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Musumeci visita stabilimento della Omer a Carini

La Omer ha realizzato gli interni dei treni Pop recentemente comprati dalla Regione Siciliana attraverso i Fondi europei, ma anche quelli delle metropolitane di Stoccolma e Melbourne e dei convogli Frecciarossa

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PALERMO – Il presidente della Regione Siciliana, Nello Musumeci, ha visitato stamane a Carini lo stabilimento della Omer. Specializzata nel settore degli arredi interni e della componentistica per i mezzi di trasporto ferroviario, l’azienda è tra le più grandi realtà manufatturiere dell’Isola. Ad accogliere il governatore, nella zona industriale del Palermitano, è stato l’amministratore delegato Giuseppe Russello.
La società, oltre ai 75 mila metri quadrati della sede siciliana, ha anche una succursale a Detroit nel Nord America e sviluppa il 60 per cento dei propri prodotti per il mercato internazionale. Tra i principali clienti dell’azienda, che quest’anno festeggia i trent’anni di attività, ci sono: Alstom, Siemens, Bombardier, Trenitalia, Hitachi rail Italy, Titagarh e Norr-Bremse. La Omer ha realizzato anche gli interni dei treni Pop recentemente comprati dalla Regione Siciliana attraverso i Fondi europei, ma anche quelli delle metropolitane di Stoccolma e Melbourne e dei convogli Frecciarossa.

«Ho avuto modo di visitare – sottolinea Musumeci – una bella realtà, che non conoscevo. E’ questa la Sicilia che mi piace e che fa parlare bene di sé all’estero. Una fabbrica all’avanguardia, che da qualche giorno è tornata a pieno regime, dopo la pausa dovuta all’epidemia in corso. Un esempio di sicurezza, qualità ricercata e rispetto dell’ambiente del quale i siciliani dobbiamo andare fieri. Nel cinquantesimo anniversario dello Statuto dei lavoratori, la visita di oggi – prosegue il governatore – assume un significato particolare. Una ricorrenza che serve a riflettere sulla gravità del momento e sugli sforzi che tutti siamo chiamati a compiere per dare piena concretezza alla dignità del lavoro. Rimane sullo sfondo il sogno di vedere pienamente applicato anche in Italia il dettato costituzionale della partecipazione dei lavoratori alla direzione e agli utili dell’impresa».

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