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Morta Milva, aveva 81 anni

Nel 2010 aveva annunciato il suo addio alle scene. Dalla canzone popolare al teatro di Strelher, passando per il record di presenze senza vittoria a Sanremo. Zanicchi: “era un'amica vera, non solo una grande star mondiale”

Roma, 24 apr.  – È morta Milva. La cantante e attrice teatrale dai capelli rossi aveva 81 anni e viveva a Milano. Da tempo era lontana dalle scene. Nel 2010, dopo aver pubblicato il terzo album scritto e prodotto per lei da Franco Battiato (dopo Milva e dintorni del 1982 e Svegliando l’amante che dorme del 1989), intitolato ‘Non conosco nessun Patrizio’ e balzato immediatamente nella top 20 dei dischi più venduti in Italia, aveva annunciato il suo addio alle scene, dopo mezzo secolo di palcoscenico.  “Ritengo che proprio questa speciale combinazione di capacità, versatilità e passione sia stato il mio dono più prezioso e memorabile al pubblico e alla musica che ho interpretato e per quello voglio essere ricordata. Oggi questa magica e difficile combinazione forse non mi è più accessibile: per questo, dato qualche sbalzo di pressione, una sciatalgia a volte assai dolorosa, qualche affanno metabolico; e, soprattutto, dati gli inevitabili veli che l’età dispiega sia sulle corde vocali sia sulla prontezza di riflessi, l’energia e la capacità di resistenza e di fatica, ho deciso di abbandonare definitivamente le scene e fare un passo indietro in direzione della sala d’incisione, da dove posso continuare ad offrire ancora un contributo pregevole e sofisticato”, aveva detto all’epoca.

Nella sua lunga carriera Milva è passata dalla canzone popolare al teatro di Giorgio Strelher, passando per la musica di Franco Battiato, di Ennio Morricone, di Astor Piazzolla, le canzoni dei grandi compositori greci, francesi, tedeschi e tanto altro, compresi i successi sul palco del Festival di Sanremo ma anche quelli sui palcoscenici di tutto il mondo. A Sanremo aveva stabilito un record poco invidiabile: Milva era l’artista con più partecipazioni, 15, senza mai una vittoria. La ‘pantera di Goro’ non si è mai spinta oltre il secondo posto del 1962. Milva è anche la cantante con più partecipazioni consecutive, nove, dal 1961 al 1969.È l’artista con piùpartecipazioni (15) senza mai una vittoria. La cantante dai capelli rossi non si è mai spinta oltre il secondo posto del 1962 (con ‘Tango italiano’ e ‘Stanotte al Luna Park’).  La sua statura artistica è stata ufficialmente riconosciuta dalle Repubbliche Italiana, Francese e Tedesca, che le hanno conferito alte onorificenze.      Per il colore dei suoi capelli è anche nota come La Rossa (titolo di una famosa canzone scritta per lei da Enzo Jannacci, al quale dedicò l’omonimo album La Rossa del 1980), soprannome che alludeva anche la sua fede politica di sinistra, rivendicata in numerose interviste.

“Sono davvero molto addolorata. Mi ha chiamato stamattina un autore amico per darmi questa tristissima notizia”. Iva Zanicchi non trattiene le lacrime parlando con l’Adnkronos della morte di Milva. “Quando stavo malissimo in ospedale per il Covid, nel novembre scorso – racconta – lei mi ha mandato dei messaggi bellissimi che non dimenticherò mai. Sono addolorata perché va via una persona che ho ritenuto amica, una delle poche nell’ambiente musicale”.  “Pensate – aggiunge Iva Zanicchi – che Milva era la cantante preferita di mia madre, nonostante io facessi la cantante. Mi diceva: ‘tu sei mia figlia ma lei…’. Era una delle poche vere artiste internazionali che l’Italia abbia partorito. In Germania era una superstar, ma anche in Giappone. Cantava in tutti i Paesi del mondo ma non solo per gli italiani all’estero. Aveva una presenza scenica unica, forse anche grazie a Strelher. E ppi quella voce scura, profonda, unica”.

Sui soprannomi d’arte che ricevettero (Mina la Tigre di Cremona, Milva la pantera di Goro e lei l’Aquila di Ligonchio), Iva Zanicchi racconta: “Non so di Mina ma a me e a Milva non piacevano affatto. Poi imparammo a farci pace ma non è che ci facessero impazzire”.  Zanicchi non nasconde una certa amarezza per il fatto che Milva fosse stata dimenticata negli ultimi anni: “Completamente dimenticata. E invece meritava molto di più. Anche il Premio alla Carriera ricevuto aSanremo arrivò solo dopo molte pressioni dei colleghi e dell’opinione pubblica”.
(Adnkronos)

 

 

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