Sicilia Report
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Palermo
Giro di prostituzione minorile dietro agenzie di moda: arrestati due imprenditori

A scoprirlo è stata la polizia che questa mattina ha arrestato due manager accusati di violenza sessuale nei confronti di minorenne, prostituzione minorile, induzione e favoreggiamento della prostituzione di maggiorenne

Palermo, 14 gen. – Un giro di prostituzione minorile dietro le due agenzie palermitane di modelle Vanity Models Management e Max Services Agency. A scoprirlo è stata la polizia che questa mattina ha arrestato Francesco Pampa, 42 anni, titolare della Vanity Models Management, ritenuto responsabile dei reati di violenza sessuale nei confronti di minorenne, prostituzione minorile, induzionee favoreggiamento della prostituzione di maggiorenne. Stesso provvedimento per Massimiliano Vicari, 44 anni, titolare della Max Services Agency, ritenuto responsabile dei reati di prostituzione minorile ed induzione e favoreggiamento della prostituzione di maggiorenne.

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La Procura di Palermo ha anche disposto gli arresti domiciliari per G.F., 36 anni, indagato per prostituzione minorile e per aver intrattenuto rapporti sessuali con una ragazza non ancora diciottenne in cambio di denaro. Le indagini, condotte dalla Squadra Mobile, e che hanno acclarato anche un episodio di violenza sessuale, hanno portato alla luce un fiorente giro di prostituzione gestito da Pampa e Vicari. I due, imprenditori nel settore della moda, condividevano i locali di uno studio in centro. Pampa è un agente di moda, Vicari è titolare di un’agenzia che presta servizi di promozione e supporto sul web ad altre imprese. Insieme avevano creato una struttura per la promozione di giovani modelle, provenienti anche da altre province siciliane, che hanno fatto partecipare ad eventi di respiro nazionale e internazionale, come le fiere dei cavalli arabi che si sono tenuti a Milano e Parigi.

L’indagine è partita dalle dichiarazioni di una giovane che ha iniziato a lavorare con i due uomini all’età di 15 anni. La ragazza ha raccontato di essere stata “iniziata” quasi subito da Pampa che l’ha poi proposta al socio Vicari e poi indotta a concedersi a uomini più grandi, clienti dell’agenzia o semplicemente a coloro che partecipavano agli eventi legati alla moda. Le aspiranti modelle venivano contattate tramite i social e invitate a partecipare ai provini che si tenevano presso lo studio condiviso dai due indagati. Le giovani minorenni, accompagnate dai genitori, superato il provino con il patron Pampa, si iscrivevano all’agenzia pagando una quota di circa 50 euro e da quel momento iniziava il loro percorso all’interno dell’agenzia partecipando a casting, sfilate o shooting fotografici. Con le modelle Pampa instaurava un rapporto privilegiato dedicandosi non solo alla loro crescita professionale, ma occupandosi anche del loro benessere personale, accontentando ogni loro desiderio. “Le promesse mantenute di vincere le gare di bellezza locali e le regalie – scrivono gli inquirenti – erano parte del sistema creato dall’indagato finalizzato esclusivamente ad irretirle per poter in un secondo momento abusarne sessualmente e per cederle poi ad amici come G. e ai clienti conosciuti durante gli eventi legati alla moda, che pagavano centinaia di euro per avere rapporti sessuali con le vittime.Grazie a quel rapporto intimo e di fiducia il manager riusciva a ‘gestire’ le giovanissime che abbassavano la guardia e cadevano nel giro della prostituzione”.

Racconti e riscontri tecnici, hanno permesso di ricostruire la ‘tecnica’ adottata da Pampa che, prima instaurava un rapporto di fiducia con le giovani, poi iniziava il corteggiamento, fino ad arrivare a consumare con alcune veri e propri rapporti sessuali, non curandosi dell’età. Alle giovani venivano promessi soldi, regali e progressioni di carriera. Le più ambiziose venivano portate anche a casting di livello nazionale o ad eventi di respiro internazionale e in quelle occasioni Pampa e Vicari si presentavano come i manager delle modelle, inducendo e favorendo la prostituzione delle ragazze minorenni o poco più che maggiorenni, rapportandosi con clienti che pagavano direttamente i due agenti alla fine della consumazione del rapporto sessuale.
(Adnkronos)

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