Ex Province, sit-in di protesta dei dipendenti davanti alla Regione

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Si sono assiepati davanti a Palazzo d’Orleans, sede della Regione, per far sentire la propria voce: a Palermo la nuova protesta dei dipendenti delle ex Province, giunti da tutta la Sicilia per prendere parte al sit-in promosso dai sindacati Cgil, Cisl e Uil. La data della manifestazione non è stata scelta a caso: proprio oggi il presidente Nello Musumeci ha convocato i parlamentari nazionali eletti nell’isola per discutere di una questione spinosa, cioè la profonda crisi finanziaria in cui versano gli enti di area vasta. Nell’invito rivolto ai parlamentari, Musumeci aveva scritto: ‘Ho il dovere di sottoporre alla vostra attenzione la necessità di individuare, con l’urgenza che la situazione di dissesto o predissesto in cui versano richiede, adeguate soluzioni per il sostegno ai Liberi consorzi e alle Città metropolitane dell’isola. Enti ormai al collasso, con gravi ripercussioni sul piano non solo sociale. Occorre intervenire con la massima urgenza per garantire parità di trattamento agli Enti di area vasta siciliani rispetto alle Province e Città metropolitane della penisola, eliminando le storture causate dalla legislazione finanziaria nazionale in materia’.

La situazione attuale vede al riparo solo le ex Province di Agrigento e Trapani, le uniche ad avere approvato i bilanci. Le restanti sette si trovano in condizione di predissesto a causa del prelievo forzoso dello Stato; di conseguenza sono a rischio i servizi essenziali. I sindacati sono sul piede di guerra: già lo scorso 8 febbraio avevano chiamato a raccolta i dipendenti delle ex Province per un sit-in davanti all’assessorato all’Economia della Regione. In quell’occasione i rappresentanti di Cgil, Cisl e Uil avevano spiegato: ‘Il silenzio della politica sulla situazione drammatica delle ex Province non ci sta bene. Il nostro appello è rivolto a tutti, parlamentari regionali e nazionali, di maggioranza o di opposizione, con ruoli istituzionali o meno: serve un’azione coordinata e condivisa e l’impegno di ognuno per lavorare a una norma salva-province. Non accettiamo più alibi da parte di chi ci governa né da parte di chi sta all’opposizione e non fa abbastanza. Non è sufficiente, anche se è indispensabile, un’iniezione di fondi, come si tenta di fare con gli ultimi documenti contabili in discussione; serve risolvere strutturalmente questa annosa e drammatica vicenda che vede coinvolti seimila dipendenti delle ex province, più 800 delle partecipate e 600 precari. Per non parlare della paralisi dei servizi ai cittadini: una ipoteca che pende su strade, scuole, fasce sociali deboli. Non siamo più disposti a tergiversare, vogliamo risposte immediate e l’apertura di un serio confronto politico, istituzionale e sindacale sul tema’.

Musumeci, dal canto suo, ha chiarito: ‘Viviamo oggi le conseguenze di una finta riforma, quella della legge Delrio proposta dal precedente governo con alcune province già in default e alcune che stanno per esserlo. Presenteremo un dossier su quello che è accaduto e lo renderemo pubblico alla fine di giugno. Nessuno può dire che non c’era o che era in Venezuela…’.