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La paura degli attacchi di panico

A volte i primi attacchi si verificano di solito in situazioni agorafobiche (come guidare da soli o viaggiare su un autobus in città) o in situazioni di affollamento come grandi magazzini, feste di piazza, concerti...

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La paura degli attacchi di panico rende difficili e ansiogene tantissime funzioni che noi diamo per scontate come uscire di casa da soli, viaggiare in treno, autobus, aereo, guidare l’auto, stare in mezzo alla folla o in coda, e a volte anche rispondere al telefono pensando continuamente che ci possano comunicare qualcosa di disastroso. Ma come ha inizio un attacco di panico?
Gli attacchi sono più frequenti in periodi stressanti. Sono alcuni eventi di vita che possono essere imputati come fattori precipitanti, anche se non provocano necessariamente un attacco di panico. Tra gli eventi di vita riferiti come scatenanti un attacco di panico:
problemi familiari gravi
il matrimonio o la convivenza
la separazione
il lutto o la malattia di una persona significativa
aver subito qualche forma di violenza
problemi economici e lavorativi
A volte i primi attacchi si verificano di solito in situazioni agorafobiche (come guidare da soli o viaggiare su un autobus in città) o in situazioni di affollamento come grandi magazzini, feste di piazza, concerti…
Gli eventi stressanti esterni che abitualmente in una situazione di normalità non scatenano i sintomi dell’attacco di panico possono essere: il caldo, le condizioni climatiche umide, l’abuso di alcool caffeina, psicofarmaci, possono far insorgere sensazioni psicofisiche anormali. Queste anomalie vengono interpretate in maniera catastrofica, e aumentano il rischio di sviluppare attacchi di panico.
L’attacco di panico ha un inizio improvviso, raggiunge rapidamente l’apice entro 10 minuti e ha una durata molto variabile. I sintomi tipici degli attacchi di panico sono:
Dolore o fastidio al petto,Palpitazioni/tachicardia (battiti irregolari, pesanti, agitazione nel petto, sentirsi il battito in gola)
Brividi, sudorazione e vampate di calore.
.Parestesie (sensazioni di intorpidimento o formicolio)
Sensazioni di sbandamento, instabilità (capogiri e vertigini)
Sensazione di asfissia o soffocamento (stretta o nodo alla gola)
Sensazioni di derealizzazione (percepire il mondo esterno come strano e irreale, sensazioni di stordimento e distacco)
Sensazioni di depersonalizzazione (alterata percezione di sé caratterizzata da sensazione di distacco o estraneità dai propri processi di pensiero o dal corpo)
Tremori fini o a grandi scosse
Paura di perdere il controllo o di impazzire (come la paura di fare qualcosa di vergognoso in pubblico o la paura di scappare quando colpisce il panico o di perdere la calma).
Non tutti questi sintomi descritti sono necessari perché si tratti di un attacco di panico.  A volte nemmeno si riconoscono come sintomi di attacchi di panico e si pensa di avere una malattia fisica come un infarto o in generale problemi cardiovascolari. Vi sono molti attacchi caratterizzati solo o in particolare da alcuni di questi sintomi. La frequenza e la gravità dei sintomi possono variare ampiamente nel corso del tempo e delle circostanze. Evitare tutte le situazioni che potenzialmente sono ansiogene diventa la modalità prevalente ed il paziente diviene schiavo del panico. Costringerà  tutti i familiari ad adattarsi di conseguenza, a non lasciarlo mai solo o sola e ad accompagnarlo, accompagnarla praticamente da qualsiasi parte. Ma è veramente soltanto un momento di paura, rabbia, abbandono, mettersi in mostra ovvero bisogno di attenzioni come a volte viene diagnosticato in famiglia? Ho visto da poco una madre e figlia che parlando dei tic importanti della figlia, si è espressa dicendo “anche a me una mattina mi tremava l’occhio ma poi mi è passato”. Segno che né i tic della figlia e né le sue dichiarazioni di attacchi di panico sono serviti per far capire che il sintomo è soltanto la punta dell’icesberg. Che gli psicofarmaci possono eliminare il sintomo ma non la causa di questi attacchi che sono acuti e migliorare i tic che sono cronici. Ma la radice è la stessa: disagio di un qualche trauma psicoaffettivo che la ragazza non ha superato a livello del Sè profondo e che il corpo attraverso il Sè corporeo esprime sottoforma di questi disturbi. Parleremo dei tic e dei loro segreti…per intanto sappiate che a volte poche sedute terapeutiche possono liberare per sempre dagli attacchi di panico lasciandoti in compagnia di te stesso/stessa e dei tuoi buoni talenti.

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