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Agrigento: confiscati beni per 1,5 milioni di euro ad ex consigliere provinciale

Palermo, 16 gen. – Beni per un valore di circa un milione e mezzo di euro sono stati confiscati dalla Polizia a Giuseppe Vincenzo Terrazzino, 56 anni, di Raffadali, ex consigliere provinciale di Agrigento nel quinquennio 2008/2013. Il procedimento è stato avviato su proposta del questore, che ha presentato al Tribunale di Palermo una richiesta di applicazione della misura di prevenzione patrimoniale sui beni riconducibili direttamente o indirettamente all’uomo. Le indagini patrimoniali sviluppate dall’ufficio Misure di prevenzione della Divisione anticrimine, infatti, hanno permesso di delineare “lo spessore criminale di un soggetto abitualmente dedito a traffici illeciti”, spiegano gli investigatori. E’ emersa così “la sproporzione tra il rilevante patrimonio immobiliare e mobiliare posseduto e la sua capacità reddituale, dimostrando che i beni raggiunti dal provvedimento scaturivano da attività illecite”.

In particolare la sezione Misure di prevenzione del Tribunale di Palermo ha disposto la confisca di 9 immobili a Raffadali e ad Agrigento, 23 rapporti bancari, polizze assicurative e rapporti di investimento per un valore di circa 350.000 euro, 3 auto e moto e 4 impianti di produzione di energia elettrica da fonti rinnovabili a Raffadali. Terrazzino già nel 2006 era stato condannato per il reato di usura ai danni di un negoziante e nel 2013 è stato arrestato nell’ambito dell’inchiesta denominata ‘Demetra’ per i reati di associazione per delinquere finalizzata ai delitti di falso e di truffa aggravata, per l’illecito conseguimento di erogazioni pubbliche in danno dell’Inail e dell’Inps di Agrigento.

“Gli enti erano stati indotti a erogare indennizzi per inesistenti infortuni lavorativi e indebite indennità di disoccupazione”, spieganogli investigatori. In tale indagine, Terrazzino era stato raggiunto da ordinanza di custodia cautelare in carcere per aver svolto “un ruolo preminente all’interno dell’organizzazione criminale, dalle attività della quale aveva tratto i maggiori profitti”. Il processo penale è tuttora in corso.
(Adnkronos)

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