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Avvistati due Germani Reali al centro di Roma: una delle due era ferita

L'animale ferito non è stato abbandonato dal compagno o la compagna. La coppia "inseparabile" è stata trasportata in un centro specializzato per le cure

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ROMA – Il 14 agosto scorso due esemplari di Germano Reale sono stati avvistati su via Ripetta, nel centro di Roma. Recuperati da una pattuglia della Polizia Locale di Roma, avvertita grazie alla segnalazione di un residente, che si è accorta che una delle due anatre selvatiche presentava una ferita vistosa ad una delle ali, motivo per il quale, probabilmente, non riuscivano più a raggiungere le sponde del Tevere da dove, con ogni probabilità erano arrivati. Immediata la richiesta di intervento di personale LIPU che ha trasportato i due esemplari in un centro specializzato per le cure del caso.

Ma chi è il Germano Reale?
(Anas platyrhynchos Linnaeus, 1758) è un uccello della famiglia degli Anatidae noto in Italia anche come capoverde, la più diffusa tra le specie di anatre selvatiche: in Europa occidentale se ne stima una presenza pari a oltre 9 milioni di individui. Il capo verde e il becco giallo del germano reale sono uno spettacolo noto per molti abitanti dell’emisfero settentrionale. I maschi sono generalmente più numerosi delle femmine, anche a causa dell’alta mortalità che si registra tra queste ultime durante l’incubazione. Il maschio ha il capo verde che poggia sulla sommità di un collo bianco, che termina, all’estremità opposta, con un petto color castagno che spicca sul resto del corpo, che è spesso interamente grigio. Le femmine sono cosparse di macchie color bruno chiaro, ma hanno le piume alari blu-violacee, che sembrano delle toppe ai lati dell’animale.
Si ciba di tutto ciò che riesce a trovare immergendo il becco sott’acqua o razzolando sul terreno e bisogna dire che in cattività non presenta particolari esigenze alimentari. Grazie alla sua docilità e adattabilità è diventata persino prototipo dell’anatra domestica. Le coppie si formano nel tardo autunno e si riproducono nella primavera successiva. Le femmine depongono da 9 a 15 uova che cova solo lei per circa 26-28 giorni. Se il maschio l’aiutasse nell’incubazione, il nido sarebbe facilmente individuato dai predatori e distrutto
Trascorre gran parte della giornata sull’acqua e si spinge sulla terraferma solo per la nidificazione o per riposare. I suoi ambienti prediletti sono dunque quelli che presentano specchi o corsi d’acqua tranquilli circondati da porzioni di terreno sufficienti per sistemarvi il nido e sorvegliarlo. La specie è ampiamente presente in tutte le regioni temperate dell’America settentrionale, dell’Europa e dell’Asia, dal livello del mare fino a 2.000 metri di altitudine.

Indiscrezione per gli amanti degli animali: (fonte: Wikipedia. ndr)
Il maschio come richiamo emette un calmo yeeb; nel corteggiamento emette una sorta di fefev-fefev-fefev. La femmina usa spesso un qua qua qua rumoroso; se, mentre sta covando, si assenta e viene raggiunta da maschi, emette il verso caratteristico que èh-èh-èh, il quale sta ad indicare che è indisponibile ad accoppiarsi; per difendere i piccoli da predatori o intrusi, si agita sbattendo le ali e si scaglia addosso all’avversario.

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