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L’attore Giuseppe Aiello e la sua mission: vivere di teatro

La mia "mission" è poter vivere di questo mestiere, poter vivere di arte; in effetti ritengo assurdo che una cosa così normale, debba essere considerata una vera e propria missione

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Chi è Giuseppe Aiello?

Mi avvicino al mondo dell’arte fin da piccolissimo, a 5 anni mi esibisco per la prima volta su un palcoscenico come cantante, cantando “Vivo per lei” insieme a mia sorella, anche lei cantante, da quel momento in poi non ho più smesso di cantare. La passione per il teatro nasce qualche anno dopo a scuola, la mia professoressa mi diede il ruolo da protagonista in una commedia di Martoglio e da lì non ho più smesso. Nonostante la passione forte per il canto e per la recitazione, intraprendo comunque gli studi universitari iscrivendomi e laureandomi in medicina e chirurgia all’università di Catania, affiancando la scuola del Teatro Stabile in cui vengo ammesso nel 2016, scuola che purtroppo ad oggi è ancora chiusa dopo il grave dissesto economico che ha colpito il teatro qualche anno fa.

 I lavori principali

Tra i lavori principali a teatro ricordo con piacere lo spettacolo “Solo Andata”, un bellissimo testo di Erri De Luca per la regia di Angelo D’agosta (produzione Teatro Stabile di Catania) in cui ero in scena con tutti i colleghi della scuola del Teatro Stabile, e ancora “Il misantropo” (produzione TSC) che ricordo particolarmente per il cast eccezionale e per la brillante regia di Giovanni Anfuso. Non posso non citare il mio primo ruolo da protagonista nello spettacolo “Il malinteso” di Albert Camus in cui ho interpretato Jan, lavorare a questo testo mi ha fatto crescere davvero tanto, ho condiviso il palco con due colleghe e amiche della scuola teatrale e con una grandissima attrice catanese, Alessandra Barbagallo, la regia di Marco Longo la ricordo per la sua freschezza, arguzia e intelligenza; quest’inverno sono andato in scena al teatro Brancati con “L’albergo del libero scambio” di Georges Feydeau, la regia è stata di Sebastiano Tringali, che ritengo un mostro sacro del teatro italiano, molto attento e soprattutto un attore da cui non si smette mai di imparare. Oltre ai lavori in teatro non posso non citare il concerto Disney in cui mi esibisco insieme a mia sorella Angela, il progetto è nato qualche anno fa e siamo sempre felici di riproporlo alle fiere del fumetto e non solo perché con nostro grandissimo piacere è sempre un successo.

La sua mission

La mia “mission” è poter vivere di questo mestiere, poter vivere di arte; in effetti ritengo assurdo che una cosa così normale, debba essere considerata una vera e propria missione, ma oggi come oggi con la profonda crisi culturale che vive questo paese purtroppo, se si sceglie di intraprendere questa strada la si deve per forza affiancare, almeno nei primi lunghi anni di gavetta, ad un altro lavoro. Ma sono sacrifici che sono assolutamente disposto a fare.

Che cos’è il teatro?

Il teatro è il luogo in cui ogni giorno si impara qualcosa di nuovo e ci si riscopre, e ciò non vale solo per l’attore ovviamente ma anche e soprattutto per lo spettatore, ecco perché credo che il teatro sia un luogo fondamentale da frequentare fin da giovanissimi, perché ti educa ad un certo modo di vivere e di vedere le cose, ti trasmette valori, storia e cultura a 360 gradi. Mi piacerebbe che ci fosse una maggiore educazione al teatro e che partisse direttamente dai primi anni di scuola.

Il teatro come terapia

Personalmente devo dire che mi è stato di grande aiuto alternare gli anni bui e sacrificanti dello studio universitario con il teatro, inoltre dopo ore e ore di studio, si arriva alle prove o alle repliche con una voglia ancora più grande di “spaccare” il palcoscenico. Quindi sì, posso affermare che il teatro è terapia perché a mio parere a studiare soltanto si rischia di diventar matti. Poi ho già ribadito sopra che il teatro è cultura, e credo che questa sia la più grande terapia ai più grandi mali che affliggono la nostra società moderna come l’ignoranza, il bigottismo, la xenofobia e il razzismo.

Prossimi lavori

Al momento sono in prova con “L’odissea” per la regia di Giovanni Anfuso che debutterà ad agosto alle Gole dell’Alcantara. Mi trovo in una fase di grandi scelte, sto valutando di trasferirmi a Roma così da poter approfondire anche l’arte del doppiaggio oltre che del teatro e perché no, il cinema e la televisione. Insieme a mia sorella abbiamo sempre pronto il nostro concerto Disney e con quello abbiamo intenzione di girare un po’ tutto lo stivale a partire dal prossimo autunno.

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