Voto in Abruzzo, test politico di grande interesse

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Sfida a 4: Marsilio, Legnini, Marcozzi, Flajani per presidenza Regione

L’AQUILA – Voto da tenere d’occhio, quello per le regionali in Abruzzo, regione martoriata dal terremoto di dieci anni fa. Un milione e duecentomila abruzzesi sono chiamati alle urne nelle circoscrizioni di Pescara, Chieti, Teramo e L’Aquila.“ Sicuramente non un mid-term, ma una prova importante, in una regione importante del centro Italia e tema di scontro politico dal 2009 ad oggi. Alle elezioni politiche del 4 marzo 2018 il Movimento Cinque Stelle in questa regione aveva sfiorato il 40 per cento. Forza Italia per un pelo aveva evitato il sorpasso della Lega, ma solo per un punto percentuale. Urne aperte alle 7, e fino a stasera alle 23, in Abruzzo, per eleggere il nuovo presidente della Regione e il Consiglio regionale. Se saranno confermati tutti i sondaggi che mostrano il calo del M5s a vantaggio della Lega, non sarebbe un bel segnale per i pentastellati e un possibile motivo di riconsiderazione delle strategie. Sarebbe infatti la prima vera e propria conferma di quanto i sondaggi dicono da mesi.
A contendersi la poltrona di governatore Sara Marcozzi, avvocato 41enne di Chieti, consigliere regionale uscente, alla guida del M5s; Marco Marsilio, senatore, nato a Roma e di origini abruzzesi, di Fratelli d’Italia, 52 anni il 17 febbraio, in testa alla coalizione di centrodestra composta, oltre che dal suo partito, Lega, Forza Italia, Udc-Dc-Idea e Azione Politica; l’ex vicepresidente del Csm e sottosegretario all’Economia Giovanni Legnini, 60 anni, avvocato, di Roccamontepiano (Chieti), a capo di una coalizione civica e di centrosinistra composta da 8 liste, Partito democratico, Legnini Presidente, Abruzzo Insieme, Avanti Abruzzo, Abruzzo in Comune, +Abruzzo, Progressisti per Legnini, Centristi per l’Europa-Solidali e popolari; Stefano Flajani di CasaPound, 47enne avvocato di Alba Adriatica in provincia di Teramo.