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Le donne di carta del Festival “La Sicilia delle donne”

Il prof. Dario Stazzone, presidente del comitato catanese della Dante Alighieri, si è soffermato sulle Accademie che erano diffuse in tutta la Sicilia, sul Museo Biscari che attirava visitatori da tutta Europa con la ricchezza dei suoi reperti

“Donne di carta. Non abbiamo alcuna notizia biografica di Isabella Rizzari, Genoveffa Bisso, Isabella Bellini, tre poetesse del Settecento. Eppure dopo trecento anni stiamo parlando di loro, e su di loro si sono fatte ricerche, si sono condotti studi, perché hanno lasciato traccia di sé, hanno scritto, e dai loro scritti possiamo ricostruire il loro mondo interiore, e la società circostante. Sono davvero l’emblema delle donne di carta e dell’importanza della poesia che, come diceva Foscolo, vince di mille secoli il silenzio”.
Con queste parole Gloriana Orlando, dopo avere ringraziato le organizzatrici, Fulvia Toscano e Marinella Fiume, ha iniziato la sua relazione per il Festival “La Sicilia delle donne”, sottolineando come, dai versi di queste tre poetesse arcadiche, si possa ricostruire uno spaccato del mondo culturale del Settecento siciliano, un secolo colto e aperto, in cui le donne partecipavano alla vita culturale, alle Accademie, e persino una suora di clausura come Isabella Bellini poteva “rispondere per le rime” con un suo scritto, partecipando ad una querelle sul ruolo della donna, abitudini che in Sicilia anticipano di diversi decenni gli spiriti emancipazionisti che cominceranno a diffondersi in Europa solo negli anni successivi alla rivoluzione. Come attestato dai numerosi viaggiatori che concludevano il “Gran Tour” nella nostra isola, le nobildonne che incontravano erano colte, parlavano inglese e francese, discettavano e scrivevano di filosofia, nei loro salotti ricevevano intellettuali, artisti, musicisti, durante le abituali “conversazioni”. E l’atmosfera che si respirava l’altro pomeriggio nell’appartamento della principessa a Palazzo Biscari rimandava proprio al Settecento. Ascoltando la pregevole conversazione di Gloriana Orlando, avvolti da una boiserie in legno di rosa perfettamente conservata, la più vasta d’Europa, con alle spalle la sala da bagno circondata da affreschi di gusto arcadico, abbiamo fatto un viaggio nel tempo. Il padrone di casa Ruggero Moncada, che ha ospitato l’evento, secondo la tradizione del suo avo, il principe Ignazio Paternò Castello di Biscari, generoso anfitrione, mecenate, protettore degli artisti, fondatore dell’Accademia degli Etnei, ha aperto la “conversazione” raccontando aneddoti sulla storia della sua famiglia, con la verve che lo contraddistingue.

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Il prof. Dario Stazzone, presidente del comitato catanese della Dante Alighieri, si è soffermato sulle Accademie che erano diffuse in tutta la Sicilia, sul Museo Biscari che attirava visitatori da tutta Europa con la ricchezza dei suoi reperti, portati alla luce dal principe archeologo, e sulle grandi personalità che ruotavano attorno alla corte di Ignazio Paternò Castello.

Foto: Gloriana Orlando

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