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Pesca, Musumeci: «Basta attacchi ai nostri pescatori, Roma intervenga su Tripoli»

"La soluzione prospettata dal ministro Di Maio di non andare in quella zona a pescare non è praticabile" ha dichiarato l'assessore regionale alla Pesca della Sicilia,Toni Scilla

PALERMO – «Basta! Non ne possiamo più di queste azioni di violenza delle motovedette libiche contro i nostri motopescherecci. Non è tollerabile che i pescatori siciliani debbano andare a lavorare nelle acque internazionali con l’incubo di finire arrestati, sequestrati o persino mitragliati, senza colpa alcuna. Il governo italiano apra finalmente un confronto serio e risolutivo con Tripoli. Non vorrei pensare che per Roma la legittima tutela di interessi economici con la Libia debba fare dei pescatori siciliani una sorta di carne da macello”.

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Lo ha dichiarato il presidente della Regione Siciliana Nello Musumeci, dopo l’attacco di oggi, al largo di Bengasi, di un motopeschereccio di Mazara del Vallo da parte di motovedette libiche, col ferimento del vicecomandante del natante siciliano.

“Ora basta! Nelle more che si definisca l’accordo bilaterale, che deve partire dallo stato membro ma che si deve chiudere con Bruxelles, non possono essere i pescatori a pagare il prezzo di questa situazione. La soluzione prospettata dal ministro Di Maio di non andare in quella zona a pescare non è praticabile”. Lo ha detto all’Adnkronos l’assessore regionale alla Pesca della Sicilia,Toni Scilla, commentando l’attacco della Guardia costiera libica ai pescatori siciliani. “Il governo deve assicurare il diritto ai lavoratori – dice – devono andar le vedette italiane a proteggerci. Per ora ci sono 50 barche in una stessa zona, ma non possono andarci tutti insieme. Serve una soluzione”.

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