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Covid, dati falsi: chiusa indagine su assessore Razza

I pm confermano l'ipotesi accusatoria di falso in concorso per tutti

Palermo, 16 mar. (Adnkronos) – Chiuse le indagini sui falsi dati comunicati dall’assessorato alla Salute della Regione Siciliana al Ministero della Sanità e all’Istituto superiore di Sanità. I magistrati della Procura di Palermo, coordinati dal procuratore aggiunto Sergio Demontis, come scrivono alcuni siti di informazione, hanno comunicato l’avviso di conclusione delle indagini all’assessore regionale Ruggero Razza e ad altre cinque indagati: l’ex dirigente generale del Dipartimento regionale per le attività sanitarie e osservatorio epidemiologico Maria Letizia Di Liberti, il direttore delServizio 4 dello stesso Dasoe, Mario Palermo, Salvatore Cusimano, dipendente dell’assessorato regionale all’Industria, Emilio Madonia, dipendente di una società privata che si occupava della gestione del flusso dei dati sul Covid e Roberto Gambino, dipendente dell’Asp di Palermo e distaccato al Dasoe.

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I pm confermano l’ipotesi accusatoria di falso in concorso per tutti. A Di Liberti e Madonia viene anche contestato di avere indotto in errore, trasmettendo dati falsi, il ministero della Sanità e l’Istituto superiore di Sanità, che classificarono la Sicilia a rischio basso e non moderato nella settimana dal 14 al 20 dicembre.

 

“Al di là del rilievo penale, sul quale altri giudici dovranno pronunciarsi, le accuse della Procura della Repubblica di Palermo nei confronti dell’assessore Razza e dei suoi più stretti collaboratori confermano un fatto, in sé moralmente più grave dell’ipotesi di reato. Quello cioè che sulle piattaforme informatiche del Ministero della Salute e dell’Istituto superiore di Sanità furono caricati dati falsi sul Covid. Di fronte a questa certezza, non può che indignare il tradimento del patto di lealtà con i siciliani rispetto alla tutela della loro salute. Indignazione che va ben oltre il ‘disegno criminoso’ di cui parla la Procura. Qualunque cosa decisa di fare Razza, da oggi moralmente non è più l’assessore alla Salute di alcuno”. Così Claudio Fava, presidente della Commissione antimafia dell’Ars, commentando la notizia sulla chiusura delle indagini sui falsi dati Covid.

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