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Grande successo di pubblico degli “addetti ai lavori” per la conferenza “Mente in movimento. Attività motorie e neuroscienze”

Università di Catania Dipartimento di Scienza della Formazione Palazzo Ingrassia via biblioteca n.2 Catania

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“La mente si muove verso il mondo esterno: anzitutto bisogna superare la vecchia separazione tra cervello e corpo tra mente e cervello che sono un’unica cosa.  La mente sta nel corpo ambedue sono proiettati all’esterno perché tutto quello che serve all’unità mente e corpo per avere una realizzazione personale una consapevolezza del mondo esterno deve appoggiarsi a quelle strutture esterne con cui la mente coopera, si conflittualizza, ha una relazione. In generale lo scopo di questa iniziativa di oggi, con tutti i professionisti presenti che si occupano della mente e del corpo a vari titoli fisioterapisti, fisiologi, a chi si occupa di scienze motorie e agli psicologi è stata organizzata per creare un’unità mente corpo e ambiente esterno e formare le persone in modo che questa unità funzioni in maniera produttiva per garantire la salute e il benessere delle persone stesse”.

Questa la sintesi e il trade union con le parole del prof. Di Nuovo che ha qualificato il convegno come una giornata studio rivolta agli psicologi in formazione e ai professionisti in modo indagativo e per certi versi esperienziale poiché i relatori portavano in maniera pragmatica le “proprie scoperte” in campo clinico e sperimentale. Le sessioni in cui erano suddivisi gli interventi ha fatto sì che le connessioni e gli interscambi potessero in qualche modo allargare le menti degli “spettatori qualificati” attraverso informazioni dirette suffragate da slide e qualità degli interventi.

La prima sessione alchimie della mente ha introdotto un concetto di connessione tra corpo e mente con i neuroni a specchi del prof. Perciavalle citando gli studiosi Rizzolatti, Gallese, Goleman ecc.: “Il pensiero è un’attività a uso interno se voglio interagire col mondo che mi circonda devo effettuare un’azione. È l’azione che mi permette di relazionarmi con chi mi circonda. Ad esempio l’azione muscolare trasforma il pensiero in azione. Come fa il nostro cervello ad organizzare l’azione? Ogni movimento volontario presuppone uno scopo finale. Noi non riflettiamo su quali muscoli dobbiamo usare per effettuare un’azione finalizzata, i muscoli sono un mezzo…qual è la funzione dei neuroni a specchio? Riconoscere lo scopo per cui viene fatto quel movimento, per cui viene scelta quell’azione. I neuroni a specchio facilitano l’apprendimento, nel vedere le azioni altrui noi riproduciamo quello che vediamo come un allenamento implicito che facilitarebbe l’apprendimento, di come un’azione si deve fare. Altro coinvolgimento sarebbe l’empatia, la capacità di riconoscere quello che fanno gli altri ci aiuta a metterci in connessione dal punto di vista emotivo. Anche la dimensione estetica è collegata ai neuroni a specchio, la categorizzazione della bellezza ad esempio. Ancora un’altra idea la struttura dei neuroni a specchio è la consapevolezza del Sé. Anche la creazione del linguaggio come azione e sua rappresentazione”.

Il funzionamento intero della persona e la sua organizzazione è stato l’intervento della dott.ssa Fecarotta come psicoterapeuta funzionale: “se è vero che da un punto di vista teorico la dicotomia mente/corpo è stata superata non lo è ancora in ambito psicoterapeutico poiché esiste ancora un funzionamento gerarchico  c’è un livello cognitivo di consapevolezza o anche di emozione che è un po’ sopra tutto in qualche maniera permane una dicotomia epistemologica  nell’ambito mente/corpo”.

Interventi mirati ed interessanti legati ad una psicologia dello sport da parte del presidente dell’ordine degli psicologi dott. Giardina sulla perfezione del binomio mente/corpo e della dott.ssa Zitelli come progettazione sociale e post-trauma. La neuromodulazione della prof. Smirni: la stimolazione, attraverso tecniche non invasive, di tale network cerebrale si è rivelata un valido strumento per consentire il potenziamento delle performance linguistiche in soggetti con disturbi del linguaggio e in soggetti sani. “L’attività motoria come aspetto di una scuola inclusiva” della prof. Tomarchio. “La dietistica applicata allo sport” del dott. Lior Many. “Lo stress e depressione il ruolo dei farmaci e il movimento fisico” del prof. Caraci. E altri interventi che proprio grazie alla loro varietà disciplinare non hanno mai abbassato il livello di attenzione da parte degli studenti e professionisti che sicuramente durante la giornata hanno ampliato i propri orizzonti. O magari hanno scelto in cosa specializzarsi nella futura professione di psicologi e psicoterapeuti, proiettandosi verso la salute e il benessere della persona considerato secondo l’ambiente e le relazioni che lo circondano, in tecniche sempre più integrate.

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