Giovanna Criscuolo e il suo fascino naturale

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I nati il 13 maggio hanno spesso un notevole fascino, che esercitano sia nella loro ristretta cerchia e sia nella società. Essi raggiungono nella maniera più semplice e naturale quei riconoscimenti e quel successo che gli altri ottengono solo a prezzo di grandi fatiche e quindi per questo vengono spesso invidiati e criticati di andare alla ricerca del successo effimero. Hanno una grande influenza sugli altri e se decidono di occuparsi di una causa importante pur sottolineando la loro spontaneità l’affrontano con la serietà dello studio in un dato settore che fa la differenza tra un dilettante e un artista. Hanno una vera repulsione per faccende pratiche e finanziarie e per questo hanno bisogno di essere di essere assistiti nella gestione economica. Insomma sono poco diplomatici ma essendo naturali e simpatici spesso se la scappottano…

Chi è Giovanna Criscuolo?

Se c’è una cosa che non riesco a fare è definire me stessa, perché la tendenza, soprattutto di chi fa parte del mondo dello spettacolo, è di essere autoreferenziale. Per intenderci “dico il meglio di me” così tutti mi amano. Quindi dirò il peggio di me. Sono una donna testarda, molto orgogliosa, mi “accendo” facilmente, insomma ho un brutto carattere. A volte basta che qualcuno dica una parola, per me, fuori posto ed ecco che esce fuori la mia aggressività. Mi rendo conto che per molti sono “la simpaticona” che fa ridere. Sì, sono anche questa, ma non è che tutte le mattine mi sveglio col sorriso e canto con gli uccellini. Però un pregio che credo di avere è quello di non prendermi troppo sul serio. Sarà che sto invecchiando, ma comincio a pensare che la vita vada vissuta con più leggerezza e per “leggerezza” non intendo superficialità.

La leggerezza secondo Italo Calvino: Prendete la vita con leggerezza. Che leggerezza non è superficialità, ma planare sulle cose dall’alto, non avere macigni sul cuore. […] La leggerezza per me si associa con la precisione e la determinazione, non con la vaghezza e l’abbandono al caso.  Si deve essere leggeri come l’uccello che vola, e non come la piuma.

I tuoi lavori più importanti

Amo il mio lavoro, lo rispetto e lo temo. Non sempre ho fatto cose che mi piacevano, però, quando mi chiedono quali sono stati i lavori più importanti, sto lì a pensare a quali elencare e alla fine rispondo “tutti”. Le mie esperienze lavorative mi hanno lasciato qualcosa, tutte, indistintamente, sia per i lavori in sé, sia per le persone con cui li ho condivisi. Anche gli spettacoli brutti, e ne ho fatti, mi hanno lasciato un segno perché, adesso, so per certo cosa non voglio fare.

La mission e il fil rouge

Non mi pongo obiettivi per il futuro, sarebbe inutile e spesso diventa frustrante quando questi non vengono raggiunti, anche perché nel mio settore ci sono tanti fattori esterni che ne condizionano la riuscita. Per esempio, mi piacerebbe vincere l’Oscar, ma mica dipende da me! Cioè dipenderebbe da me, ma se qualcuno me ne desse la possibilità e dato che non ho santi in paradiso, la cosa mi pare difficile. Qualcuno potrebbe dire “questa è megalomane. Addirittura l’Oscar”. Beh! Se proprio devo sognare, lo faccio in grande!

Il fil rouge tra la mia vita e il mio lavoro credo che sia la mia caparbietà. È necessario non mollare mai.

Che cos’è il teatro?

Ecco un’altra domanda difficile “cos’è il teatro?” Non lo so. Posso dire cos’è il teatro per me. È un cerchio magico e ogni volta che ci entro dentro non smetto di essere me stessa per interpretare qualcun altro, ma al contrario porto un po’ di me. Apro un cassettino dove dentro ci sono persone, sentimenti, umori, odori, colori che hanno fatto parte della mia vita e li metto al servizio del personaggio che interpreto, che sia questo comico o drammatico. La specificazione non è casuale. Spesso si pensa alla comicità come una cosa semplice, di serie B. Invece per me la comicità è una cosa seria.

“La risata, il divertimento liberatorio sta proprio nello scoprire che il contrario sta in piedi meglio del luogo comune… anzi, è più vero… o almeno, più credibile”. Dario Fo’ premio Nobel 1997.

Prossimi lavori

A marzo sarò in scena al teatro “al Massimo” di Palermo. Al mio rientro inizierò le prove di un nuovo spettacolo che debutterà a maggio al teatro comunale di Belpasso e nel frattempo giro con i miei spettacoli di cabaret “TUTTI SBAGLIANO IL MIO COGNOME” dove metto in discussione l’uomo, in quanto maschio, nel rapporto di coppia e “SINGOLARE FEMMINILE” facendo un’analisi comica di quelle che sono le “fisime” delle donne.

Dopo maggio chissà! Questo mestiere è una grande incognita!

Il consiglio astrale: i nati il 13 maggio sono governati dal numero 4 (1+3=4) e dal pianeta Urano, che è al tempo stesso ondivago ed esplosivo. Il numero 4 rappresenta ribellione, convinzioni molto personali, nonché desiderio di cambiare le regole. I nati il 13 maggio devono imparare a tenere sotto controllo la parte uraniana di sé stessi e lasciarsi guidare dalla parte venusiana (Toro) verso la bellezza e l’armonia.