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Chi dice donna dice danno

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È molto difficile parlare dell’universo femminile, possiamo però iniziare citando la Bibbia:
Alla donna Dio disse: “Moltiplicherò
i tuoi dolori e le tue gravidanze,
con dolore partorirai figli.
Verso tuo marito sarà il tuo istinto,
ma egli ti dominerà”. – Genesi
E qui siamo già fritte. Per chi non avesse interiorizzato il concetto, San Paolo di Tarso ne ha messo del suo: “La donna impari in silenzio, con tutta sottomissione. Non concedo a nessuna donna di insegnare, né di dettare legge all’uomo; piuttosto se ne stia in atteggiamento tranquillo. Perché prima è stato formato Adamo e poi Eva; e non fu Adamo ad essere ingannato, ma fu la donna che, ingannata, si rese colpevole di trasgressione. Essa potrà essere salvata partorendo figli, a condizione di perseverare nella fede, nella carità e nella santificazione, con modestia.“

Questa cosa del dolore e della sottomissione ci perseguiterà per tutta la vita: mestruazioni dolorose, parti dolorosi, sopportazione delle corna per amore della famiglia, rinuncia ai sogni di una vita avventurosa in cambio di una vita come moglie e madre felice.
La nostra creatività si è espressa, quindi, in meravigliosi ricami, maglioni, centrini, lasagne e ragù, crostate, giardini e case arredate, tutto dentro il nido dal quale potevamo uscire solamente in compagnia del maschio protettore.
Abbiamo cercato delle soluzioni: “Cerchi la Donna nell’animo proprio l’accordo del senno colla modestia. Allora si temprerà ad energia, e si farà intelligente in virtù; allora sarà forte in giustizia e in prudenza, adorna d’interna bellezza, aliena da ogni fallace splendore, – e fatta dominatrice d’ogni sfrenato desiderio, affezionata al marito, ai figli, alla casa, comporrà sé medesima a divina armonia.“
Anonima pitagorica
Nonostante la nostra costretta adattabilità…
Esiodo disse: “Chi della donna si fida si fida dei ladri” ed anche Publilio Sirio continuò con “La donna quando pensa da sola, mal pensa”.
S. Maughan nell’800, riprese il pensiero di molti:” La funzione precisa della donna è di propagare la specie. Se è saggia, sceglierà un uomo forte e robusto come padre dei suoi figli. Mi rifiuto di capire quelle donne che sposano un uomo intelligente. Cosa trovano in un tizio che sa fare degli astrusi calcoli matematici? Una donna ha bisogno di un uomo dalle braccia forti e dallo stomaco di struzzo”

Ma alla fine, come potremmo definire una donna?
a) Il mistero di una donna è un dolore che non si rimargina e neppure si riesce a imparare. L’uomo non imparerà mai a essere donna e neppure una donna imparerà mai ad essere donna. Quando una donna nasce lo fa per sempre. Un uomo nasce solo per ferire, morire e ferire di nuovo; offendere, chiedere perdono, amare, amare di nuovo, di nuovo scappare, ferire, amare di nuovo e di nuovo morire. L’uomo vive per lasciare impronte nella neve, nell’illusione di fare traccia di sé. La donna la neve e il paesaggio che si farà primavera. La donna è una sfida che ti sfida. La donna è un ordigno, e l’uomo è un bambino che non riesce a capirci niente e lo distrugge, per piangere subito dopo e dare la colpa alle istruzioni. Ma la donna e il cielo non hanno istruzioni. (Filippo Timi)
Questo lo dice un uomo
b) Simon De Beauvoir, filosofa, scrittrice femminista asseriva che la donna è un prodotto socio-culturale. Fatta eccezione del dato fisico e ormonale, non esiste alcuna differenza tra i due sessi: «è l’insieme della storia e della civiltà a elaborare quel prodotto intermedio tra il maschio e il castrato che chiamiamo donna». In altri termini, «donna non si nasce, lo si diventa». Lo si diventa per scelta propria o per effetto delle costrizioni sociali e dei pregiudizi culturali elaborati dai rappresentanti del primo sesso. Di certo non per natura.

Perché noi donne: “Abbiamo troppa fantasia, e se diciamo una bugia è una mancata verità che prima o poi succederà, cambia il vento ma noi no e se ci trasformiamo un po’ è per la voglia di piacere a chi c’è già o potrà arrivare a stare con noi”. (Fiorella Mannoia)

In questi ultimi anni di risveglio di consapevolezze varie, ogni tanto guardiamo al nostro passato: “Ogni donna è destinata ad essere madre […]. A questo fine il Creatore ha ordinato tutto l’essere proprio della donna, il suo organismo, ma anche più il suo spirito e soprattutto la sua squisita sensibilità. Di guisa che la donna veramente tale, non può altrimenti vedere né comprendere a fondo tutti i problemi della vita umana che sotto l’aspetto della famiglia”.( Papa Pio XII)

Per continuare con considerazioni scritte da donne: Fra cento anni […] le donne non saranno più il sesso protetto. Logicamente condivideranno tutte le attività e tutti gli sforzi che una volta erano stati loro negati. La balia scaricherà il carbone. La fruttivendola guiderà la macchina. Ogni presupposto basato sui fatti osservati quando le donne erano il sesso protetto sarà scomparso; ad esempio […] l’idea che le donne, i preti e i giardinieri vivano più a lungo. Togliete questa protezione, esponete le donne agli stessi sforzi e alle stesse attività, lasciatele diventare soldati, marinari, camionisti e scaricatori di porto, e vi accorgerete che le donne muoiono assai più giovani e assai più presto degli uomini; cosicché si dirà: “Oggi ho visto una donna”, come si diceva “Oggi ho visto un aereo”. Può accadere qualunque cosa quando la femminilità cesserà di essere un’occupazione protetta. E questo lo scriveva Virginia Wolf

Mentre, per finire questa carrellata di pensieri di vario genere, cito una donna che oltre ad avere una voce ha anche una personalità splendida:
”Il nemico più grande della donna è la donna stessa. Non riusciamo a sfilarci da sotto il calcagno dello schiavismo del maschio. Stiamo facendo la caricatura della femmina per cercare di andare insensatamente incontro ai supposti desideri della controparte. Tira qui, molla là, botulini, filler, acidi ialuronici, plastiche additive e delizie di questo tipo. Si vedono in giro donne con la faccia di Fantomas e il seno della Saraghina. Più oggetto di così si muore. Va bene che è nell’uomo che deve avvenire la famosa “alterazione fisica”, ma ciò non giustifica il massacro che stiamo operando su di noi. Siamo noi le prime a trattarci come dei pezzi di carne. Magari non sarà vero che le armi a nostra disposizione siano necessariamente e fisiologicamente pari a quelle del maschio, ma pari deve essere la dignità da esigere con potenza e assennatezza prima di tutto da noi stesse. Ma, visto l’andazzo, speranze poche.” – ”Sto fatto che dietro un grande uomo c’è sempre una grande donna mi sembra una gran cretinata. È la solita storia che puzza di mancia, di gratifica natalizia, di carità, di bel gesto nei confronti di noi donne, esseri inferiori. Io mi sono rotta leggermente le palle. E dietro una grande donna c’è sempre chi o cosa? Solo se stessa, temo”. (Mina)

Ringraziamo il grande Pietro Vanessi e le sue stupende vignette.

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