessualità ha il potere di renderla potente e creativa, che non è un valore da scambiare ma è un seme da  nutrire.

Che deve guardarsi per sapere come è fatta, che le mestruazioni sono un momento in cui deve ascoltare il suo corpo, decodificare le sue percezioni ed entrare nel mondo femminile della trasformazione. Simbolicamente il sangue è la vita.

Che la maternità è una scelta adulta e responsabile, non l’unica modalità di realizzazione per una donna.

Che avere una vita sessuale piena non esclude un lavoro gratificante.

Che deve chiedere e pretendere ciò che sente giusto e valido per lei e che non si deve accontentare, mai. Nel sesso nell’amore e nella vita.

Regine Felici

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