Cisl: “Lavoro e dissesto: Pogliese apra confronto con parti sociali”

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Crescita all’1.7 per cento, aumentano gli occupati (+3000) ma anche i disoccupati specialmente tra i giovani (53 per cento). E il Comune capoluogo ha pure un deficit finanziario di 1 miliardo e 480 milioni da fronteggiare con 10mila lavoratori a rischio tra diretto e indotto.
È uno scenario economico fortemente contraddittorio per Catania, quello analizzato ieri dalla Cisl provinciale sui dati dei report economici Curella, Svimez e Istat, alla presenza di Giovanna Ventura, segretaria confederale organizzativa, e Mimmo Milazzo, segretario generale della Cisl siciliana.
In vista del 30 novembre, termine perché il Comune presenti il piano di riequilibrio finanziario per fronteggiarne il dissesto, la Cisl rinnova al sindaco Pogliese la sollecitazione ad avviare il confronto con le parti sociali.
«Siamo fortemente preoccupati dai segnali contrastanti dei report economici – afferma Maurizio Attanasio, segretario generale della Cisl etnea – così come dalle condizioni in cui versano le casse comunali, anche se siamo convinti non vada imputata alcuna responsabilità al sindaco e alla sua Giunta. Ma il periodo di rodaggio è finito ed è tempo che il sindaco avvii con coraggio e determinazione quel confronto con le parti sociali che ha promesso».
Per Attanasio, «occorre preparare un piano strategico condiviso, qualora a Catania non fosse accordato alcun intervento di Stato. Ma, comunque, l’amministrazione comunale dovrà produrre un piano finanziario di rientro, tenendo conto dei bisogni sociali e occupazionali dei catanesi.
«Perché salvare Catania dal dissesto economico – spiega il numero uno della Cisl etnea – significa anche mettere in sicurezza oltre 10mila posti di lavoro, tra lavoratori e lavoratrici delle partecipate e dei servizi, ma anche delle aziende creditrici: una battaglia in cui o si va avanti insieme oppure si rischia di accentuare ancor di più le disuguaglianze sociali oltre alla forte perdita occupazionale».
Preoccupazioni nutrite anche per il futuro della Città metropolitana, per il quale Attanasio ha sollecitato la Regione siciliana a sciogliere l’impasse. «La Regione in termini di controllo e programmazione dei territori è distante – afferma – ecco perché va ridato il giusto valore agli enti intermedi. E il presidente Musumeci, meglio di chiunque altro, ne conosce valenza e importanza. Allora si permetta il loro riassetto e il risanamento, si riassegnino le deleghe, magari con più ampie competenze. Potranno, ad esempio, concretamente contribuire a spendere i fondi appena stanziati per la riduzione del rischio idrogeologico e contro l’erosione costiera».
Infine, la Cisl ha annunciato la riorganizzazione dei propri servizi per integrare e arricchire l’assistenza al lavoratore. Con la novità e il riavvio degli sportelli “Lavoro” e “Famiglia”. «Il modello lavorativo è cambiato in questi anni – sottolinea Attanasio – ed è maggiormente caratterizzato dalla discontinuità sia del rapporto sia del luogo di lavoro. Sono cambiate le esigenze di lavoratori e cittadini che oggi hanno sempre più bisogno di servizi e orientamento, tutoraggio e riqualificazione. Anche alle famiglie occorre dare servizi, orientamento e assistenza per non restare emarginate all’interno di una società mutata e alle prese con nuove povertà e con un welfare con minori risorse e scarsi servizi».

(Nella foto del tavolo, da sin. Ornella Romeo, Maurizio Attanasio, Giovanna Ventura, Mimmo Milazzo, Rosario Portale)