La vulnerabilità fisica dei territori aumenta in maniera esponenziale in concomitanza con l’espansione urbana e infrastrutturale così come evidenziato fortemente dai devastanti eventi naturali che negli ultimi decenni hanno interessato l’intera penisola italiana.
Una problematica che richiede attenti studi mirati alla mitigazione dei rischi a cui le città possono essere soggette.
Su questa tematica è incentrata la ricerca dal titolo “Geophysical surveys integrated with rainfall data analysis for the study of soil piping phenomena occurred in a densely urbanized area in eastern Sicily” pubblicata sulla rivista scientifica internazionale Natural Hazards che è stata realizzata dal gruppo di ricerca del Laboratorio di Geofisica Applicata dell’Università di Catania (Sabrina Grassi, Graziano Patti, Gabriele Morreale) coordinato dal prof. Sebastiano Imposa, docente di Geofisica delle aree urbane e Geofisica Applicata, in collaborazione con professionisti esterni tra cui il dott. Geol. Mauro Corrao, attuale presidente dell’Ordine Regionale dei Geologi di Sicilia.

 

Lo studio analizza i dati geofisici, geologici, idrogeologici e di precipitazione per comprendere i fattori scatenanti associati ad alcuni cedimenti della superficie (subsidenza) avvenuti tra il 2015 e il 2017 nel centro abitato di Valverde.
«Le indagini geofisiche condotte hanno consentito anche di definire l’estensione e la possibile evoluzione di queste aree instabili presenti nel sottosuolo e di identificare la presenza di ulteriori aree suscettibili di instabilità – spiega il prof. Sebastiano Imposa dell’Università di Catania -. Il verificarsi di intensi e improvvisi eventi di pioggia, insieme a un errato uso del suolo e un incontrollato sviluppo urbano, può costituire un rischio per le infrastrutture e la popolazione poiché il deflusso dell’acqua nel sottosuolo, in determinate condizioni, può causare la formazione di cavità. Questo fenomeno conosciuto come soil piping può evolvere e generare cedimenti del suolo. È chiaro che il verificarsi di tali fenomeni in aree densamente urbanizzate rappresenta un imprevedibile e consistente fattore di rischio che può interferire con le attività sociali».

«L’analisi pluviometrica ha evidenziato come il versante orientale dell’Etna sia particolarmente soggetto ad eventi piovosi intensi e continui di natura subtropicale e con elevati tassi di precipitazione – aggiunge il coordinatore della ricerca -. La maggior parte delle acque meteoriche in questa zona, grazie alla presenza di suoli molto permeabili, filtrano rapidamente nel sottosuolo alimentando l’estesa e abbondante falda acquifera etnea. Nel caso in cui le precipitazioni avvengano in aree caratterizzate dalla presenza di suoli con permeabilità medio-bassa e bassa, non riuscendo ad infiltrarsi rapidamente nel sottosuolo, talvolta innescano fenomeni di erosione superficiale o al di sotto della superficie urbana».
«La ricostruzione dei modelli litologici e di permeabilità del centro urbano di Valverde ha evidenziato la presenza di suoli erodibili poco permeabili e di rocce laviche fratturate ad alta permeabilità – spiega il prof. Imposa -. L’analisi dell’intensità delle precipitazioni relativa a tutti gli eventi piovosi avvenuti nell’area di studio tra gennaio 2015 e febbraio 2018 ha consentito di ricavare i valori soglia che hanno innescato i fenomeni di subsidenza verificatisi nel centro urbano di Valverde».

«È evidente che la vulnerabilità fisica del territorio, soggetto ad eventi di pioggia intensa e l’erodibilità del sottosuolo, in un contesto urbano, come quello del comune di Valverde, comporta un fattore di rischio per le infrastrutture presenti e per la popolazione – conclude il docente dell’ateneo catanese -. Non si può escludere che la presenza del centro abitato, costruito su un paleo alveo, aumenti notevolmente la vulnerabilità del territorio innescando una serie di complicazioni che evidenziano una pregressa scarsa e talvolta errata pianificazione territoriale».

 

 

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