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Psicoletteratura da Magie D’amore 2.0 di Gabriella Vergari e la psicologa Susanna Basile

Un’operazione psicoletteraria dove l’incontro della scrittrice Gabriella Vergari e della psicologa Susanna Basile nella raccolta di racconti Magie D’Amore 2.0 con le immagini di Franco Blandino edito da Giuliano Landolfi, darà vita all’esame introspettivo dei protagonisti

Tempo di lettura: 4 minuti

Psicoletteratura è un progetto “ardimentoso” prendere brandelli di un racconto sviscerarlo senza fare uno spoiler per i futuri lettori alfine di stimolare una curiosità nel leggerlo e magari riflettere insieme a loro di una possibilità di rispecchiamento, di riconoscibilità con i protagonisti, che parlano, pensano, agiscono a volte in prima persona a volte in terza persona ma sempre sono lì a raccontare sé stessi in maniera più o meno intima come se si trovassero di fronte ad un terapeuta. In effetti sono dei casi clinici: ma in fondo siamo tutti dei casi clinici, ammantati e costruiti di cose e belle e cose brutte che comunque rappresentano l’esperienza del nostro “essere nel mondo” come direbbe il grande filosofo Heidegger.

Brani del racconto Configurazioni astrali di Gabriella Vergari.
“Le parole continuano a frullarmi in testa anche dopo il risveglio e non capisco perché. A volte mi capita, di restare prigioniera di questo tipo di frase e lasciarla a rigirarsi libera tra le mie sinapsi, come una sorta di formula magica o motivetto parassita. Ma qualcosa mi dice che non si tratta di questo. Di per sé l’immagine non è niente male, mi fa pensare alla decadenza di un edificio malandato, o di un cancello arrugginito e malmesso. […]
Non pretendo di salvare il mondo, ma ammetto che sarebbe bello avere la consapevolezza di fare qualcosa di valido in tal senso. E sì, lo so, tutti noi dobbiamo e possiamo fare la nostra parte, da qualunque canto (o cantuccio) della terra ci ritroviamo a svolgerla. Sono le piccole cose a dar vita alle grandi, siamo tutti interconnessi e, a voler credere all’effetto Lorenz, potrebbe essere sufficiente impedire alla farfalla di volare in Brasile, per scongiurare il tornado in Texas. Ammesso, e non concesso, che me lo dovessi scordare, ci penserebbero comunque Facebook, Whatsapp e tutti gli altri social a ribadirmelo ad ogni piè sospinto, tempestando con i loro messaggi di buon augurio e i quotidiani precetti, massime, suggerimenti, e aforismi su come affrontare la vita. Già uno solo potrebbe valere da scorta per un secolo, ma giusto ieri me ne è stato fornito un vario repertorio: In una sola goccia è contenuto un intero oceano, Sorridi alla vita e lei ti sorriderà, Quando Dio si muove in tuo favore, nessuno può fermarlo, Sono le strade storte a far nascere i bravi piloti, Nessun ostacolo potrà arrestarti finché la tua voglia di volare sarà più forte, Buongiorno, apri il tuo cuore come i petali di questa rosa[…]
E via di questo passo, mentre i fashion influencer continuano a  bombardare con le immagini, molto meno sapienziali e decisamente più pragmatiche, della loro vita iper-dorata sorridendo, perfetti, glamourosi e smaglianti, da piscine mega-multi-pluri- miliardarie, oggi a Tokio, domani a Shangai, dopodomani alle isole Fiji o alle più plebee Maldive, senza nel frattempo trasformarsi in essere anfibi, o contrarre il minimo accenno di raffreddore o reumatismi, che pure dovrebbero avere, dato lo spaventoso numero di ore trascorse o a mollo o all’interno di lussuosissimi jet che, seppur  privati,  restano condizionati ad areazione artificiale. Così che, a dispetto di tutte le indicazioni e gli incoraggiamenti virtuali, finisce che prima o poi ti si insinua pure il sospetto di non essere altro che una piccola stronza sfigata, visto che loro non sembrano avere niente in più di te, se non la placida, pacifica evidenza di avercela fatta, di essere riusciti, Dio solo sa per quali insondabili e arcane combinazioni, ad avere la vita che sarebbe piaciuto vivere anche a te.[…]
Insomma, conti serrati e calcoli rigorosi alla mano, sembrava che le configurazioni astrali fossero le più propizie. Proprio così, le configurazioni astrali, ci divertivamo a chiamarle a quel tempo. Gli eredi impazienti di concludere e liberarsi di quello che vedevano più che altro come un peso, una veloce e funzionale ristrutturazione, un paio di mani di intonaco, i banchi di lavoro, un angolo sul retro per il magazzino, le assi per la terracotta…”

La psicologa Susanna Basile: “ Quale sarà il progetto della nostra protagonista femminile che insieme alla sua amica avrà il suo svolgimento e la sua determinazione? Vi abbiamo lasciato in sospeso il loro progetto, il loro intendimento di cambiare la vita lavorativa che non aveva una soluzione di continuità nel loro tempo di “vita urgente ad esprimersi”, nel loro “essere nel mondo ma non essere del mondo” come avrebbe detto l’apostolo Giovanni. La protagonista fa una disamina sulla propria vita, sul disagio nel viverla pienamente e sull’accontentarsi di una serie di modi di dire, di piccole soddisfazioni ma di grandi insuccessi personali. L’impossibilità di poter spiccare un volo di libera farfalla imprigionata in un bozzolo che lei stessa probabilmente ha creato “nel suo mondo” costruito da altri, anzi programmato da altri: ma questo suo lieve livore le permette di fare un’attuale disamina in un mondo odierno dove tutto si può fare, complesso, pieno sfaccettature dove i social ci permettono di osservare e assorbire come persone mediocri accedono ad un successo immeritato. Ma forse il suo “difetto” sta in due punti specificatamente spiegati dalla psicologia. Il primo è il “locus of control”, ovvero il luogo del “poter modificare le cose” che dev’essere orientato verso noi stessi e non dare la colpa agli altri. Il secondo è la “coazione a ripetere” per cui noi stessi che ripetiamo gli stessi errori sfiduciati dalle nostre imprese e ci sabotiamo ininterrottamente, siamo i protagonisti dei nostri insuccessi. Questi due concetti sono spesso legati ai legami familiari che non ci hanno dato la sicurezza di essere sostenuti, amati, guidati nell’infanzia e adolescenza affinché il bozzolo potesse diventare farfalla infischiandosene altamente dell’effetto Butterfly teorizzato dal matematico Lorenz.

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