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Filippo Brazzaventre: uno spazio tutto per Sé

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Nato lo stesso giorno di Shakespeare il 23 aprile Filippo Brazzaventre ha interpretato tantissimi personaggi del Bardo. Il giorno di nascita è quello “della ricerca della sicurezza” perché i nativi sono impulsivi e vanno alla ricerca di nuovi stimoli. Hanno sempre un intuito particolare nel cogliere le debolezze degli altri e riescono a comprendere la natura e le ispirazioni umane. Devono gestire l’influenza che hanno su chi li circonda e controllare non solo la loro mente ma anche la loro lingua tagliente.

Chi è Filippo Brazzaventre?

Sono un uomo di quasi 60 anni, questa è la prima cosa che mi viene da dire, forse perché ancora non ci credo, che si sente un bambino, che esagera continuamente sfidando il tempo e le proprie resistenze fisiche e psichiche, ma non riesco fare diversamente perché per me la sfida con me stesso è importante ho bisogno sempre  di arrivare al limite, non mi va sempre bene ma per me il piacere viene solo dopo una gran fatica, solo dopo aver corso qualche rischio, bisogna che il cuore batta forte fortissimo prima di poter gridare “siiiiii”.  Sarei stato sicuramente un eccellente fondista decisamente non un velocista infatti posso sicuramente definirmi lento, lo sono in tutto ciò che faccio anche se ho una eccellente capacità di sintesi, insomma sono lento in tutto ciò che è fisico.

Sono un insicuro e di questo sono sicuro e questa è già una certezza, so di avere molte lacune che non possono più essere colmate ma so di averle le conosco e quindi so come gestirle, ho avuto la fortuna e il coraggio di affrontare un lungo percorso di analisi e di psicoterapia di gruppo che ha cambiato il mio modo di pensare e di affrontare la realtà. Sono un emotivo e questo è un po’ un mio problema perchè non sempre ho il controllo delle mie emozioni e sono capace di piangere o di arrabbiarmi con estrema facilità. Effettivamente ho qualche contraddizione.

I lavori principali

Aldilà delle apparenze sono una persona molto umile sono sempre in ascolto di chi mi sta accanto, mi metto sempre in dubbio sono curioso e ho sempre voglia di imparare soprattutto nel mio lavoro, ho debuttato nel 1983 e ho avuto la fortuna di cominciare presto ad affrontare grossi personaggi ed è stato proprio per culo non per merito che un anno dopo il mio debutto ho fatto: O di uno o di nessuno di Pirandello nel ruolo di uno dei due protagonisti maschili (Carlino Sanni) con la regia di Romano Bernardi che io considero il mio maestro. Ho avuto un altro grande maestro Giuseppe Di Martino. Dopo sono stato Liolà, Nanni Lasca nella Lupa, Neli nell’ Altalena ho fatto tanti grossi personaggi in commedie moderne e molti meravigliosi personaggi Shakesperiani, i loro nomi non sono importanti né fanno di me un attore importante, sono tutti dentro di me ogni volta riparto sempre da loro ogni volta mi lasciano qualcosa imparo qualcosa. Bisogna sempre accostarsi ad un personaggio con estrema umiltà perchè i personaggi sono sempre più forti e più grandi di noi e se vengono affrontati con superficialità o con leggerezza o arroganza ci mangiano e ci fanno essere dei sacchi vuoti, non vanno mai criticati questo compito non spetta all’attore.

foto Dino Stornello

Non faccio questo lavoro perchè credo che questa sia una missione o perchè penso di dover dare qualcosa agli altri o per un qualche “sacro fuoco”,  e devo dire che quando sento qualcuno dire che lo fa per una di queste “vocazioni” mi si alza il sopracciglio destro….io lo faccio per me, perchè mi piace, perché vinco le mie paure, perché mi piace giocare e forse perché non mi piaccio io….per vanità!

Che cos’è il teatro?

Il teatro è il luogo in cui si è attori e spettatori il luogo in cui si contempla in cui si riconosce dove si partecipa, è con lo scambio tra chi è in sala e chi è sul palco che si crea lo spettacolo. Il teatro è uno spazio fisico dove avviene qualcosa di etereo, il teatro è metafora della vita che in fondo è un gran teatro.

Registi che fanno gli attori, attori che fanno i registi o entrambi?

Credo che sia meglio farsi dirigere magari da uno bravo piuttosto che dirigersi, questo per evitare di cadere in vizi e vezzi e poi perchè è interessante lo scambio che avviene tra il regista e l’interprete sono due visioni che spesso coincidono ma che possono anche divergere ma sulle quali bisogna lavorare senza dimenticare mai che non è dell’attore la responsabilità della visione di un testo e poi ci si può sempre mandare a quel paese!

Ci si identifica nel personaggio?

Adoro fare personaggi diversi da me e forse sta qui il vero motivo della mia scelta, anche se molto spesso ad un attore vengono proposti personaggi che sono molto aderenti all’interprete sicché si finisce per fare sé stessi e qualcuno può fare confusione e risultare poi un po’ artefatto nella vita mentre è così bello ogni tanto essere “normali”.

foto Dino Stornello

Vizi e virtù

Non saprei dire niente circa le mie virtù forse non ne ho nessuna, dei miei vizi potrei parlarne ad un prete ma non ne frequento, posso solo dire di averne molti ma niente di pericoloso per gli altri al massimo solo per me.

Andrò in scena con di Misura per misura di Shakespeare che verrà rappresentato al teatro L’Istrione dal 5 al 7 aprile, farò Lucio un personaggio che ho scelto in accordo con il regista Valerio Santi, che mi intriga molto e che sarà diversissimo da qualsiasi personaggio da me interpretato finora.

 

 

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